Charlie Hebdo, Dambruoso (Sc): "Serve una super-Procura antiterrorismo. Cosa chiedo ad Alfano e Orlando"

13 gennaio 2015 ore 15:56, Lucia Bigozzi
dambruoso stefano“Serve una super-Procura antiterrorismo. Alfano e Orlando dicano sì al mio disegno di legge, altrimenti…”. “In Italia manca un Ufficio di coordinamento collegato all’Europa”. Passaggi-chiave del ragionamento che Stefano Dambruoso, magistrato con una lunga esperienza nella lotta al terrorismo, oggi parlamentare di Sc, argomenta nella conversazione con Intelligonews dopo la strage di Parigi e sui rischi per l’Italia. C’è un rischio terrorismo per l’Italia e in modo particolare per Roma anche dopo l’alert che pare essere arrivato dall’intelligence americana? «A Roma il rischio legato alla presenza del Vaticano e del Papa non si può mai escludere, però non c’è alcun segnale concreto di programma in corso. Nessuno ha la palla di vetro, ma la classica attività di controllo e prevenzione non segnala un innalzamento del rischio». In base alla sua competenza tecnica, le nostre forze dell’ordine e i servizi di intelligence sono pronti a fronteggiare un rischio del genere? «La nostra intelligence, prima ancora che le nostre forze dell’ordine, si è molto aggiornata sulle novità del fenomeno che è quello dei reduci che tornano dai luoghi di guerra pur essendo cittadini con passaporto europeo. Però, di fronte a iniziative di soggetti al limite della follia, è difficile qualsiasi attività di prevenzione». Cosa non ha funzionato in Francia? Lo stesso primo ministro Valls ha ammesso falle nell’intelligence. «Sì, c’è stata una riconosciuta sottovalutazione e una perdita di mantenimento della tensione investigativa su soggetti noti che erano già monitorati. Il controllo quotidiano e continuativo, purtroppo, può scemare e quindi provocare gli effetti che abbiamo visto in televisione. D’altra parte, non si possono mandare in carcere persone solo perché simpatizzanti verso aree terroristiche senza che abbiano commesso fatti con un minimo di concretezza». Lei, già da magistrato antiterrorismo con una lunga esperienza nella lotta al terrorismo internazionale, è stato il primo a sollecitare la necessità di un organismo di coordinamento europeo. A che punto siamo? «Sì, ho proposto l’istituzione di un Ufficio centrale di coordinamento a livello europeo con l’Eurojust e quindi a cascata sui territori nazionali. In tutti gli altri Paesi importanti come l’Italia e mi riferisco alla Francia, alla Germania, alla Spagna e all’Inghilterra, questi Uffici esistono mentre in Italia no. Non possiamo più perdere tempo». Analisti ed esperti parlano di un “terrorismo molecolare” incontrollabile o comunque difficile da gestire. Lo ha spiegato la criminologa Roberta Bruzzone a Intelligonews. E’ così? «Al di là delle definizioni, sì. E questo richiede oltre all’attività delle forze dell’ordine anche un coinvolgimento capillare di tutti i cittadini che potrebbero essere in grado di riferire notizie in apparenza anche insignificanti, ma utili all’intelligence e alle forze di Polizia per intuire episodi terroristici». Lei ha proposto anche una “superProcura” nazionale antiterrorismo sul quale il ministro della Giustizia Orlando si è detto d’accordo. Si farà? «Si tratta di un disegno di legge a mia unica firma già arrivato in Commissione a Montecitorio sul quale sia il ministro Orlando che il ministro Alfano, già quando era Guardasigilli, si sono detti d’accordo. Entrambi si sono presi una pausa di riflessione prima di dare il loro parere favorevole». Dunque è questione di giorni? «E’ una questione di giorni e auspico davvero che i ministri Orlando e Alfano non si lascino sfuggire questa occasione: sarebbe davvero grave e pericoloso per la sicurezza del Paese». A proposito di Renzi, oggi il premier a Strasburgo ha chiuso il semestre di presidenza europea a guida italiana. Con quale bilancio secondo lei? «Io sono ottimista e positivo sulla valutazione complessiva del semestre europeo a guida italiana che, come sempre, non consente di realizzare miracoli ma per quanto riguarda l’immagine italiana, si è registrato un indiscutibile recupero di credibilità e autorevolezza». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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