Gasparri (Fi): “L'oltranzismo assenteista di Fitto fa male. I consigli di Fini? Lezioni di castità da Cicciolina"

12 febbraio 2015 ore 16:32, Lucia Bigozzi
Gasparri (Fi): “L'oltranzismo assenteista di Fitto fa male. I consigli di Fini? Lezioni di castità da Cicciolina'
“Nessun ‘che fai, mi cacci’ ma Fitto fa l’oltranzista assenteista e fa male al partito. I consigli di Fini a Fitto? E’ come prendere lezioni di castità da Cicciolina…”. Maurizio Gasparri non le manda a dire e sintetizza così le tensioni dentro e fuori Fi. Ma nella conversazione con Intelligonews non lesina stoccate al governo Renzi sui dossier Mare Nostrum e decreto Banche popolari. Fitto come Fini siamo veramente al “che fai, mi cacci?” «Non vogliamo e non dobbiamo cacciare nessuno. Tuttavia, se uno non viene a nessuna riunione del partito di cui è esponente significativo, fa male al partito, si autoesclude, alimenta confusione anche nella comunicazione e nella percezione del nostro elettorato. Mi auguro che prevalga una volontà di partecipare, anche con idee diverse, e non di autoescludersi. Auspico che Fitto accolga l’opinione di alcuni suoi amici che ieri hanno partecipato alla riunione, cito ad esempio Sisto, non condividendo  l’oltranzismo assenteista e di altri suoi amici che ci hanno detto che non avrebbero partecipato ma che non sono d’accordo con l’assenza imposta da alcuni oltranzisti, forse eccitati dal protagonismo del momento e non dalle sorti del futuro, incerto per tutti noi che facciamo politica». Resta il fatto che arrivare all’ultimatum non è un atto eccessivo per un partito liberale quale si dichiara Fi? «Se uno tutti i giorni spara a zero sui giornali contro la linea del partito… il punto è che non possiamo parlare solo delle diatribe interne. Dobbiamo auspicare che Fitto e più in generale tutti partecipino al dibattito perché l’oltranzismo assenteista è un modo per arrivare all’autoconsunzione dei partiti». Parliamo di immigrazione. Lei oggi ha criticato duramente Mare Nostrum e la posizione della Mogherini. Vale anche per il governo e per il ministro dell’Interno Alfano? «Renzi, Alfano e la Mogherini non se li sono filati per nulla. Aveva ragione Berlusconi quando sosteneva l’importanza del dialogo con Gheddafi che bloccava i trafficanti di morte sulle coste libiche. Poi ci si è illusi con le primavere arabe e il risultato oggi è che in Libia ci sono i Califfi e gli immigrati, usati dai criminali, partono ogni giorno e spesso vanno incontro alla morte. C’è un dilettantismo complessivo rispetto a una vicenda complessa che chiama in causa più soggetti ma che denota il ruolo deficitario del governo italiani inascoltato da parte di tutti coloro che si stanno occupando della situazione. A cominciare dalla Mogherini che ha ipotizzato una sorta di Mare Nostrum-bis al quale Renzi deve dire di no». Decreto banche popolari: anche su questo tema lei chiede al governo di fermarsi. Perché? «Oggi la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta, per ora contro ignoti, sui presunte operazioni considerate anomale prima del 16 gennaio quando si è cominciato a parlare del decreto; la Consob parla di “andamenti anomali” nei corsi azionari. C’è poi il commissariamento “per gravi perdite” di Banca Etruria di cui fino a 24 ore fa è stato vicepresidente il padre del ministro Boschi; di fronte a tutto ciò io dico: il governo si fermi e magari col decreto sulle popolari ci incarti le uova».   Torniamo alle vicende di Fi. Per Gianfranco Fini siete ridotti al “si salvini chi può”. Cosa risponde? «Non sono affetto da “Matteofilia” e quindi non sono Salvini-dipendente tantomeno Renzi-dipendente. Visto che Fini fa giochi di parole potrei rispondergli che lui è ‘fini-to’ politicamente. Francamente, è come prendere consigli di castità da Cicciolina…».
autore / Lucia Bigozzi
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