Gotti Tedeschi (economista): “Manovra Renzi? Rottura dell’incanto. Se tassano il risparmio è la fine di tutto”

13 marzo 2014 ore 16:15, Marta Moriconi
Gotti Tedeschi (economista): “Manovra Renzi? Rottura dell’incanto. Se tassano il risparmio è la fine di tutto”
E’ davvero “La svolta buona”? IntelligoNews ha parlato della manovra del premier con l’economista e banchiere Ettore Gotti Tedeschi che parla della cura shock di Matteo Renzi come di “una grande illusione” e della “rottura di un incanto”, perché si sarebbe aspettato altro: "La revisione del Patto di Stabilità e la vera riforma del lavoro fondata sulla spending review"... Quali sono i punti di forza e di debolezza della manovra di Renzi?                          «La mia opinione di massima si fonda sulla lettura dei principali quotidiani e ritengo che siano due i punti chiave di questa riforma. Prima considerazione: Renzi, prescindendo dalla sua persona, rappresenta il terzo governo tecnico e porta con sé una grande illusione, che io spero ancora diventi una certezza però: in molti credevano che avrebbe ridiscusso il Patto di Stabilità e che sarebbe immediatamente intervenuto per  un’opportuna riforma del lavoro con una vera spending review. A dimostrazione di queste speranze, nella settimana successiva al suo nuovo incarico, i fondi americani hanno cominciato a comperare in Italia, le istituzioni hanno cominciato a sottoscrivere il debito italiano, lo spread ha raggiunto i 170 punti. Insomma, erano questi i termini della grande illusione nel modello Renzi, che gode di un’attenzione particolare del mondo americano e di un coinvolgimento molto più forte di Confindustria. Fattori legati all’esigenza di non perdere più neanche un attimo di tempo per realizzare la riforma del lavoro». E cosa è successo invece? «Leggendo i giornali stamattina, quest’illusione è finita. Di fatto c’è una sola vera grande manovra, che riguarda la tassazione che passa dal lavoro alle rendite finanziarie, e questo passaggio viene anche spiegato in maniera abbastanza ambigua. Vorrei sottolineare che quando si dice “portiamo la tassazione dal 20 al 26% uniformandoci alle regole europee”, va anche detto che noi abbiamo l’ imposta di bollo introdotta dal governo Monti che porta la tassazione  del capital gain al 36% facendola diventare tra le più alte d’Europa». Da qui le sue perplessità? O c’è dell’altro? «La rottura dell’incanto renziano nasce da qui. Io mi sarei atteso la revisione del Patto di Stabilità e la vera riforma del lavoro fondata sulla spending review. E poi va fatta una seconda considerazione conseguente alla prima, ma di carattere più strategico. Sembra che si voglia tornare ad una vecchia mentalità, quella di colpire il risparmio come sogno per rimettere a posto i conti. Da sempre, da quando Ciampi ci portò nell’euro, si è detto che il nostro risparmio è più alto del debito pubblico italiano ( ben cinque volte ) . Si direbbe da allora che è il risparmio degli italiani a rappresentare la garanzia del debito pubblico, e ora questa visione non solo è quella tedesca ed europea, ma anche del terzo governo tecnico. Il risparmio va tassato per chiudere il debito? Se è così è la fine di tutto. Non hanno capito niente. Gli italiani  secondo me dovrebbero  invece  esser invitati a  consumare  di meno e  tornare a risparmiare! Per due ragioni: primo, perché quello che noi consumiamo per un 50-60% non è prodotto in Italia ma all’estero, e non crea lavoro in Italia, secondo perché tornando a risparmiare non solo la famiglia instaura un regime di maggiore indipendenza ,  ma addirittura può far tornare a crescere la base monetaria per cui le nostre banche possono far credito alle imprese. Ecco da cosa nasce il mio disaccordo, se è questo l’intento della manovra». Ma la manovra è più di destra o più di sinistra? «Io non so più cosa sia la destra e la sinistra da molti anni. Ma posso dirle che una manovra che colpisce i risparmi degli italiani e le pensioni è una manovra irresponsabile».
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