Cottarelli sforna la spending: la montagna ha partorito 3 miliardi per il 2014

12 marzo 2014 ore 18:19, Lucia Bigozzi
Cottarelli sforna la spending: la montagna ha partorito 3 miliardi per il 2014
Tre miliardi nel 2014, poi le cifre salgono, anzi lievitano: nel 2015 si potrebbe arrivare a 18 miliardi che diventerebbero 36 nel 2016. Il condizionale è d’obbligo e lo usa opportunamente il super-commissario della spending review Carlo Cottarelli nell’audizione al Senato dove snocciola i numeri del suo lavoro, iniziato a ottobre su incarico dell’allora premier Letta. I tre miliardi “possibili” se “ci sarà uno sforzo pieno”, scandisce il manager, andranno a finanziare parte delle misure oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri.
Dai tagli alla spesa pubblica “si preservano le fasce di reddito più deboli”, è l’indicazione ma poi Cottarelli declina un’ulteriore indicazione che fa saltare sulla sedia il sindacato dei pensionati Cgil che tuona così: “I pensionati non sono un bancomat”. E sì, perché l’idea del super-commissario straordinario con le forbici in mano è quella di “un contributo temporaneo” in arrivo dalle pensioni “per fiscalizzare gli oneri sociali”, per consentire nuove assunzioni. Che vuol dire: come e dove prelevare il “contributo temporaneo”?. Il “terrore” corre ovunque e c’è già chi punta lo zoom sulle pensioni di reversibilità. Vedremo. Intanto si sa che si può tagliare la spesa pubblica con 33 azioni o gruppi di azioni suddivise “in quelle di immediata applicabilità nel 2014” e le
Cottarelli sforna la spending: la montagna ha partorito 3 miliardi per il 2014
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cosiddette “riforme strutturali per la spesa, che vanno iniziate quest'anno ma che avranno effetti sulla spesa a partire dal 2015 e 2016”, spiega il commissario straordinario alla spending review per il quale si possono recuperare risorse anche dal taglio (pari a 6 miliardi) dei trasferimenti alle imprese. Tra le misure di “immediata applicazione”, secondo Cottarelli “è possibile intervenire” sui trasferimenti alle imprese, da parte dello Stato e delle regioni. I tagli sarebbero “un po’ meno di 4 mld a livello di Stato e forse un paio di miliardi a livello di regioni”. Sforbiciata decisa alle auto blu: un veicolo per ministro e al massimo cinque per l’intero dicastero. E ancora: eliminare o razionalizzare gli enti inutili e tra questi Cottarelli mette il Cnel. Nessun taglio, invece, per cultura e istruzione, mentre sulla sanità - “area delicata” – occorre definire gli interventi “nell’ambito del Patto per la salute. Stop ai ricoveri inappropriati e “una più diretta applicazione dei costi standard”: per Cottarelli occorre agire qui per ridurre gli sprechi.Insomma per quest’anno “se si fanno le cose giuste” il risparmio sarà pari a 3 miliardi. Non una cifra enorme rispetto alle aspettative e soprattutto se rapportata all’enorme macchina della spesa pubblica. Eppoi siamo ancora al condizionale perché i risultati si possono raggiungere solo “se c’è un pieno sforzo in questa direzione”. Qui si ferma Cottarelli come peraltro il ruolo gli impone, e il condizionale è d’obbligo perché le proposte di riduzione della spesa consegnate al parlamento “rappresentano una lista da cui si può trarre, per decidere cosa fare”. Ovvero: “con una scelta politica”. Ora tocca a Renzi.
autore / Lucia Bigozzi
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