Roccella (Ncd): «Non c’è un caso De Girolamo ma una doppia violazione dei diritti personali. Matrimoni gay: Renzi...»

14 gennaio 2014 ore 18:44, Lucia Bigozzi
Roccella (Ncd): «Non c’è un caso De Girolamo ma una doppia violazione dei diritti personali. Matrimoni gay: Renzi...»
“Toti come Alfano? Nel nostro caso Berlusconi ha dato retta alle pressioni…" “Sulla De Girolamo metodo inaccettabile. Doppia violazione: da un indagato che ha rubato frasi e dalla procura da dove sono uscite”. Eugenia Roccella parlamentare di Ncd non fa una difesa d’ufficio ma nella conversazione con Intelligonews mette in guardia sul rischio di creare casi ad arte, denigrazioni, sospetti. Allarga l’analisi alla questione matrimoni gay dopo lo stop di Renzi e sulla “decadenza” di Giovanni Toti da coordinatore unico di Forza Italia dà un consiglio a Berlusconi… Onorevole Rocella, caso De Girolamo: politicamente cosa c’è dietro? «Non sono complottista per natura, però è evidente che da tempo il governo è sollecitato da continue fibrillazioni su singoli ministri. Lo abbiamo visto su diversi casi che sono stati utilizzati per creare una condizione di attenzione sull’esecutivo che rischia di metterlo in difficoltà. Questo è un dato oggettivo». C’è chi dice che dietro ci sia lo zampino di Renzi o dei renziani per arrivare a un rimpasto senza chiederlo. Condivide? «Non voglio vedere lo zampino di nessuno dietro a niente. Trovo incredibile che non ci sia una sollevazione da parte di tutte le forze politiche contro il metodo usato con la De Girolamo. E’ ora in questo paese di porre fine alla violazione dei diritti personali più importanti col ricorso a mezze frasi, frasi rubate… e credo che l’Authority della Privacy si debba esprimere perché il caso reale in questa vicenda è la registrazione abusiva portata alla Procura e dalla Procura uscita per l’ennesima volta. Qui ci sono due violazioni: la prima da parte di una persona, indagata mentre il ministro non lo è, che ruba frasi e decide di renderle pubbliche; la seconda da parte di una Procura che dovrebbe custodire la privacy delle persone». A Intelligonews Giachetti (renziano) dice che sulla De Girolamo c’è un problema di opportunità politica e Gentiloni (renziano) dice: l’ascolteremo in Aula ma siamo pronti a chiedere le dimissioni. Cosa risponde? «Sulla questione di opportunità politica chiedo se intercettando, rubando le frasi a parlamentari, compresi Giachetti e Gentiloni, segretari di partito e ministri non si potrebbe impiantare una campagna denigratoria e di sospetto, in sostanza creando ad arte una questione di opportunità politica su tutto. E’ questo il nodo, non c’è un caso De Girolamo, c’è un caso intercettazioni violate due volte: da un indagato e dalla procura». Unioni gay: dopo le dichiarazioni del viceministro Guerra, Renzi frena e dice no ai matrimoni gay e alle adozioni gay, sì solo alle “civil partnership” alla tedesca. Alfano ha detto di essere pronto su questo a far cadere il governo. Dossier archiviato? «Ci sono due problemi. Il primo: sapere se Renzi vuole che questo tema entri nel patto di governo e su questo non siamo d’accordo. Rilevo poi la contraddizione di fondo: si vorrebbe fare qualcosa che il centrosinistra non è stato in grado di fare da solo con Prodi ai tempi dei Pacs e dei Dico con una maggioranza anomala che la pensa diversamente su questi temi e che sta insieme per fare provvedimenti anti-crisi con un timing molto limitato. La troverei una richiesta un po’ surreale». E il secondo aspetto? «E’ l’ipotesi che si faccia con una maggioranza diversa dall’attuale creando così maggioranze variabili che metterebbero a rischio l’esecutivo. Invito Renzi a pensare al patto di governo per la salvaguardia del paese dagli effetti socio-economici della crisi. Nel merito della questione, sono contenta dello stop di Renzi ai matrimoni gay ma ricordo che la sua proposta di civil partnership è praticamente un simil-matrimonio, è quella formula che consente a Elton Jhonn di adottare un bambino. Se noi apriamo a questo tipo di proposta, è evidente che ci saranno da rispettare sentenze europee che sono già uscite ed è facile immaginare un attivismo dei tribunali italiani col rischio che magari simili norme vengano col tempo deformate. Ricordo infine che in tutt’Europa dove sono state approvate le civil partnership, si è trattato di uno step per arrivare ai matrimoni gay: attraverso leggi come in Francia oppure attraverso la Corte come accaduto in Germania». Berlusconi ha archiviato il coordinamento unico con Giovanni Toti. E’ un dejà vu con Alfano? «Invito Berlusconi a riflettere, lui è un grande leader, non si faccia condizionare. Questo può essere anche un momento di passaggio in cui Berlusconi rallenta per evitare che vi siano ulteriori sfaldamenti, ma non dovrebbe farsi condizionare». Dunque Toti oggi come Alfano un paio di mesi fa? «Non lo so, lo vedremo. Certamente, nel nostro caso Berlusconi ha dato retta alle pressioni cui sarebbe stato meglio non dare retta. E vedo che, in effetti, può accadere ancora una volta…».
autore / Lucia Bigozzi
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