Da Ted Kennedy a Clinton passando per Berlusconi: scandali privati, successi pubblici?

13 maggio 2013 ore 13:40, Pietro Romano
Da Ted Kennedy a Clinton passando per Berlusconi: scandali privati, successi pubblici?
Scandali privati, successi pubblici? Assioma tutto italiano? A leggere le cronache odierne, non c’è dubbio. Mentre il pm Ilda Boccassini in aula accusava Silvio Berlusconi di avere, in sostanza, costituito un ‘sistema prostitutivo’ nella sua villa di Arcore, in rete finivano gli ultimi sondaggi sulla volontà di voto degli italiani. Dai quali emergeva che il Pdl del Cavaliere era dato in crescita (mentre calano Pd e grillini) e sarebbe tornato il primo partito.
“Vergogna! C’è ancora gente che vuol votare un impresentabile!”, si è udito in bar e uffici. “Che Paese!”, hanno esclamato le professoresse democratiche nelle aule delle scuole di ogni ordine e grado. Eppure questa non è una sindrome italiana. Negli Stati Uniti d’America, a esempio, che ci vengono spesso indicati come esempio di democrazia, talvolta a sproposito, e sicuramente sono abbastanza bacchettoni, è capitata esattamente la stessa cosa. E non solo di recente, con i costumi che si allascano. Nel ’69 il senatore Ted Kennedy viaggiava in automobile con una sua “amica” (ammise in seguito che era la sua amante) che, finita l’auto guidata dal più giovane del clan politico americano giù da un ponte, morì nell’incidente. Gli opinionisti americani assicurarono immediatamente che la sua carriera politica era finita. Viceversa, fino alla morte, avvenuta qualche anno fa, è stato il più potente senatore americano: quando lui sponsorizzava una legge, si creavano immediatamente massicce maggioranze bipartisan. Molti anni dopo, si era nel ’97, il leader della destra repubblicana, Newt Gingrich, all’epoca presidente della Camera dei rappresentanti, fu costretto ad ammettere una relazione extra-giudiziale. Non lasciò la politica e ha partecipato alle primarie del suo partito per sfidare Barack Obama. Non ce l’ha fatta, ma molti osservatori indipendenti hanno assicurato che con Gingrich candidato Obama avrebbe avuto vita molto meno facile. Nel ’98 scoppiò alla Casa Bianca lo scandalo Lewinsky. L’allora presidente Bill Clinton non si dimise per l’amorazzo con la stagista, fu perdonato dalla moglie, è diventato il principale sponsor di Obama e il più attivo cercatore di fondi democratici e se la moglie deciderà di puntare a sua volta alla Casa Bianca avrà in lui il più forte sostegno. Quanto ai repubblicani, dopo avere ammesso di frequentare assiduamente giovani prostitute, il senatore David Vitter due anni fa è stato rieletto per un secondo mandato. Chi per disarcionare Berlusconi punta sulla magistratura e sui suoi vizi privati, è avvisato. Anche da oltre Atlantico. E farebbe bene a mettersi a fare politica.
autore / Pietro Romano
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