Richetti (Pd): “Legge elettorale prima delle europee. Alfano non la pensa come Quagliariello. A Giovanardi dico...”

13 dicembre 2013 ore 14:01, Lucia Bigozzi
Richetti (Pd): “Legge elettorale prima delle europee. Alfano non la pensa come Quagliariello. A Giovanardi dico...”
“La vera grande rivoluzione che Renzi sta introducendo è che la politica comincia a fare quello che dice al paese”. Il percorso indicato è chiaro e il renziano Matteo Richetti nell’intervista a Intelligonews ci batte il tasto analizzando gli ultimatum degli alfaniani con in testa il ministro Quagliariello. “Entro febbraio la prima lettura alla Camera, entro aprile la seconda al Senato. Non possiamo andare alle europee senza aver dato prova che la politica sa cambiare le cose che non vanno”. Monito alle colombe di Ncd: “I ministri si occupino delle risposte che il governo deve dare rapidamente sul versante economico e sociale, il parlamento faccia altrettanto rapidamente le riforme istituzionali. A Giovanardi dico …”
Renzi è segretario da cinque giorni e già rischia di provocare il primo strappo nella maggioranza ristretta. Alfaniani sugli scudi sulla legge elettorale, che succede? «Succede questo perchè la vera grande rivoluzione che Renzi sta introducendo è che la politica comincia a fare quello che dice al paese: è una novità assoluta. Abbiamo detto che non avremo né perso tempo, né preso scuse. La legge elettorale è un obiettivo concreto da raggiungere e non è che ci mettiamo qui a dire agli elettori che ci vorranno dieci o diciotto mesi. Siccome il Senato dopo 27 riunioni non è stato in grado di combinare nulla e siccome noi non siamo sciocchi e sappiamo che dal Senato si deve ripassare, proponiamo di farla prima alla Camera e poi di sottoporla all’esame del Senato». Il dato oggettivo è che è passata la linea di Renzi. È una prima vittoria dell’era del sindaco-rottamatore? «La considererò una vittoria non di Renzi ma della politica che vuole ritrovare dignità il giorno in cui approveremo la nuova legge elettorale. Il percorso indicato è molto chiaro: noi diciamo entro gennaio-prima metà di febbraio la prima lettura alla Camera e tra marzo e aprile la seconda al Senato. Non si può andare alle europee con il clima che c’è nel paese senza avere dato prova che la politica sa cambiare le cose che non vanno. E che non va la legge elettorale lo ha detto la Corte Costituzionale». Però quello del ministro Quagliariello è un ultimatum, c’è poco da fare. «Gli ha già risposto Alfano ancora prima che lui ponesse la questione. Alfano ha spiegato che il sistema elettorale dei Comuni è un’ipotesi sulla quale c’è disponibilità al confronto e a ricercare un’intesa. Bisogna anche ricordare a Quagliariello che lo stesso rispetto che il Parlamento e la maggioranza gli porta quando viene in Aula da ministro dovrebbe averlo lui. La legge elettorale è materia del parlamento non del governo e il parlamento ha il dovere di ricercare sulle regole del gioco la più ampia maggioranza possibile. Certamente partendo dalla proposta che sostiene il governo ma senza preclusioni al coinvolgimento di altre forze politiche». Cosa risponde al ministro De Girolamo che dice: “Non siamo le badanti di Renzi né la stampella del Pd”? Se questo è il clima nella maggioranza come è possibile trovare un’intesa? «Alfano ha proposto un patto di 12 mesi dentro il quale c’è l’abolizione delle Province che diventano un ente strumentale dei Comuni e ci arriviamo entro la fine dell’anno; la trasformazione del Senato in Consulta delle Autonomie con una sola Camera e ci arriviamo in 12 mesi come indica il patto di Alfano. Queste sono le regole di ingaggio della nuova fiducia a Letta. Non so se qualcuno si sente una badante, qui si tratta di capire se tutti ci sentiamo impegnati non moralmente ma operativamente a cambiare le cose e a farle. Il Pd ha girato la clessidra e non ha più intenzione di perdere un giorno sulle cose da fare. Se qualcuno pensa che arrivato Renzi tutto sommato non cambierà nulla, vuol dire che non ha capito nulla di cosa è successo l’8 dicembre». Giovanardi a Intelligonews attacca Renzi e parla di atto predatorio riferendosi al tentativo di far saltare il banco. Cosa risponde? «Dico che il centrodestra si è caratterizzato in questi atti per atti predatori nei confronti del paese e capisco che oggi viva la sindrome degli atti predatori. Non devo rispondere io, lo ha già fatto Renzi quando ha detto che qui il problema non sono neanche tanto i 12 mesi: il Pd è pronto a sostenere il governo ogni giorno che produrrà elementi di miglioramento per i cittadini. Il tema è: il governo deve fare rapidamente le riforme sul piano sociale ed economico; il parlamento alrettanto rapidamente deve fare le riforme sul piano istituzionale. E’ bene che i ministri siano coinvolti sulle risposte del governo e lascino al parlamento l’impegno a non far passare invano questa legislatura. Già ne è trascorsa una parte sui buoni intenti, quella che rimane non può certo chiudersi come si è aperta». Ieri la prima convergenza parallela 5Stelle-Forza Italia sulla legge di stabilità. Prove tecniche di spallata al governo? «Solitamente le crisi le provocano le maggioranza. Grillo e Berlusconi sono all’opposizione e non penso riusciranno a farlo. Non c’è dubbio che sta prendendo forma nella realtà che in Italia si sommano due populismi per far crescere la distanza della gente dalla politica chiamandosi fuori dal parlamento ma standoci comodamente seduti. Mentre noi in queste ore votiamo in Aula il provvedimento che per la prima volta porterà i cittadini a non votare più per la Provincia, loro stanno ostacolando questa riforma. Non solo non mi stupisce ma per i prossimi mesi fino alle europee c’è da aspettarsi Grillo e Berlusconi a braccetto nel tentativo di demolire il sistema politico-istituzionale del paese». Come la mettete con la protesta dei “Forconi” che sta attraversando il paese? «Io non la chiamo solo dei “Forconi” anche perché quel fermo nasce inizialmente come protesta degli autotrasportatori. Poi, in realtà le sigle più importanti l’hanno rimosso grazie al fatto che nella legge di stabilità si sono date risposte ad esempio sul rimborso del fondo per le accise ed altre problematiche. Oggi questa protesta sta sommando un disagio che va rispettato e ascoltato. Davanti a Montecitorio hanno manifestato gli specializzandi, la Fiom, gli esodati, tutte richieste e istanze che non possono essere ignorate. Va però anche detto che qualcuno sta strumentalizzando la protesta legittima di queste categorie. A Modena, la mia città, i negozianti sono preoccupati perché non riescono a lavorare: i piccoli esercizi commerciali che da questo periodo traggono il loro sostentamento non possono essere costretti a chiudere; devono poter lavorare. Non è certo questo tipo di protesta che trova solidarietà nel paese. La solidarietà c’è di fronte alle difficoltà e la protesta pacifica e democratica deve servire a migliorare le cose, non ad aggravare il disagio della gente».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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