Caro Charlie, ecco perchè sono un errore le nuove vignette su Maometto

13 gennaio 2015 ore 10:46, Americo Mascarucci
cristianesimo e islamCharlie Hebdo è pronto a tornare in edicola con nuove irriverenti vignette su Maometto. Un gesto di sfida nei confronti dei fondamentalisti, del tipo “non abbiamo paura di voi, non riuscirete a fermarci, ammazzateci tutti”. Una risposta al terrorismo che non può trovarci d’accordo, perché è una risposta inopportuna e sbagliata. Offendere Maometto pubblicando nuove vignette significa soltanto voler ferire il sentimento religioso dei tanti musulmani che vivono in Francia. Bastava ascoltare i commenti di questi giorni per rendersi conto di come, pur condannando l’atto barbaro compiuto a Parigi, la stragrande maggioranza dei musulmani intervistati, non poteva fare a meno di evidenziare quanto quelle vignette avessero offeso la sensibilità di tutti loro. Perché offendere ancora Maometto? Perché cercare a tutti i costi il pretesto per scatenare un conflitto di civiltà? Come ha giustamente evidenziato il nostro direttore Fabio Torriero lo scontro non è fra terrorismo e libertà ma fra illuminismo ed islam. L’illuminismo è da intendere come la pretesa di imporre un laicismo dal volto nazi-buonista; con la pretesa di tutelare tutte le religioni senza prediligerne una sull’altra pensando di favorire così l’integrazione culturale, si è finito con il far perdere il valore sacro ed inviolabile della fede, di qualunque fede. Chi è che in passato arrivò a sostenere che la religione era l’oppio dei popoli? Il cristianesimo da secoli, oltre ad essere la religione più perseguitata nel mondo, è anche la più sbeffeggiata, essendo fondata sull’amore verso gli altri. Gesù ci ha chiesto di amare i nemici più degli amici, morendo sulla croce per redimere l’umanità dal peccato. Questo atteggiamento di passiva accettazione dei torti, questo continuo porgere l’altra guancia tipico dei fedeli in Cristo, deve aver fatto credere ai fautori del laicismo duro e puro di potersi permettere di offendere anche l’islam, allo stesso modo con cui per anni hanno offeso e vilipeso i simboli del cristianesimo. Ma Maometto non è Cristo, l’islam non è il cristianesimo, il Corano non è il Vangelo e al posto delle innocue proteste dei cristiani stavolta i vignettisti del giornale satirico francese si sono ritrovati con i terroristi in redazione che hanno aperto il fuoco facendo strage di giornalisti. Un gesto che, lo ribadiamo, non trova alcuna giustificazione nella pur legittima rabbia che si può provare nel vedere il grande profeta dell’islam ridicolizzato in prima pagina. Però la pretesa di pubblicare nuove vignette su Maometto è sbagliata e non perché siamo favorevoli ad una limitazione del diritto di satira, ma perché riteniamo che i musulmani, al pari dei cristiani, degli ebrei o dei fedeli di qualsiasi altra religione, abbiano il diritto di essere rispettati e di non veder dissacrati i simboli della propria fede con caricature blasfeme e gravemente offensive. La barbara uccisione dei vignettisti di Charlie non può essere presa a pretesto per legittimare il diritto alla blasfemia. No signori, noi non ci stiamo. Il fondamentalismo non ci piace ma non ci piace nemmeno una difesa della libertà di stampa e del diritto di satira che passi attraverso la legittimazione del disprezzo per il sentimento religioso delle persone. Basta offendere i simboli religiosi ferendo la sensibilità di quanti possiedono il grande dono della fede, basta offendere Cristo, basta offendere Maometto. Chi pensa in questo modo di sfidare il terrorismo non ha compreso al contrario di legittimarne l’esistenza; perché il radicalismo islamico nasce e si sviluppa proprio come alternativa al relativismo occidentale, all’esaltazione delle pulsioni dell’io, a quel vuoto di valori etici e morali che sta caratterizzando sempre di più le nostre società. Per gli islamici l’Occidente è il “grande Satana” nel momento stesso in cui fa prevalere l’individualismo sulle leggi della natura, fino a far credere che tutto è legittimo e tutto si può ottenere anche andando contro ciò che la natura stessa non contempla e che per tutte le religioni si configura come peccato. Anche la dissacrazione dei simboli religiosi purtroppo rientra in questa concezione sbagliata di libertà e democrazia, una libertà che fa sempre più rima con intolleranza, l’intolleranza di chi impone agli altri l’offesa della propria fede facendosi scudo di diritti sempre e solo a senso unico.
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