Napolitano, Ascani (Pd): "Un bilancio e quello che sarà. Un messaggio ai grillini e al Pd"

14 gennaio 2015 ore 9:00, Lucia Bigozzi
anna ascani 1“Napolitano ha chiuso nove anni con un bilancio straordinario. Il successore non può che essere una personalità del suo livello”. Anna Ascani, parlamentare del Pd, analizza con Intelligonews le dimissioni di Napolitano e la partita che da oggi si apre per la successione al Colle. Con un messaggio ai grillini e a Berlusconi… Oggi si chiudono i nove anni di Napolitano al Quirinale. Con quale bilancio secondo lei? «Il bilancio è straordinario: Napolitano ha reso un servizio eccellente al Paese dimostrandosi garante della Costituzione, oltretutto in un periodo molto complicato della nostra storia perché Napolitano ha affrontato tutta e per intero la più grande crisi economica dal dopoguerra. E lo ha fatto restando vicino agli italiani e al tempo stesso gestendo situazioni politiche complesse e senza precedenti». C’è chi legge l’opzione Prodi come la “carta” che i dissidenti interni al Pd ma anche a Fi, potrebbero giocare per depotenziare il Patto del Nazareno e dunque il rapporto tra Renzi e Berlusconi. E’ così? «Io credo di no. Credo anche che le parole con cui Napolitano ha lasciato l’incarico debbano risuonare per tutti, maggioranza e opposizione. Napolitano ha chiesto un atto di unità e non credo che il Quirinale possa diventare il luogo in cui misurare quanto pesano le minoranze interne al partito. Occorre, invece, individuare una personalità di livello, adeguata a succedere a Napolitano. Non è il momento di far pesare i numeri all’interno del nostro partito e questo credo sia ben chiaro a tutti noi del Pd e mi auguro lo sia altrettanto per gli altri partiti che con noi decideranno di intraprendere questo percorso». Sì, ma il precedente dei ‘franchi tiratori’ c’è tutto e sta tutto dentro le dinamiche democratiche. «Assolutamente, ma proprio per questo dobbiamo cercare di evitare una nuova occasione che ci ridicolizzerebbe di fronte agli italiani  e in particolare di fronte a quelli che hanno confermato al Pd una straordinaria fiducia. Anche perché se così non fosse, il Pd si condannerebbe a essere di nuovo minoranza nel Paese: credo che nessuno, deputato o senatore, rappresentante del Pd possa ambire a cose di questo tipo». Renzi ha dichiarato, anzi scommesso pubblicamente, che al quarto scrutinio sarà la ‘volta buona’: ma anche un anno fa al quarto scrutinio doveva essere tutto risolto e abbiamo poi visto che da lì in poi è stato il caos. Non c’è il rischio di una fotocopia? «La volta precedente gli errori strategici sono stati diversi e le varie ricostruzioni fatte, raccontano la verità di quei giorni: abbiamo visto tutti come è andata a finire con le candidature di Marini e Prodi. Non ripetere quegli errori strategici mi pare cruciale. La votazione di riferimento è la quarta perché, come noto, si riducono i numeri necessari per eleggere il presidente della Repubblica e dunque anche la possibilità che i ‘franchi tiratori’ ostacolino il percorso. Detto questo, confido nel fatto che le prime tre votazioni ci servano per prendere le misure anche tra di noi e poi si arrivi dritti su un nome che deve esprimere una personalità del livello di Napolitano». Venerdì è convocata la Direzione Pd: cosa succederà? Renzi vi sottoporrà una 'rosa' di nomi? «Anzitutto venerdì coglieremo l’occasione per ribadire tra di noi la centralità del Pd in questo percorso e la serietà che ci è richiesta in un momento tanto delicato come quello dell’elezione del presidente della Repubblica. Poi potremo cominciare a tracciare il ritratto del candidato ideale, ma non credo che nessuno si metterà a giocare al gioco dei nomi». A proposito di nomi qual è il suo candidato ideale? Sarà la volta buona per una donna? «Me lo auguro, dopodichè condivido le parole di Renzi quando dice che non stiamo all’Indovina chi, se è donna, se ha gli occhiali. Io spero che si arrivi a una candidatura femminile, ma prima di essere una donna deve essere una personalità del calibro di Napolitano. Se poi le due cose vanno insieme, sarei particolarmente felice». Sulla  Rete salgono le quotazioni di Veltroni: è un nome che le piace? «Non entro nelle valutazioni sui nomi, non mi pare serio né responsabile. Mi auguro che venga fatta una valutazione ampia in relazione alle caratteristiche del candidato per poi individuare attorno a queste il nome che rappresenterà la nostra candidatura». Quanto sarà condizionante sul piano politico e in questa fase, l’accordo con Berlusconi? «Non lo è più di tanto. Il punto è un altro: la Costituzione stabilisce che il presidente della Repubblica in linea di massima non si dovrebbe eleggere a maggioranza e quindi a pesare sono gli equilibri e i rapporti con le minoranze. Mi auguro – e spero di non essere smentita – che i parlamentari del M5S vogliano scendere dal tetto e partecipare all’individuazione di una personalità che sia garante di tutti. Altrimenti, il giorno dopo tornerebbero le polemiche quando, invece, tocca anche a loro ragionare intorno al nome di una personalità del livello di Napolitano. Mi auguro di non vederli sul tetto anche stavolta». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...