Il ritorno (risarcitorio) di Viganò in Vaticano

13 marzo 2014 ore 10:52, Americo Mascarucci
Il ritorno (risarcitorio) di Viganò in Vaticano
Il suo ritorno a Roma era dato per scontato ormai da mesi e pare che avverrà molto presto. Il nunzio apostolico negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò è in procinto di rientrare in Vaticano per sostituire il cardinale Giuseppe Bertello alla guida del Governatorato della Santa Sede. Bertello, che Francesco ha voluto al suo fianco nella commissione degli otto cardinali chiamati a coadiuvarlo nella gestione della Chiesa nel mondo, è prossimo a lasciare la presidenza del dicastero economico per andare a presiedere la Congregazione per le Cause dei Santi. Viganò prenderà il suo posto e otterrà così una sorta di risarcimento per quel trasferimento negli Usa, interpretato da tutti come una “promozione punitiva” per i contrasti con l'ex segretario di stato Tarcisio Bertone. Fu proprio quest'ultimo a volere Viganò alla segretaria del Governatorato, con la precisa missione di rimettere in ordine i conti del Vaticano. Secondo il contenuto delle lettere riservate finite in mano a Gianluigi Nuzzi e raccolte nel libro inchiesta "Sua Santità", Bertone avrebbe assicurato a Viganò la successiva nomina a presidente del Governatorato e la porpora cardinalizia. Ma quando da segretario questi iniziò a mettere mano ai conti della Santa Sede, secondo quanto riportato sempre nelle lettere riservate suddette, si sarebbe imbattuto in una lunga scia di sprechi, di appalti pilotati assegnati a costi esorbitanti sempre e soltanto alle stesse ditte, in fatture gonfiate oltre misura, in una serie di episodi poco trasparenti legati alle precedenti gestioni. Viganò iniziò a tagliare drasticamente i costi, a recedere contratti troppo onerosi, a colpire interessi consolidati, a denunciare tanti casi anomali di mala amministrazione, ma anziché essere premiato come gli era stato promesso, si ritrovò trasferito negli Usa, senza presidenza del Governatorato né porpora cardinalizia. Viganò scrisse alcune lettere a Benedetto XVI e a Bertone dopo che su di lui erano iniziate a circolare calunnie, difendendo il suo operato e facendo nomi e cognomi delle persone che, dentro e fuori il Vaticano, tramavano contro di lui per metterlo in cattiva luce agli occhi del Pontefice e del segretario di stato. Persone che erano interessate a mantenere intatto il sistema di potere e di privilegi che lui stava faticosamente smantellando. Fu tutto inutile, nonostante le reiterate richieste di non essere trasferito lontano da Roma e gli appelli di autorevolissimi esponenti della Curia a difesa di Viganò giunti sulla scrivania di Ratzinger e di Bertone (anche questi pubblicati nel libro inchiesta di Nuzzi), arrivò la “promozione” a nunzio a Washington, cioè al di là dell’Oceano. Il caso Viganò è stato oggetto di forti scontri nella fase preparatoria del Conclave che ha eletto Francesco, molti cardinali in quelle settimane puntarono il dito contro Bertone per il trattamento ingiusto riservato al monsignore, esaltandone le grandi doti morali e la straordinaria opera di pulizia compiuta nel Governatorato. Fra questi pare vi fosse anche Bergoglio al punto che, nei giorni immediatamente successivi alla elezione, corse voce che proprio Viganò potesse essere scelto come nuovo Segretario di Stato. Invece Francesco sembra più che mai deciso ad affidargli proprio la guida del dicastero economico, da cui fu rimosso dopo aver adottato quella drastica cura da cavallo che ha rimesso ordine nelle finanze vaticane. E insieme al ritorno a Roma è molto probabile anche l'arrivo del cardinalato nel prossimo concistoro utile. Una notizia che, se confermata dai fatti, difficilmente sarà accolta con favore da quanti, e non furono certo pochi, contribuirono ad alimentare quel clima di ostilità e diffidenza contro Viganò che spinse Benedetto XVI, dietro consiglio di Bertone, a decretare per lui “l’esilio dorato”della nunziatura Usa. Viganò obbedì e se le sue carte non fossero state rese pubbliche, probabilmente nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quell’incarico così prestigioso ed ambito, nascondesse in realtà tanti oscuri retroscena.  
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