Gasparri (Fi): “Renzi gioca coi cartoni animati e aumenta le tasse. Patto con Silvio a rischio se al Senato…”

14 marzo 2014 ore 14:58, Lucia Bigozzi
Gasparri (Fi): “Renzi gioca coi cartoni animati e aumenta le tasse. Patto con Silvio a rischio se al Senato…”
I soldi? “Ce ne sono meno di quelli che raccontano”. Maurizio Gasparri, senatore di Fi e vicepresidente del Senato, è scettico sulla “narrazione mirabolante” di Renzi e a Intelligonews spiega che “l’unica cosa certa è l’aumento delle tasse, dalla Tasi all’aliquota sul risparmio”. Tra “cartoni animati e pesci rossi”, aspetta il premier al varco della tenuta del patto con Berlusconi che ha una data e un luogo: martedì al Senato…
Senatore Gasparri, cosa c’è nelle casse dello Stato: soldi o “buffi”? Renzi ha detto che se il 27 maggio non ci saranno gli 80 euro nelle buste paga sotto i 1500 euro lui sarà un “buffone”. Dove sta la verità? «Di soldi ce ne sono meno di quelli che raccontano. Spero che qualcosa ci sia, perché noi non giochiamo una partita al tanto peggio tanto meglio, ma sicuramente sono meno di quanto dicono. La cosa certa è che aumentano le tasse». Renzi dice l’opposto. «Di certo c’è la Tasi che cresce e c’è un incremento della tassazione sul risparmio che viene innalzata dal 20 al 26 per cento». Ma si tratta di rendite finanziarie, non i Bot. «Non è che stiamo parlando di ricconi sdraiati sulle plance degli yacht; ci sono persone che magari tengono da parte una liquidazione da impiegare per comprare casa ai figli o aiutarli nell’attivazione del mutuo. L’aumento delle tasse è certo, il resto è una mirabolante narrazione, mancavano solo i cartoni animati…». Per restare in tema, Renzi ha citato il re dei cartoons Walt Disney quando ha detto che la differenza tra un sogno e un progetto è la data. E lui le date le ha messe. Cosa risponde? «Non ho abbastanza tempo per ascoltare un’esternazione così ampia… In questi giorni trovo più interessante leggere le lettere a Libero di Marco Carrai, amico di Renzi». Non c’è proprio niente che nelle slide di Renzi la convince? «I colori, carini. Eppoi il pesce rosso perché era muto...». Misure anticrisi e riforme, due piani distinti o anche per il primo potrebbe in qualche modo valere lo schema patto Berlusconi-Renzi? «Arriveremo alla verifica molto presto. Martedì al Senato si vota una leggina sul parlamento europeo nella quale si discute di abbassare la soglia per ottenere seggi dal 4 al 3 per cento. Renzi nei suoi cartoni animati – questa me la ricordo – ha proiettato una slide che conteneva la scritta ‘no al ricatto dei micro-partiti’. Se difenderà il principio sacrosanto di mantenere la soglia al 4 per cento e confermare quelle fissate nella nuova legge elettorale nazionale vuol dire che rispetta il patto con Berlusconi; se dovesse violarlo immagino che il percorso per lui si complicherà perché noi non staremo a guardare». Ma se i soldi alla fine ci sono e verranno destinati ai provvedimenti indicati da Renzi, vuol dire che c’erano anche coi governi precedenti. Perché non sono saltati fuori? «Monti è stato una sorta di “Dracula” delle tasse e a Letta è mancata la leadership e la capacità decisionale. Letta non ha retto una prova di grande responsabilità, tanto che è stato travolto da Renzi che se ‘l’è giocato a palletta’. Vedremo se questa spregiudicatezza non gli causerà danni». Meglio l’Irpef o l’Irap? Renzi ha scelto il taglio di entrambe. «Renzi tiene il piede non in due ma in sei staffe e cerca di fare il gioco delle “tre palle”. C’è qualche segnale alle imprese, c’è la richiesta all’Europa di aumentare il deficit ma per sforare i tetti previsti c’è da fare un passaggio parlamentare modificando l’aticolo 81 della nostra Costituzione. Diciamo che Renzi ha molte cose da fare e noi lo aspettiamo al varco». Come se lo immagina il faccia a faccia Renzi-Merkel di lunedì anticipato da quello di domani con Hollande? «Immagino che Renzi ci vada con l’aereo di Stato come è giusto, ma visto che fa tanta retorica sull’uso dei mezzi di rappresentanza potrebbe mettere all’asta anche l’areo di Stato… Vediamo quale sarà l’impatto di questi faccia a faccia: Hollande lo vedo indebolito e la Merkel la vedo ostica nei confronti dell’Italia. Non credo che Renzi avrà vita facile: deve affermare il suo ruolo in un contesto europeo nel quale lo conoscono poco. E’ andato dalla Merkel qualche tempo fa ma lì probabilmente era per sperimentare la sua ascesa a Palazzo Chigi. Nel primo incontro da premier – come educazione istituzionale vuole – avrà un’accoglienza cortese e simpatica ma non credo otterrà grandi sconti dalla Germania».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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