Borghezio (Lega): “In lista un patriota serenissimo arrestato. Nomine, ecco perchè Renzi sta a Palazzo Chigi..."

14 aprile 2014 ore 10:18, Lucia Bigozzi
Borghezio (Lega): “In lista un patriota serenissimo arrestato. Nomine, ecco perchè Renzi sta a Palazzo Chigi...'
“Da oggi sono in sciopero della fame per la libertà di Chiavegato”. Mario Borghezio, europarlamentare della Lega sottoscrive la proposta di Salvini e rilancia la battaglia al fianco dei secessionisti in carcere. A Intelligonews articola la ‘controlettura’ delle parole di Napolitano sugli euroscettici e sulle nomine nelle aziende pubbliche svela... Onorevole Borghezio, Salvini ha appena annunciato che candiderà alle europee uno dei venti secessionisti arrestati in Veneto. Provocazione o realtà? «Non ho alcun motivo di dubitare della concretezza e della serietà di questa proposta anche perché era stata già annunciata e comunque nella straordinaria giornata di Verona nella quale in modo fulmineo la Lega si è schierata in piazza a favore dei 24 serenissimi indagati e arrestati, era stato detto che non li avremmo lasciati soli e si saremmo impegnati in tutti i modi per una solidarietà attiva. Uno dei modi migliori, oltre a fare visite ai carcerati come ho fatto fin dal primo giorno, credo sia l’ottima proposta di Salvini. Penso che si debbano moltiplicare le iniziative di solidarietà e da parte mia ho raccolto l’invito della Life». Finalizzato a cosa? «La Life ha chiesto agli esponenti politici una giornata di sciopero della fame a testa. Oggi comincio io, come segno di vicinanza concreta al patriota Chiavegato, leader del movimento, che dal giorno dell’arresto sta ancora in carcere e da oltre dieci giorni sta facendo lo sciopero della fame. Chiavegato è una persona per bene e non si vede per quale ragione debba essere trattato peggio di un terrorista, di un brigatista o di un mafioso». Avete già il nome del candidato “serenissimo” alle europee? «Salvini ha già indicato un nome, io personalmente non lo conosco ma è uno dei 24 patrioti indagati; so che un paio di loro sono tornati in libertà ma il grosso sta ancora nelle patrie galere, patrie per modo di dire perché quando uno Stato si comporta così è uno Stato patrigno, non uno Stato padre». Come valuta la ferma presa di posizione del presidente Napolitano sull’euroscetticismo? Il capo dello Stato dice che se anche vincessero gli euroscettici l’Europa non tornerà indietro e che ciò che è scritto nei trattati è irrinunciabile. «Ci vedo la presa d’atto che solo un miope può continuare a negare. In Italia e in Europa spira un vento forte di consapevolezza dei danni enormi che l’Europa dell’euro ha creato a noi, alle nostre famiglie, alle piccole e medie imprese, ai posti di lavoro con politiche di austerity e al tempo stesso con regali faraonici al sistema internazionale europeo. Direi che è un po’ grottesco che Napolitano se ne accorga solo ora, è un po’ tardi. Quanto alla pretesa intangibilità dei trattati europei, voglio ricordare in maniera molto educata al presidente della Repubblica che non sono i ‘dieci comandamenti’ di Mosè; tutto quello che fa parte degli accordi umani è modificabile. Se Napolitano non ci ha fatto caso, si chiama democrazia, libertà e siccome noi siamo portatori di democrazia e libertà pensiamo siano modificabili, basta dare la parola al popo9lo che ha le idee più chiare di certi squaletti…». Aziende pubbliche, oggi le nomine. Renzi annuncia una rivoluzione anche con l’inserimento di donne nelle stanze dei bottoni. Lei cosa si aspetta? «La gigantesca partita delle nomine nelle aziende pubbliche è il vero motivo per cui Renzi è stato messo lì. Cioè per fargli rivoluzionare totalmente lo schema di potere quell’enorme, elefantiaco sistema di potere delle società statali, para-statali, pseudo-statali in asse col super-potere bancario e finanziario che si intravede facilmente dietro al premier. Dio ci salvi da questi poteri e speriamo che queste nomine non siano propedeutiche alla svendita dei gioielli del paese che fanno tanta gola ai nostri creditori e falsi amici internazionali i quali non vedono l’ora di mettere le zampacce su Eni, Iri e altre aziende che al contrario andrebbero preservate e semmai risanate, riordinate. Sinceramente, nel ‘circo Barnum’ che circonda Renzi, non vedo le garanzie di scelte basate sulla meritrocrazia. Quanto all’imposizione di donne in posizione di parità con gli uomini, la ritengo pura demagogia. Le donne sanno benissimo che la battaglia vera si fa sulla meritocrazia non a colpi di legislazione». Sale la tensione tra Kiev e Mosca. Venti di guerra? «Io che sono un fatimista convinto e un seguace dell’apostolato della Madonna di Fatima, credo fermamente nella veridicità dei suoi messaggi e da questa crisi mi aspetto di tutto e di più. Tremo all’idea che per l’insipienza di alcuni e l’arroganza politico-militare di altri – ogni riferimento a certi aspetti della politica Nato è puramente voluto – si possa non solo tornare a periodi più freddi della guerra fredda ma anche andare oltre. Confido nel senso di responsabilità di chi ha in mano il futuro dei nostri popoli, ma non ho nessuna fiducia nell’azione che potrebbe fare questa Europa se volesse avere o avesse una seria politica estera. Anche su questo versante l’Europa di oggi è inesistente». La Lega per molto tempo ha stretto un sodalizio politico e di governo con Berlusconi. Oggi come legge la parabola di Fi e del suo leader? E cosa rappresenta anche in termini simbolici l’addio di Bonaiuti a Berlusconi? «Questo epilogo, questa fase critica rileva appieno i limiti del ‘cesarismo’: morto Cesare in termini politici e di libertà personale e politica effettiva, emergono tutti i limiti di uno staff che è stato soprattutto un insieme di cortigiani interessati e di falsi amici. Pur essendo stato il leghista più freddo nei confronti di Berlusconi, in questa fase direi non solo dal punto di vista umano, tendo a rivalutarne la figura e la dignità. Critico invece l’atteggiamento ‘schettinesco’ di questi signori che abbandonano la nave che minaccia di incagliarsi, dando per altro una pessima immagine del valore morale della classe politica». Lei che è un politico navigato prevede una migrazione verso Ncd e Alfano? «In politica come negli affari esiste la regole mors tua vita mea. Tuttavia, non vedo neppure nella compagine di Ncd un pensiero politico di grande respiro. I fondamenti di una politica di una vera destra finora appaiono estremamente appannati, indecifrabili. Quello che vedo nel futuro della nuova Lega di Salvini che sta diventando nazionale è l’apertura verso persone e ambienti che potrebbero rappresentare una svolta storica e le elezioni europee sono una grande prova. Nella storia le svolte politiche si fanno con il coraggio e non solo col bilancino dell’interesse. C’è sempre qualche elemento in più che scatena entusiasmi, speranze nuove. Spero e penso che questa Lega uscita anch’essa da una fase molto difficile possa rappresentare per milioni di persone che vivono in territori non padani un punto di svolta».
autore / Lucia Bigozzi
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