Giovanardi (Ncd): «Renzi vuol far saltare il banco sfruttando il suo momento magico. Basta istinti predatori»

13 dicembre 2013 ore 13:25, Marta Moriconi
Giovanardi (Ncd): «Renzi vuol far saltare il banco sfruttando il suo momento magico. Basta istinti predatori»
«Non vuol fare veramente la legge elettorale, ma vuol far saltare il banco». Il senatore di Ncd, Carlo Giovanardi, da IntelligoNews risponde a Matteo Renzi, che ha parlato di un Alfano che “perde tempo” e della volontà di rivolgersi a M5S e Fi per la legge elettorale. Per Giovanardi il giovane segretario dem è «uno che tenta di sfruttare il momento magico, sì il momento magico per lui però. Sarebbe un gravissimo errore». E poi passa il cerino in mano a Matteo con una domanda: «Poiché siamo a Natale non si può fare tutto in due giorni. E quindi domando: la riduzione dei parlamentari la vogliamo fare o vogliamo tornare a votare con 945 parlamentari di nuovo?». Per ora, comunque,  è tutta questione «di istinto predatorio»… Partiamo subito da un sospetto. Quello che Matteo Renzi voglia accelerare la legge elettorale facendo asse con i grillini per andare velocemente al voto. E che anche Berlusconi sia interessato al medesimo obiettivo. Ncd perderebbe il suo senso? «Se ci si prende la responsabilità di far saltare il quadro politico e di portare il Paese al voto prima di fare quello che si deve fare all'Italia, e che è il motivo per cui è stato confermato il Capo dello Stato che ha accettato temporaneamente il nuovo mandato proprio per consentire quando si voterà di avere un sistema che permetta a chi vinca le elezioni di governare, sappia che ci si prende anche la responsabilità di mollare un percorso di buon senso e di provocare la crisi alla vigilia del semestre italiano. Così si azzererebbero così tutti i sacrifici fatti.  Chi facesse questo dimostrerebbe di essere uno che tenta di sfruttare il momento magico, sì il momento magico per lui però. Sarebbe un gravissimo errore». Ma quanto è fattibile quest’eventualità? «Finché c’era il Porcellum c’era una legge elettorale, ma adesso non c’è più. Inoltre, poiché siamo a Natale non si può fare tutto in due giorni. E quindi domando: la riduzione dei parlamentari la vogliamo fare o vogliamo tornare a votare con 945 parlamentari di nuovo?». C’è chi dice, però, che Alfano in realtà abbia solo paura di rimanere col cerino in mano. Cosa risponde? «Noi, e io che sono stato il primo firmatario della mozione di ottobre, abbiamo mai detto che vogliamo allearci con la sinistra strategicamente? Abbiamo mai detto che vogliamo che questa legislatura duri 5 anni? Assolutamente no, abbiamo sempre detto, invece, che noi siamo di centrodestra e vogliamo che questo governo duri il tempo necessario, quindi fin al 2014 con voto nel 2015, per fare le riforme. Il cerino in mano non ce l’abbiamo, siamo stati chiari da subito e abbiamo senso di responsabilità. E il bene del Paese ce lo ha indicato il Capo dello Stato, quando le formazioni politiche sono andate in ginocchio a chiedergli di garantire lui questo percorso». Quagliariello ha parlato di una riforma che si può fare solo a partire da un accordo di governo. Ma potrebbe esserci un accordo parlamentare… «Quagliariello, e lo dico in senso positivo, ha scoperto l’acqua calda. Cioè ha detto la cosa più ovvia del mondo. Ma da quando in qua essendoci una maggioranza di governo non si trova prima l’accordo all’interno della maggioranza?». Ma esiste l’ipotesi di un accordo parlamentare… «Ma la maggioranza parlamentare si cerca dopo aver cercato quella di governo, solo allora, se non si trova quest’ultima, allora si allarga a forza diverse. Ma non si può dire quello che è stato detto ieri. Perché vuol dire che non si vuol fare la legge elettorale, ma si desidera far saltare il banco. Con l’intervento del ministro la cosa è stata riportata sui giusti binari». Lo scontro è tutta colpa del voto in Commissione Affari Costituzionali in Senato di ieri, con il Pd che assieme a Sel e M5S hanno deciso per lo spostamento a Montecitorio, dando vita di fatto ad un’altra maggioranza? E’ così? «Io non ho alcun dubbio che il Pd sia il nostro contraltare, avversario, storico. E lo sarà ancora di più tra un anno. Ma come noi ci siamo sacrificati per consentire la Paese di fare le riforme necessarie, anche il Pd deve smetterla di far prevalere l’istinto predatorio. Giustamente poi tra un anno, quando si voterà, userà tutte le argomentazioni che vorrà. Il Pd non può dimenticare che ha preso tanti voti quanto ha preso il centrodestra, e che dopo la sentenza della Consulta ci sono 300 “immorali” dal punto di vista politico, perché definiti illegittimi. Non può far finta di non ricordarsi quello che è accaduto 9 mesi fa con le elezioni del Capo dello Stato e che al Senato c’è una maggioranza provvisoria che abbiamo messo insieme».
caricamento in corso...
caricamento in corso...