Adriana Poli Bortone: «Tutta la destra da me a Lecce il 28 e 29 giugno»

14 giugno 2013 ore 12:21, Marta Moriconi
Adriana Poli Bortone: «Tutta la destra da me a Lecce il 28 e 29 giugno»
«Per ricostruire la destra ci vuole l’umiltà di tutti. Il 28 e 29 giugno a Lecce ne parlerò con molti ex An. Non si può costruire un nuovo centrodestra facendo sgorgare dalla stessa fonte (allude ad Arcore, ndr) due sigle diverse. Non sono ancora stata invitata al meeting del 6 luglio organizzato da La Russa e Matteoli. Ma io inviterò tutti». Adriana Poli Bortone, politica doc di destra, non esita a mettere in chiaro gli step necessari al dibattito sulla nuova destra, che deve partire da un dato certo: l’elettorato di destra «oggi  è orfano di punti di riferimento». Quanto alla possibile leadership di Giorgia Meloni, che sarebbe in pole, risponde con un’altra domanda: «Non è veramente singolare, che nel momento in cui si apre un dibattito, si cominci a discutere partendo dal vertice piuttosto che dalla base?». Il 28 e 29 giugno,  nella “sua” Lecce, sta organizzando un incontro-dibattito per ricostruire una nuova destra. Che iniziativa è e chi parteciperà? «E’ un happening: deve essere un dibattito ibero, critico, costruttivo e aperto a tutti gli interrogativi del futuro. Infatti mettiamo una bella ‘D’ grande grande con un punto interrogativo. Le adesioni sono in progress, ma intanto vi posso dire che si tratta di molti ex An, non necessariamente ex deputati e senatori. Perché sia chiaro: l’obiettivo non è quello di creare un contenitore politico che serva per l’elezione di qualcuno, ma un incubatore di politica che possa dare una formazione politica a chi oggi è disorientato sui valori della destra». Immaginiamo sappia dell’iniziativa di La Russa del 6 luglio. Quale differenza con la vostra? «La nostra è aperta a tutti, proprio perché non vogliamo creare nicchie per nessuno. C’è stata una vera e propria diaspora nella destra e oggi dovremmo avere un approccio molto umile piuttosto che arrogante, perché credo che nessuno di noi sia stato e sia immune da errori. Va analizzato se per il futuro esiste una prospettiva. L’approccio non può essere quello della Fondazione, né va bene rivendicare le cose fatte nel passato. Se cominciamo dalle rivendicazioni, dobbiamo parlare di tutti quelli che erano entusiasti dello scioglimento di An e dell’annullamento nel Pdl! Dobbiamo interrogarci, invece, se esistano degli spazi politici per una destra italiana che sia nazionale, europea, identitaria». Una nuova destra che avrà per leader Giorgia Meloni? «Noi non ci siamo proprio posti il problema della leadership. Non è veramente singolare, che nel momento in cui si apre un dibattito, si cominci a discutere partendo dal vertice piuttosto che dalla base? Non è un giudizio di merito, ciascuno di noi ha pregi, difetti e limiti. Pensiamo se venisse fuori una persona sconosciuta, diversa, che offra un modello di società alternativo all’omologazione che stiamo vivendo, avremmo fatto una sorta di “operazione maieutica”». Come commenta il ritorno a Forza Italia che sta preparando Berlusconi? «Io sono stata eletta nella lista del Pdl, non ho mai fatto parte del Pdl. Ma so che Berlusconi è una persona pratica: ha visto che quello che è venuto a mancare è stato l’elettorato di destra, non certo quello di Forza Italia. L’elettorato di destra oggi è orfano di punti di riferimento. A quell’elettorato deluso e lontano dal voto vanno date risposte in termini di contenuti e di prospettive. Berlusconi ha preso atto di questo. Non si può pensare però, e va detto chiaramente, che si possa costruire un centrodestra facendo sgorgare dalla stessa fonte due sigle diverse. La destra identitaria deve essere assolutamente autonoma. Certo, potrà fare indubbiamente delle alleanze più naturali con il centro che sarà rappresentato da Forza Italia, ma è un altro discorso. Occorre dare prospettive ben definite ai diversi elettorati ed essere chiari». Lei il 6 parteciperà al meeting organizzato da Matteoli? «Io non sono stata invitata. I miei inviti, invece, partiranno indistintamente per tutti».
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