Marò, l'India non ci sta. Si prepara lo scontro?

13 marzo 2013 ore 13:37, Francesca Siciliano
Marò, l'India non ci sta. Si prepara lo scontro?
Li rivogliono in India. È questa la richiesta che New Delhi vuole imporre ai nostri Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Lo chiede la stampa indiana, che sottolinea «lo sbalordimento per la trasgressione dell'impegno assunto dalla Repubblica italiana davanti alla Corte Suprema». Lo chiede alla Camera l'opposizione di centro-destra del Bjp, che proprio in queste ore sta sollecitando un dibattito immediato sulla decisione italiana di trattenerli. Lo chiede l'avvocato indiano che rappresentava l'Italia di fronte alla Corte Suprema, che si è ritirato dal processo dichiarandosi «scioccato dalla rottura della fiducia». E lo chiede il premier indiano Manmohan Singh, affidando a Twitter una specie di ultimatum che suona quasi come un aut aut: «Se le autorità italiane non manterranno la parola, rifiutando di rispedire i due Marò in India per essere processati, ci saranno conseguenze nelle nostre relazioni con l'Italia». Ma la Marina italiana è perentoria e dal sito web proclama solenne: «Massimiliano e Salvatore restano in Italia: sciogliamo il nastro giallo», ( in riferimento al nastro giallo che avvolge il Leone di San Marco, simbolo della Brigata e segno della solidarietà ai due Fucilieri che da oggi, si legge, «non sarà più esposto sul sito internet istituzionale della Marina Militare»). Schiena dritta, dunque. Autorità e istituzioni italiane non hanno alcuna intenzione di scendere a patti questa volta. E chissenefrega se dall'India invocano il ritiro immediato del nostro ambasciatore, Daniele Mancini. Fa niente se i quotidiani ci sbeffeggiano al motto di The Italian job (Un lavoro all'italiana). I nostri due Marò resteranno a casa.
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