Charlie, nuova vignetta su Maometto: comunità islamica si divide

13 gennaio 2015 ore 12:30, intelligo
charlie 3Sarà in edicola domani a meno di una settimana dall’attacco terroristico costato la vita a dodici persone. Il settimanale satirico Charlie Hebdo uscirà con una tiratura di tre milioni di copie, tradotto in 16 lingue, con una copertina dedicata a Maometto. Lo annunciano i media francesi che anticipano il contenuto della copertina di Charlie: il Profeta è ritratto in lacrime mentre regge un cartello con la scritta: “Je suis Charlie”. Sulla sua testa la frase: “Tout est pardonné”, “È tutto perdonato”. La bozza è stata anticipata da un tweet di Liberation, che ospita la redazione del settimanale. Ma è proprio questa scelta editoriale a far discutere, in particolare, la comunità islamica francese. Il presidente del Consiglio francese per il culto musulmano (Cfcm), Dalil Boubakeur, ha infatti esortato “la comunità musulmana a mantenere la calma ed evitare reazioni emotivi o incongrue, incompatibili con la sua dignità e la sua riservatezza, nel rispetto della libertà di opinione”. Ma la posizione non è condivisa da altri esponenti musulmani, come nel caso di Abdallah Zekri, presidente dell'Osservatorio contro l'islamofobia, che fa parte del Cfcm, il quale ha condannato la vignetta spiegando al quotidiano francese Le Figaro che rischia di gettare “benzina sul fuoco”. "Maometto, Maometto sempre Maometto, è morto il 15esimo secolo - ha aggiunto - ci sono molte reazioni di musulmani che sono indignati e io le comprendo”. Intanto sul fronte delle investigazioni, un cittadino francese arrestato in Bulgaria il primo gennaio mentre tentava di recarsi in Siria attraverso la Turchia, è sospettato di aver avuto legami con uno dei fratelli autori della strage di Parigi. E’ quanto riferisce Le Figaro. Secondo il mandato d'arresto europeo emesso dalla Francia, l’uomo di origine haitiana è accusato di “partecipazione a banda criminale con l’obiettivo di organizzare attentati terroristici”. E “prima di partire il 30 dicembre per la Turchia, è stato più volte in contatto con uno dei due fratelli, Cherif Kouachi”, si legge nel mandato. L’uomo è stato arrestato mentre con il suo bambino cercava di attraversare il confine bulgaro-turco a bordo di un autobus. Era ricercato con un primo mandato europeo emesso da un tribunale francese dopo la denuncia della moglie che lo ha accusato di aver rapito il figlio di 3 anni per portarlo in Siria, al fine di unirsi ai jihadisti ed educarlo secondo i principi dell'Islam radicale. Il bambino è stato restituito alla madre. LuBi
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