Airaudo (Sel): "La svolta di Renzi è di destra e di sinistra e vi spiego perchè..."

13 marzo 2014 ore 16:45, Lucia Bigozzi
Airaudo (Sel): 'La svolta di Renzi è di destra e di sinistra e vi spiego perchè...'
“Bene gli 80 euro per i salari più bassi, ma sono fuori disoccupati e anziani con le pensioni minime: un errore”. E’ uno dei capitoli che Giorgio Airaudo, ex sindacalista e parlamentare di Sel, affronta con Intelligonews nel post-conferenza stampa di Renzi. Spiega perché l’operazione del premier è “multidirezionale”, cioè di sinistra ma anche di destra. E su Silvio e Matteo dice…
Renzi sifda tutti a trovare un sindacalista contrario al suo piano economico che si lamenti. Lei da ex sindacalista si lamenta? «#LaSvoltabuona non è per tutti. C’è un elemento importante che riguarda una parte del lavoro dipendente che ha sofferto di più e che potrà avere 80 euro netti al mese derivati dalla riduzione Irpef; poi vedremo come viene fatta. Ma non c’è niente per la disoccupazione ed è lì che abbiamo bisogno di risposte che creano lavoro. Renzi dice che verranno spesi per edilizia scolastica e misure contro il dissesto idrogeologico i soldi già stanziati, bene ma allora si crei alla presidenza del Consiglio un organismo che verifichi che questi interventi generino nuova occupazione. Se non si dà una risposta anche a chi il lavoro l’ha perso, si corre il rischio di un paradosso…». Quale? «Si può verificare magari che una famiglia fortunata che ha tre buste paga coi criteri indicati per l’aumento di 80 euro al mese prende tre volte il bonus e una famiglia dove c’è un disoccupato, una partita Iva e uno che il lavoro l’ha perso, non prende niente. Serve un intervento che generi direttamente occupazione visto che spendiamo soldi pubblici». E su cos’altro si lamenta? «Trovo sbagliato l’aumento da 12 a 36 mesi dei contratti a termine senza causali: vuol dire continuare a seguire la strada che in questi 20 anni ha impedito l’aumento di posti di lavoro e reso più poveri i lavoratori. Il punto vero è che le aziende non assumono perché non c’è lavoro. C’è il rischio che quei pochi posti stabili vengano sostituiti con condizioni di precarietà. E’ un errore pensare che il problema del lavoro è del lavoratore che, come si dice spesso, deve essere più “disponibile”». Il prelievo sulle pensioni per incentivare nuove assunzioni entro i 29 anni la convince? «C’è la disoccupazione giovanile ma c’è anche quella degli ultra 45enni: in molte famiglie ci sono madri e figlie in cerca di lavoro. Quanto al prelievo sulle pensioni più alte dico che non è tanto questo il problema, piuttosto il fatto che non c’è nulla per le pensioni basse, per gli anziani scivolati nella povertà con questa crisi che hanno retribuzioni di 500 o 600 euro al mese». Il piano di Renzi è più di destra o di sinistra? «E’ multidirezionale. Ridurre l’Irpef sui salari più bassi è sicuramente di sinistra; proseguire nella deregolamentazione dei contratti è sicuramente di destra; tassare le rendite finanziarie è di sinistra. Renzi ha fatto una scelta dopo anni di sofferenze, ma secondo me non intervenire sulla creazione dei posti di lavoro anche con un impegno diretto del pubblico visto che si tratta di soldi pubblici, è un errore. Bisognerebbe anche impedire di smontare la manifattura nel nostro paese: oltre alla riduzione dei costi dell’energia, la gestione delle crisi industriali vecchie (Termini, Irisbus) e nuove (Electrolux) va tolta al Mise e trasferita alla presidenza del Consiglio. E’ necessario dare un segnale agli imprenditori che non si fugge dal paese ma che nel paese si accetta la scommessa». C’è chi dice che il piano di Renzi è un secondo contratto con gli italiani di Berlusconi. Cosa risponde? «Sul piano della comunicazione non scopro io Renzi: comunica direttamente ed è anche molto spregiudicato. E in questa spregiudicatezza bisogna riconoscergli una cosa: pur non avendo ancora i decreti attuativi né le intere coperture finanziarie, Renzi ieri ha si è assunto un impegno, un rischio, al quale ha legato tutto il suo governo. Poi si può discutere se è coraggio o disperazione…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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