L'olio che uccide gli animali? La battaglia del WWF e di Greenpeace che non vi aspettereste

14 marzo 2014 ore 10:24, Orietta Giorgio
L'olio che uccide gli animali? La battaglia del WWF e di Greenpeace che non vi aspettereste
L’olio di palma sembrerebbe un prodotto innocuo, magari anche salutare. In realtà qualcuno ha grossi dubbi sulle sue proprietà. E' largamente utilizzato, al posto dell’olio d’oliva, perché più economico, per il confezionamento di alimenti come biscotti, merendine ecc. Viene impiegato poi nella produzione di prodotti per l’igiene. I danni provocati dall’utilizzo di questo tipo di olio sarebbero pericolosi per la salute e per l'ambiente. Ma perché è così dannoso secondo alcuni? Per il suo elevato contenuto di grassi saturi, nocivi per l’organismo, favorirebbe la produzione del colesterolo LDL (quello cattivo). L'organizzazione mondiale della Sanità consiglia, infatti, di moderare l'assunzione di questo tipo di grassi. La sua presenza in determinati alimenti è difficile da individuare, spesso le etichette con gli ingredienti non lo citano direttamente, il nome viene sostituito con la dicitura generica “oli e grassi vegetali”. Assunto in piccole dosi non è pericoloso, il problema è che ci troviamo ad ingerirne spesso dosi più elevate di quelle che crediamo. Greenpeace e WWF hanno lanciato per questo un allarme ambientale: per la produzione dell’olio di palma si distruggono foreste (disboscate per fare spazio alle piantagioni) e di conseguenza è a rischio la sopravvivenza di specie come le tigri di Sumatra e l’orango. L’habitat naturale di questi animali viene distrutto, gli adulti possono essere uccisi brutalmente, e spesso muoiono bruciati e i piccoli abbandonati o uccisi sul posto. Le foto che documentano questa crudeltà sono presenti in rete da tempo, una tra le più commoventi è quella di Aan, una femmina di orango trovata in fin di vita in una piantagione di olio di palma nel Borneo,  salvata dalla fondazione inglese Orangutan Foundation e dall’agenzia indonesiana per la conservazione delle specie, torturata in ogni modo si copre gli occhi con le braccia per difendersi, e per non vedere. I consumatori dovrebbero invece aprire gli occhi, almeno informandosi sulla quantità di questo olio nei prodotti e lottare perché provenga sempre di più da piantagioni che tutelano l'ambiente e i suoi abitanti.
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