Fitto, Gasparri (Fi): “Italicum un compromesso, ma non c’è alternativa”

14 luglio 2014 ore 15:44, intelligo
Fitto, Gasparri (Fi): “Italicum un compromesso, ma non c’è alternativa”
di Marco Guerra
Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, non vede alternative all’accordo del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, dal quale sono scaturite le proposte per le riforme costituzionali. L’ex An intervistato da IntelligoNews si dice consapevole del fatto si tratta di un compromesso che poco coincide con le storiche battaglie della destra per il presidenzialismo, ma al momento non vede alternative per il superamento del bicameralismo perfetto. Gasparri da un mese a questa parte ogni settimana è decisiva per le riforme. Intanto aumento i mal di pancia dentro Forza Italia… «L’accordo sulle riforme costituzionali reggerà. Certo è vero che sui nuovi assetti istituzionali avremmo preferito imporre la nostra visione dello Stato che prevede il presidenzialismo o quanto meno l’elezione diretta del premier. Tuttavia si tratta sempre di un compromesso tra due schieramenti politici. Chi lo critica deve sapere che l’alternativa al testo concordato al Nazareno è il nulla. Quindi se vogliamo superare il bicameralismo perfetto non possiamo che sostenere questo pacchetto di riforme che è il frutto di un compromesso». Fitto afferma che molti esponenti di Forza Italia sono ipnotizzati da Renzi? «Un’accusa che non può riguardami, dal canto mio ho sempre detto pubblicamente che Renzi è un mito di cartone e che sulle politiche economiche è necessario condurre una fortissima opposizione al governo. Questo non significa però che su un altro binario si possa portare avanti il percorso delle riforme, delle quali il Paese non può più fare a meno». Quindi ci siamo, le riforme in autunno saranno in porto? «Sui tempi precisi non posso dare assicurazioni, anche perché avranno bisogno di 4 letture e bisogna vedere quali modifiche saranno apportate al testo nel passaggio alla camera. Ad ogni modo spero che si tratti di ancora pochi mesi». Un altro tema che divide Forza Italia sono le aperture sui cosiddetti “diritti civili”. La Pascale ha parlato persino di adozioni per i gay… «La Pascale non è un dirigente del partito. Non mi pare di aver sentito esponenti di rilievo del movimento dichiararsi favorevoli alle adozioni per le coppie omo. Ad ogni modo non lo è sicuramente Berlusconi, il quale mi ha assicurato che non è favorevole e ne’ ai matrimoni ne’ alle adozioni. Un'altra cosa sono i diritti individuali per cui ci sono una serie di proposte, sebbene, per quanto mi riguarda, ritengo che l’attuale normativa garantisca già tutti i diritti individuali di cui si sta discutendo». Infine sul tavolo di tutto il centro-destra c’è la questione delle primarie. Ora le invocano tutti a gran voce… «Le primarie sono uno strumento indispensabile per la scelta dei canditati che guideranno la coalizione ad ogni livello: comune, regione, governo del Paese. Berlusconi ha un rapporto a fasi alterne con le primarie, ma ora è convinto anche lui che siano necessarie per rilanciare l’unità del centro-destra. D’altra parte Forza Italia non deve temerle perché è di gran lunga l’azionista di maggioranza della coalizione». Ora va di moda ripetere che “senza primarie non sarebbe mai emerso Renzi”. Vede un leader pronto ad imporsi grazie una consultazione interna alla coalizione? «Diciamo che prima di arrivare a Renzi il Pd ha perso tante cantonate con le primarie. Basta vedere che fine hanno fatto Veltroni e Bersani e anche l’astro di Renzi è ancora atteso dalla prova dei fatti. Ad ogni modo credo che nessuno dei nomi che si fanno ora per la leadership della coalizione alternativa alla sinistra sia adeguato al ruolo. Insomma un capo carismatico capace di unire il centro-destra ancora non si intravede all’orizzonte».  
autore / intelligo
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