Gasparri (Fi): "Tor Sapienza è figlio di Mare Nostrum. Fi a Roma dorme..."

13 novembre 2014 ore 17:01, Lucia Bigozzi
Gasparri (Fi): 'Tor Sapienza è figlio di Mare Nostrum. Fi a Roma dorme...'
“Italicum, inaccettabile per noi il premio di maggioranza alla lista”. “Tor Sapienza, quanto sta accadendo è figlio di Mare Nostrum”. Due temi al centro del dibattito politico che Maurizio Gasparri, senatore forzista e vicepresidente del Senato, argomenta con Intelligonews. Dica la verità a uno come lei che mastica politica da una vita, piace questo mix preferenze-‘nominati’ dell’Italicum 3.0, cioè i cento parlamentari blindati con possibilità di candidarsi in dieci collegi? «Non mi esalta ma non mi scandalizza: ho visto soluzioni peggiori. Vedo un pericolo maggiore sulle soglie basse e soprattutto sul premio di maggioranza alla lista anziché alla coalizione ». Cosa dell’Italicum non può proprio accettare? Il premio di maggioranza alla lista? «E’ una questione che giudichiamo sbagliata. Noi abbiamo un rapporto storico con la Lega che per sedici anni su venti – dal ’94 al 2014 – si è alleata con noi. Ricordo che avremmo vinto le elezioni anche nel ’96 se la Lega non si fosse sganciata dalla coalizione. Dopodichè, abbiamo vinto insieme nel 2001, nel 2006 la differenza col centrosinistra è stata di 24mila voti; nel 2008 abbiamo vinto e nel 2013 abbiamo impedito di vincere a Bersani. Insomma, alla fine abbiamo sempre avuto risultati positivi. Adesso c’è Renzi, vediamo quanto dura…Certo che nell’ottica del rilancio di un’alleanza storica con la Lega e nella prospettiva di una ricomposizione del campo del centrodestra, rinunciare al premio di maggioranza alla coalizione per noi significa avere uno svantaggio strutturale. Eppoi c’è la soglia di sbarramento al tre per cento, ma se dovessi scegliere tra le due cose la peggiore è sicuramente il premio di maggioranza alla lista». Soglia di sbarramento: dall’8 al 3 per cento c’è una bella differenza. Qual è per voi il punto di caduta per non far saltare il patto del Nazareno? «Personalmente sarei per il 10 per cento, credo che stare sul 5 per cento possa essere un buon punto di mediazione. Anche perché credo che tutti nel centrodestra siano consapevoli del fatto che in prospettiva si ricomporrà un’aggregazione». Renzi vuole il partito a vocazione maggioritaria ma questa opzione non rischia di essere pagata a caro prezzo dal centrodestra? «Renzi lancia un’Opa politica sui nostri elettori e questo è legittimo, rientra nella competizione politica. Dobbiamo essere noi bravi a riconquistare i nostri elettori. Quella di Renzi è una sinistra moderna meno ideologica, protesa a rincorrere il nostro elettorato e noi dobbiamo replicare, impedirlo. Altra cosa però, sono le regole del gioco». Cambiamo argomento. Come legge quanto sta accadendo a Tor Sapienza? «È figlio di Mare Nostrum, cioè della politica dell’arrendevolezza, dell’accoglienza a prescindere; di una politica buonista. Situazioni di tensione nelle periferie delle città ci sono sempre state ma nel caso specifico sono aggravate dalla logica del “porte aperte per tutti” e ovviamente, dagli effetti della crisi economica». Sì, ma Fi a livello romano e nazionale che sta facendo di fronte a queste problematiche? «Bisogna un po’ svegliarsi. A Roma Fi se fa certi sonni… ce ne sono alcuni che si meriterebbero di stare con Marino. Stia attenta, non faccia rumore che potrebbero svegliarsi…». Intanto Salvini a Intelligonews annuncia che sarà a Tor Sapienza quando la situazione sarà più calma anche perché non vuole alimentare strumentalizzazioni. E voi di Fi? «Mutuando dal celebre film di Rossellini Roma è una città aperta; chiunque può venire a Roma. Salvini e gli esponenti della Lega ci stanno da tempo a Roma. Anche noi dobbiamo dare voce ai disagi dei romani e lo faremo. Intanto per il 29 novembre sto organizzando il No Tax Day a Roma e in contemporanea la manifestazione di Fi si terrà in tutt’Italia per protestare contro le tasse sulla casa. Andremo anche nelle periferie di Roma dove peraltro siamo sempre stati e se chi dovrebbe soggiornare lì ogni giorno per portare avanti le nostre battaglie non lo fa in maniera solerte, noi sicuramente ci andremo».    
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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