Di Salvo (Sel): “Renzi ha asfaltato il dibattito interno e inceppato le riforme”

13 giugno 2014 ore 12:53, Andrea Barcariol
Critica l’operato del Premier sul caso Mineo e auspica una democrazia partecipata. Così Titti
Di Salvo (Sel): “Renzi ha asfaltato il dibattito interno e inceppato le riforme”
di Salvo
, deputata di Sel, intervistata da Intelligonews. Il Pd si spacca sul caso Mineo, che idea si è fatta della vicenda? «Un partito come quello democratico dovrebbe essere in grado di sostenere il dibattito interno ed evitare vicende del genere. Non farlo vuol dire rischiare che le differenze emergano nel voto segreto, come nel caso della responsabilità civile dei magistrati, che diventa lo strumento per far venir fuori le proprie opinioni. Mineo ha esposto il suo dissenso pubblicamente». Come giudica la reazione di Renzi? «E’ sempre difficile commentare argomenti che riguardano un altro partito. Perfino il Def (documento di programmazione economico-finanziaria ndr), è costruito sulla base di un 2% di aumento del Pil legato alle riforme. Quindi è evidente che Renzi ha fatto un investimento forte sulle riforme. Io tra l’altro avanzai numerosi dubbi su questa quantificazione del 2%, perché ad esempio il decreto Poletti sul lavoro non produrrà quegli effetti ma solo precarietà». Renzi ha accelerato troppo sulle riforme? «Renzi ha legato la sua scommessa sulle riforme che addirittura sono tradotte in termini economici. E’ vero che ci sono stati nodi strutturali rimandati per anni, ma bisogna darsi il tempo giusto per affrontare questi nodi piuttosto che un’ossessiva elencazione di date. E’ come se ci fosse stata una sottovalutazione di questi problemi, come se questi nodi irrisolti siano solo stati colpa dell’insipienza della classe politica. Eliminare dal confronto le parti sociali accelera i tempi ma poi rischi di sbagliare la ricetta. La democrazia partecipata non è uno slogan significa ascoltare le persone». Dopo le Europee è diminuita la possibilità di mediare con Berlusconi sulla riforma del Senato? «Il rapporto privilegiato con Berlusconi oggi si è indebolito, per tante ragioni, mettendo a rischio la scadenza prevista per le riforme. C’è la necessità di chi ha scommesso tutto sulle riforme di rimettere in moto un meccanismo che si è inceppato. Io penso che le riforme costituzionali vadano fatte sentendo tutti, sia la maggioranza sia l’opposizione. Questa modalità è giusta e non può cadere rispetto al dibattito interno che non può essere asfaltato».
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