Esiste un Islam moderato? Risponde Monsignor Negri... per un vero dialogo

12 gennaio 2015 ore 10:50, Americo Mascarucci
musulmaniIl cristianesimo è una religione di pace, ma si può dire altrettanto dell’islam? Secondo il vescovo di Ferrara Luigi Negri, cristianesimo e islamismo restano agli antipodi proprio sul diverso, opposto, concetto di pace. La Chiesa dei Biffi, dei Maggiolini, di quanti non hanno mai accettato il buonismo di chi sosteneva che la soluzione ai problemi dell’integrazione stesse tutta nel dialogo interreligioso, rivive proprio in chi, come il vescovo Negri, oggi mette in evidenza gli errori compiuti nel passato. Secondo il prelato il cristianesimo è una religione fondamentalmente pacifica che non contempla la conversione forzata dei fedeli; se in passato i cristiani hanno compiuto atti di violenza, lo hanno fatto soltanto perché lo richiedevano le circostanze storiche del momento. Gli islamici al contrario, secondo l’analisi di Negri, hanno una concezione teocratica della religione, il Corano si identifica con il regno, la legge di Allah è legge dello Stato e tutti sono obbligati ad uniformarsi ai precetti religiosi; in base a questo principio, assente nel cristianesimo che sa ben distinguere religione e potere, tutti gli appartenenti al regno sono dunque obbligati a vivere secondo le leggi e le prescrizioni coraniche, chi non lo fa è automaticamente un infedele. A detta del vescovo non esiste un islam moderato, ma possono esistere bravi musulmani; il che tradotto sta a significare che l’islam non può essere moderato ma possono esserlo i fedeli se magari hanno un animo generoso, buono, tollerante verso gli altri. I miliziani dell’Isis che occupano le città siriane, abbattono le chiese, uccidono i cristiani o li obbligano a convertirsi, diversamente da ciò che tanti si ostinano a sostenere, sarebbero dunque i figli più autentici dell’islamismo, con i quali non è possibile alcun dialogo, nel momento stesso in cui nei fondamenti della loro religione c’è l’obbligo di imporre il Corano ovunque e a tutti. E magari questo odio contro i cristiani fosse limitato soltanto ai miliziani dell’Isis o ai fondamentalisti! E’ invece radicato in tantissimi musulmani che vivono in Italia e in Europa e che a prima vista potrebbero sembrare perfettamente integrati; dall’arabo che vende il Kebab nei centri storici delle città, al cuoco della pizzeria sotto casa o all’operaio che lavora in fabbrica. Persone che potrebbero apparire assolutamente tranquille, pronte però a sgozzare la moglie che non volesse indossare il velo, o a sfigurare con l’acido il volto della figlia che sceglie di amare un ragazzo occidentale. Ecco che in quel momento si comprende il fallimento dell’integrazione, un fallimento che non può essere identificato soltanto nell’atto terroristico più o meno cruento; un fallimento che va identificato anche negli atti di violenza domestici compiuti dai mariti e padri musulmani ai danni di mogli e figli che vogliono abbracciare gli usi e i costumi occidentali; o ancora nella presunzione di non far frequentare ai bambini l’ora di musica nelle scuole perché in contrasto con il Corano. Esempi che stanno a dimostrare come l’integrazione per queste persone sia da considerare a rovescio; sono gli altri a doversi adattare alle regole, le loro e non quelle del Paese che li ospita. Discorso a parte merita poi il tema della satira. Negri sostiene che il diritto di satira va difeso anche quando ha per oggetto la religione; attenzione però, un conto è l’ironia innocua e spiritosa, altra cosa è l’offesa ai simboli religiosi. Anche qui la differenza con gli islamici è abissale, perché mentre per i cristiani la religione è gioia e quindi può essere soggetta anche all’ironia, per gli islamici è un qualcosa di terribilmente serio, a tal punto da non poter essere neanche oggetto di innocue barzellette. Insomma Papa Francesco può ricevere in Vaticano tutti gli imam del mondo, pregare insieme a loro sul sagrato di San Pietro, promuovere una giornata di preghiera alla settimana, ripetere all’infinito che Dio e Allah sono uguali e che cristiani e musulmani sono tutti figli di Abramo, ma poi la teoria è destinata a scontrarsi con la pratica che è quella di una convivenza difficile, spesso impossibile. Perché Dio non è Allah e il Vangelo non è il Corano. Nemmeno la Costituzione italiana decantata da Benigni come la più bella del mondo può reggere il confronto con l’islam come non lo possono reggere le costituzioni di stampo europeista ed occidentale nel momento stesso in cui queste vanno a negare ogni possibile contaminazione fra leggi dello Stato e precetti religiosi. E allora di che stiamo parlando?  
caricamento in corso...
caricamento in corso...