Puppato (Pd): “L’Italia non fa squadra in Europa. Grillo distruttivo. Salvini pensi a ciò che non ha fatto Maroni…”

13 maggio 2014 ore 13:57, Lucia Bigozzi
Puppato (Pd): “L’Italia non fa squadra in Europa. Grillo distruttivo. Salvini pensi a ciò che non ha fatto Maroni…”
Intercettata da Intelligonews a Cipro per la sessione del Consiglio d’Europa, Laura Puppato senatrice dem affronta le questioni che agitano il dibattito politico nel giorno dello scontro a distanza Renzi-Grillo a Milano sull’Expo e dei morti a Lampedusa.
Senatrice Puppato, a Lampedusa ennesima tragedia annunciata. Di chi è la colpa: Mare Nostrum, Bossi-Fini, Europa? «Credo che il Mediterraneo per le sue dimensioni abbia bisogno di qualcuno in più che non si chiami solo Italia. Sono a Cipro per il Consiglio d’Europa sulla tutela dei minori e sul grande tema dei cambiamenti climatici. Per le stesse ragioni per cui si dedica attenzione a questi temi, l’Europa deve occuparsi dell’enorme questione della sofferenza dei popoli, spesso mortale, per ragioni di carattere non solo economico ma purtroppo politico e di guerre. Serve contemporaneamente una risposta umanitaria e un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Bene ha fatto il commissario Malmstrom a dire che ogni paese deve accogliere un pezzo di questo mondo». Sì ma perché la Malmstrom parla solo ora e non lo ha fatto cinque anni fa? «La lentezza europea è ingiustificata e ingiustificabile. Su questo bisogna chiedere una discussione sia nel semestre europeo presieduto dall’Italia, sia in parlamento. Questa capacità di fare squadra è una lacuna storica dell’Italia che all’esterno ben conoscono e ci ricordano: finora non sono state rappresentate le istanze dell’Italia nelle sedi opportune in maniera efficace. Ha poco da dire Salvini con le sue teorie anti-euro…». In che senso? «Noi ci salviamo se stiamo insieme, cioè il contrario di ciò che lui dice e lo dice perché in Europa, come dicono i report sulla presenza dei parlamentari, non risulta particolarmente presente». Il commissario Malmstrom dice anche che ad oggi dall’Italia non è arrivata alcuna richiesta per la gestione dell’emergenza immigrazione. Il governo del fare cosa sta facendo? «Adesso non mettiamo crocefissi sulle spalle del premier che sta a Palazzo Chigi da due mesi e sfido chiunque in due mesi a risolvere i tanti problemi che ha questo paese. Abbiamo un ministro dell’Interno…Io suggerisco: parliamo meno suoi giornali e lavoriamo di più sulle cose concrete. Il lavoro produttivo è anche quello che mette in fila le carte, i documenti, che produce richieste che poi non si possono bypassare. Abbiamo le competenze: la burocrazia che stramalediamo ogni giorno usiamola bene fissando compiti e obiettivi da raggiungere. Basta con la politica spot. Quando ho visto i dati del Ceb sul fatto che l’Italia non ha mai avuto una progettazione efficace per attingere ai fondi europei, sono stata male. Ma cosa hanno fatto in tutti questi anni coloro che stavano al governo?». Caso Expo: Renzi a Milano ha rilanciato l’evento e il massimo rigore sulla trasparenza. Grillo a Milano conferma che va chiuso tutto. Come commenta? «Grillo è distruttivo, è quello che vuole andare al governo senza elezioni. Dichiarazioni negative le fa tutti i giorni per distruggere quel poco che resta di questo paese. Sulla vicenda Expo dico due cose. La prima: Saviano alcuni anni fa aveva lanciato l’allarme sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Lombardia; allora il buon Maroni negò tutto e disse che voleva le scuse da Saviano; oggi dovrebbe scusarsi lui perché il sistema corruttivo in Lombardia c’è ed è cresciuto negli ultimi venti anni nonostante Tangentopoli. La seconda: non si butta via il bambino con l’acqua sporca, tornare indietro ora sarebbe un suicidio. Giusta e corretta la reazione del premier su trasparenza e legalità: è una sfida che insieme a Pisapia e alla task force guidata da Cantone sarà messa in atto. I bilanci dell’Expo si vedranno alla fine dell’evento». Con quali previsioni visto che c’è un ritardo oggettivo sui lavori e il rischio che l’Italia faccia una figuraccia internazionale? «I numeri li vedremo quando l’Expo chiuderà i battenti. Dico che in generale sulle grandi opere non possiamo più fare come è stato fatto finora: Tav, Ponte sullo Stretto che non sarà mai fatto ma per il quale mi risulta pagando centinaia di migliaia di euro, cioè opere milionarie rispetto alle quali dovremmo chiederci qual è il reale rapporto tra benefici attesti e costi reali. E se, invece, non sia meglio stabilire priorità, e destinare risorse ad esempio, all’efficientamento energetico degli edifici o al recupero del patrimonio paesaggistico. Sul’Expo aggiungo: bene combattere a muso duro la corruzione e dire che l’evento si farà e che l’Italia sarà pronta nel 2015; dall’altra parte dico: sono sette anni che stanno lavorando all’Expo e mi pare in modo lacunoso e discutibile. Ciò vuol dire che non siamo usciti dalla malattia».
autore / Lucia Bigozzi
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