Formigoni (Ncd): “Capisco le perplessità degli amici in FI. Le mie condizioni al Cav”

14 luglio 2014 ore 14:38, Andrea Barcariol
Sarà un governo di legislatura. Non ha dubbi il senatore di Ncd Roberto Formigoni che,
Formigoni (Ncd): “Capisco le perplessità degli amici in FI. Le mie condizioni al Cav”
intervistato da Intelligonews, auspica una riduzione fiscale ed è possibilista sulla riapertura del dialogo con Forza Italia. Alfano ha proposto a Renzi il “patto dei 1.000 giorni”. Tra le proposte c’è lo “shock fiscale”, cosa intendete? «Stiamo studiando e presenteremo nel giro di qualche settimana un piano dettagliato di possibile riduzione fiscale, soprattutto a favore delle famiglie e delle piccole imprese compatibile con le regole europee perché pensiamo che sia essenziale permettere alle famiglie di vivere e alle nuove imprese di nascere. E’ da sempre un’iniziativa nel nostro dna, perché riteniamo che la riduzione fiscale possa rilanciare l’economia e avere anche un ritorno per lo Stato che all’inizio dovrebbe farsi carico di minori entrate». Prima abbiamo intervistato Lara Comi di Forza Italia che si è espressa in maniera critica su questa proposta sostenendo che i governi di emergenza non possono durare un’intera legislatura. Cosa replica? «Questo non è un governo di emergenza ma vuole essere di legislatura. Noi abbiamo affrontato l’emergenza con il governo Letta, la rottura di quel governo da parte di Forza Italia ha portato a un cambiamento di prospettiva che si è concretizzato con l’avvento di Renzi. E’ stato fatto un patto di legislatura e formulato un programma, che via via si è arricchito, che mira a realizzare le riforme in campo economico, politico e fiscale per dare finalmente stabilità. Gli amici di Forza Italia sbagliano a ritenerlo un governo di emergenza». Qualcuno dice che il “patto dei 1.000 giorni” sia un tentativo di spostare l’attenzione su altri temi, viste le difficoltà con Renzi sulle unioni civili. «Non condivido assolutamente perché le cose di cui parliamo interessano tantissimi cittadini, sono temi centrali del governo. Certo c’è anche il tema delle unioni civili ma su questo con Renzi siamo stati chiari: noi non saremo mai d’accordo sul riconoscimento del matrimonio gay. Se il Pd pensasse di fare una cosa del genere il nostro no sarebbe netto e forte ma non abbiamo questa sensazione. Se si tratta di ampliare le libertà personali noi non siamo contrari perché nel proprio privato ognuno ha il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune, l’importante è non confondere i matrimoni e la famiglia con altre cose. I confini sono chiari e Renzi li ha ben presenti». E’ possibile riaprire un dialogo con Forza Italia? «E’ possibile sulla base di alcune condizioni. Forza Italia deve definitivamente accettare la nostra esistenza. Ha tentato con tutti i mezzi illeciti, e soprattutto illeciti di farci fuori, ma non ce l’ha fatta. Deve riconoscere che noi esistiamo e abbiamo una solida base di consenso, che vogliamo crescere e rimanere in un centro-destra che va ricostruito. Basta spararci addosso in maniera accanita e paranoica». Forza Italia è veramente ipnotizzata da Renzi come ha sostenuto ieri Fitto? «Non vorrei entrare nel dibattito di un partito che non è più il mio. Certamente capisco le perplessità di molti amici di FI rispetto a una linea che sbanda costantemente tra il dichiararsi all’opposizione e poi manifestare la voglia di essere maggioranza. Si capisce da mille motivi che vorrebbero essere al governo e questo determina delle situazioni che sono difficilmente leggibili dall’esterno».
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