Ascani (Pd): “Inutile cambiare ministri se non si cambia passo. Caso De Girolamo: a Gentiloni dico che…”

13 gennaio 2014 ore 14:12, Lucia Bigozzi
Ascani (Pd): “Inutile cambiare ministri se non si cambia passo. Caso De Girolamo: a Gentiloni dico che…”
“E’ inutile cambiare i ministri se non si cambia passo: prima stabiliamo le priorità e le cosa da fare subito, poi capiamo se c’è bisogno di rinnovare la squadra di governo”. Anna Ascani, parlamentare dem non si sbilancia sul tormentone-rimpasto né sul toto-poltrone: nella conversazione con Intelligonews preferisce insistere sull’elenco e i tempi delle cose da fare. E sul caso De Girolamo non la pensa come il collega renziano Gentiloni pronto a “dimettere” la ministra …
Onorevole Ascani, a che punto è il contratto di programma? «Gli incontri sono in corso. Il presidente Letta ha visto Renzi, segretario del maggiore azionista del governo. Siamo a buon punto, nel senso che si stanno decidendo i tempi dell’agenda 2014; poi andrà dettagliata una cronologia entro la quale realizzare le cose da fare, perché su un punto ha pienamente ragione Renzi: non è più tempo di lunghi programmi, è ora di programmi chiari, brevi che dicano cosa e quando. E questo lo vogliono sia Letta che Renzi». Renzi al Corsera dice che Letta non si fida di lui; dal Messico Letta risponde che si fida di Renzi. Che succede tra i due? «Ieri ho sentito Maria Elena Boschi e altri renziani dire che tra i due c’è stato un chiarimento. E’ ovvio, a leggere i retroscena chiunque avrebbe dubbi, ma una persona seria e intelligente come Renzi si fida della serietà di Letta e Letta di quella di Renzi. Al di là della fiducia reciproca, bisogna capire cosa fare insieme per il bene del Paese». Rimpasto, secondo lei come e con chi? «A me non piace parlare di cambio di poltrone e di nomi sulle poltrone perché sono fermamente convinta che agli italiani non interessa. Prima di tutto bisogna capire cosa fare in questo anno e con quali scadenze intermedie sui provvedimenti, in un secondo momento se ce n’è bisogno valutare l’eventuale cambio di giocatori. Credo che invertire i due fattori rischi di far fallire il programma che abbiamo in testa. Sono convinta che in questo momento né Letta né Renzi lo vogliono». Eppure è un tema che alcuni alleati del Pd legano al contratto di governo. «Siamo in una fase di fibrillazione in cui ciascuno avanza opinioni. Sono convinta che è completamente inutile cambiare i ministri se non si cambia passo: prima stabiliamo le priorità e le cosa da fare subito, poi capiamo se c’è bisogno di rinnovare la squadra di governo, anche perché quella delle poltrone è la vecchia politica che non appartiene né a Letta né a Renzi». Circola il nome di Epifani al Welfare: lo vedrebbe bene al posto di Giovannini? «Ho sentito tante ipotesi, tutte straordinariamente valide perché tutte coinvolgono persone di valore, come Giovannini. Fuori dal politichese, penso che questo esercizio non aiuti il paese e la politica: si tratta di ambizioni legittime ma gli elettori non comprenderebbero». Caso De Girolamo, che idea si è fatta? «Ho bisogno di sentire dal ministro cosa dirà in Parlamento e quali sono i dettagli di questa vicenda che per quello che ho letto sui giornali risale al 2012 quando la De Girolamo non era ancora ministro. Si può parlare di correttezza del ruolo politico ma non si possono usare due pesi e due misure a seconda di chi è coinvolto in una vicenda. Come Pd ci confronteremo; personalmente non credo che la vicenda debba presupporre azioni radicali; d’altra parte se il mio partito riterrà di chiedere le dimissioni mi adeguerò alla volontà del Pd. Certamente, voglio capire cosa c’è dietro al caso peraltro risalente a due anni fa e accaduto a casa dell’allora parlamentare del Pdl». Il suo collega di partito, Gentiloni ha però dichiarato: “Pronti a chiedere dimissioni della De Girolamo”. Accadrà come con la Cancellieri? «Rispetto l’opinione di Gentiloni ma prima di dire ‘chiediamo le dimissioni’ vorrei sentire il ministro e capire se questa vicenda ha a che fare con il ruolo di ministro. Niente deve diventare strumentale: occorre valutare le cose per quelle che sono; se c’è stato un caso che merita di essere sottoposto alla fiducia dei parlamentari lo faremo; se invece non sarà così prendiamo atto di una mancata opportunità politica». Nuova invettiva di Grillo contro giornali e giornalisti. Che ne pensa? «E’ sempre più allucinante il rapporto di Grillo con la stampa e la democrazia. Ieri con un twitter il M5S ha annunciato che non sosterrà alcuna lista alle amministrative ed è l’ennesimo segnale di incoerenza. Da un lato ci danno lezioni di radicamento territoriale e di coerenza, poi nei fatti si comportano all’opposto. Gli elettori sono in grado di valutare; peraltro molti elettori che hanno dato fiducia a Grillo si sono già pentiti: non è questa la politica che serve al paese. Il M5S per un attimo ha saputo interpretare la rabbia della gente ma non c’è stata alcuna azione concreta per cambiare le cose e se succede questo, la spinta propulsiva diventa asfittica: è la fine che sta facendo Grillo». Legge elettorale: c’è la data alla Camera, il 27 ma non c’è la legge da votare. Settimana decisiva? «Il Pd ha il merito di aver ottenuto lo spostamento dal Senato alla Camera, di aver fissato una data e di aver messo sul tavolo tre possibili proposte diverse tra loro. Io personalmente propendo per il modello a doppio turno, quello del sindaco d’Italia perché né lo spagnolo né il Mattarellum si adattano alla realtà del nostro contesto politico che non è bipolare ma tripolare». Renzi Berlusconi potrebbero chiudere la partita da soli oppure la proposta deve prima venire dalla maggioranza? «Nel momento in cui si governa insieme è chiaro che su temi importanti come la legge elettorale i confronti si fanno dentro la maggioranza e credo ci siano le premesse per raggiungere l’obiettivo nei tempi indicati: il Ncd si è già espresso sul modello del sindaco d’Italia e il ministro Quagliariello ha apprezzato la proposta del parlamentare Pd Michele Nicoletti, firmata da molti colleghi. E’ altrettanto vero che le leggi elettorali si cerca di farle nella maniera più condivisa possibile e dunque ci confronteremo con Sel, Forza Italia, la Lega e tutte le forze presenti. So che giornalisticamente rende di più il faccia a faccia Renzi-Berlusconi che l’intesa dentro la maggioranza, ma sono convinta che il segretario del Pd non stia pensando di fare l’alleato di Berlusconi; anche perché se c’è una cosa che gli elettori non ci perdonerebbero è resuscitare Berlusconi. E Renzi lo sa benissimo».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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