Sansonetti: «De Benedetti come Berlusconi: per questo abbraccia Renzi. Legge elettorale? Decreto a dicembre»

13 novembre 2013 ore 15:46, Andrea De Angelis
Sansonetti: «De Benedetti come Berlusconi: per questo abbraccia Renzi. Legge elettorale? Decreto a dicembre»
di Andrea De Angelis «Vi faccio questi nomi: Craxi, De Mita, Occhetto, Veltroni, Bersani. Tutti appoggiati da De Benedetti. Direi quindi che Renzi è spacciato... Ha enormi probabilità di vincere dopo l'abbraccio di De Benedetti». Così Piero Sansonetti, intervistato da IntelligoNews, commenta il sostegno del finanziere al sindaco di Firenze. Sulla legge elettorale azzarda poi questa ipotesi: «A dicembre verrà dichiarata incostituzionale dalla Corte, e allora il governo potrà procedere legittimamente attraverso un decreto». Il risultato? «Alfano e Letta si faranno la legge elettorale che vogliono». Su Berlusconi e il centrodestra Sansonetti è chiaro: «Sarà scissione: una parte consistente dei dirigenti del partito ritiene che Berlusconi sia finito e, di conseguenza, si vuole sganciare». Infine il giornalista commenta così la battaglia di Sel contro la missione commerciale della portaerei Cavour: «Credo che sia ragionevole, coerente e giusta».
Sansonetti: «De Benedetti come Berlusconi: per questo abbraccia Renzi. Legge elettorale? Decreto a dicembre»
Sansonetti: «De Benedetti come Berlusconi: per questo abbraccia Renzi. Legge elettorale? Decreto a dicembre»
Carlo De Benedetti ha manifestato il suo sostegno a Matteo Renzi, paragonandolo ad una spugna che assorbe tutto, mostrandosi particolarmente intelligente. Come legge questa dichiarazione?
«Vi faccio questi nomi: Craxi, De Mita, Occhetto, Veltroni, Bersani. Tutti appoggiati da De Benedetti. Direi quindi che Renzi è spacciato... Ha enormi probabilità di vincere dopo l'abbraccio di De Benedetti. Lui è un finanziere tra l'altro molto bravo, ma che di politica non ha mai capito nulla non essendo di enorme levatura intellettuale». Qual è il vantaggio per Renzi? «Forse solo quello di guadagnare un po' di soldi, ma non credo che manchino a Renzi... De Benedetti è simile a Berlusconi: entrambi vogliono dominare la politica italiana, ma mentre Berlusconi lo fa in prima persona non volendo delegare nulla a nessuno, De Benedetti cerca qualcuno da sostenere in politica». Stesso contenuto, cambia solo la forma? «Sì, ma è un po' in discesa questa forma: da Craxi a De Mita, poi Occhetto, adesso Renzi, non mi sembra che stia elevando il livello dei suoi interlocutori».
Sansonetti: «De Benedetti come Berlusconi: per questo abbraccia Renzi. Legge elettorale? Decreto a dicembre»
Venendo a Berlusconi, secondo lei davvero gli alfaniani diserteranno il Consiglio nazionale del 16 novembre, oppure si sta attendendo un epilogo già segnato dalla decadenza?
«La situazione è inedita e dunque è abbastanza difficile fare previsioni, ma la mia idea è che alla fine si andrà alla scissione. Una parte consistente dei dirigenti del partito ritiene che Berlusconi sia finito e, di conseguenza, si vuole sganciare». E il Governo?  «La partita del Governo non è slegata da quanto appena detto. Letta ed Alfano sono una coppia di fatto, ma se puntano ad arrivare lontano, al 2018 o al 2017, tutti gli altri sono fuori dai giochi, da Berlusconi a De Benedetti, compreso Renzi. Le due partite sono abbastanza intrecciate e quindi da entrambe le parti il vento di scissione è molto forte. Credo che questo prevarrà prima nel Pdl e subito dopo, in parte come conseguenza, nel Pd». Il MoVimento 5 Stelle ha bloccato al Senato la proposta di legge elettorale caratterizzata dal doppio voto, proposto inizialmente da Scelta Civica e poi promosso dal Pd. Si parla anche di un ipotetico intervento attraverso decreto legge, etichettato da Calderoli come un "golpe del Governo". Come andrà a finire? «Azzardo un'ipotesi: a dicembre la Corte Costituzionale deciderà sulla costituzionalità dell'attuale legge elettorale, e quasi certamente si pronuncerà contro. Di conseguenza, dopo una simile dichiarazione, il Governo potrà legittimamente procedere con decreto trattandosi di una questione urgente con l'Italia, Paese democratico, priva di legge elettorale». Sarebbe comunque una sconfitta per la politica, incapace di cambiare una legge nonostante i continui richiami della massima carica dello Stato? «Sarà una sconfitta, ma priva di conseguenze, perché alla fine Alfano e Letta si faranno la legge elettorale che vogliono». Che idea si è fatto della portaerei Cavour pronta ad iniziare quella che è stata definita una "crociera commerciale", volta ad esportare il "made in Italy" in Africa e nel Golfo Persico, ma anche a vendere armi a Paesi che presentano al loro interno, stando all'interrogazione parlamentare presentata da Sel, situazioni di conflitto armato? «Su questo piano la violazione della legalità internazionale è un problema comune, uno straccio, non viene mai rispettata. Credo che la battaglia di Sel sia ragionevole, coerente e giusta. Poi cosa farà il Governo lo vedremo, di certo la spesa militare in generale è un tema al quale non si potrà sfuggire a lungo: si può rinviare, rinviare, rinviare, ma arriverà comunque al pettine...».
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