La politica figlia di un’Orsa minore

13 settembre 2014 ore 0:17, Lucia Bigozzi
La politica figlia di un’Orsa minore
Daniza uccisa, politica agonizzante. Il caso dell’orsa surclassa i fatti della settimana, quelli del Palazzo.
La gente commenta, esplode la polemica che arriva fin dentro al parlamento dove c’è la battaglia incrociata per votare i membri di Consulta e Csm da mesi vacanti proprio perché la politica non si mette d’accordo. Gli italiani si dividono pro e contro la morte dell’orsa, e relegano la politica all’ultimo posto dei click per condividere le news del giorno. Avviso ai naviganti…. RIFORME SENZA FORME. Giustizia e Scuola. Renzi annuncia l’ennesima “rivoluzione” tra un tweet e una conferenza stampa. Il Guardasigilli Orlando (Pd) finisce nel mirino dell’Anm che non gradisce – tra l’altro - la sforbiciata alle ferie delle toghe e promette battaglia. Più o meno la stessa musica dalle parti del ministero dell’Istruzione dove il ministro Giannini (Sc) declina i buoni propositi del governo ma dagli insegnanti (e dai sindacati) arrivano reazioni col segno meno, nonostante la promessa renziana di stabilizzare migliaia precari. Eppoi rispunta la legge elettorale con al seguito “guelfi e ghibellini”; le misure economiche, l’Europa, la Commissione e la Bce. PARTITI SENZA S-PARTITO. E’ stata la settimana del Pd e di Fi perché in entrambi i casi i guai interni sono venuti a galla e sui giornali. Il “caso” Emilia Romagna coi due candidati renziani alle primarie – Richetti e Bonaccini – indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle “spese pazze” in consiglio regionale, deflagra dentro il partito e riapre la corsa alla poltrona di Errani ma stavolta non solo tra i fedelissimi del premier-segretario che prova a metterci una toppa immaginando un impegno diretto del ministro emiliano Poletti. Bersani è già ai nastri di partenza e in questi giorni non ha perso occasione per andar di fioretto sul premier, agitando la questione del doppio incarico. E anche nelle file dalemiane pare che non tiri un’aria propriamente pro-Renzi. Forza Italia fa i conti con la coalizione che verrà, se verrà, ma anche coi conti in rosso nel partito azzurro. Questione che riapre le polemiche interne. La riunione della tesoriera Maria Rosaria Rossi, senatrice berlusconissima, che deve racimolare due milioni - euro più, euro meno - che mancano all’appello perché molti parlamentari non hanno versato le quote mensili previste dallo statuto, riaccende la querelle con Fitto che boccia la linea dell’aut aut verso i “morosi” (nel senso di: o paghi la quota che devi al partito oppure niente seggio). In realtà il malessere va oltre: dalle primarie appese al punto interrogativo, al rinnovamento vero di un partito che ha lasciato sul campo milioni di voti; che sta all’opposizione ma che con Renzi e il Pd fa le riforme; che sta dialogando con gli altri partiti della coalizione ma procede per “accordi bilaterali”, vedi con la Lega di Salvini che ora prova a sfondare il “muro” del Sud. L’orsa addormentata non si è risvegliata e mezza Italia la piange. E la politica?
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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