Gaias (Pdl-Giovane Italia): «Per i giovani la politica è fare militanza e sacrifici, non andare a cena con la Santanché»

14 novembre 2013 ore 15:34, Andrea De Angelis
Gaias (Pdl-Giovane Italia): «Per i giovani la politica è fare militanza e sacrifici, non andare a cena con la Santanché»
di Andrea De Angelis «In Sardegna stiamo lavorando per le prossime regionali, e credo che la politica giovanile è fatta sul territorio, richiede sacrificio e militanza, e non è fatta di cene con l'onorevole Santanché». Così Giorgio Gaias, coordinatore provinciale Giovane Italia Nuoro, parla su IntelligoNews dei cosiddetti "baby-falchi". Sul futuro di Berlusconi e del partito è chiaro: «Il mio auspicio e quello di Giovane Italia è l'unità del partito, basta falchi e colombe: si ritorni a Forza Italia con la leadership di Silvio Berlusconi». Quindi Gaias attacca la sinistra ed il MoVimento 5 Stelle: «La sinistra farebbe bene a preoccuparsi delle tessere false... I grillini sono una delusione totale e ho avuto i brividi a sentire le parole dell'onorevole Corda su Nassiriya».
Gaias (Pdl-Giovane Italia): «Per i giovani la politica è fare militanza e sacrifici, non andare a cena con la Santanché»
Gaias (Pdl-Giovane Italia): «Per i giovani la politica è fare militanza e sacrifici, non andare a cena con la Santanché»
Il 16 novembre, salvo sorprese dell'ultima ora, il Consiglio nazionale del Pdl. Qual è l'auspicio: un Pdl unito, una scissione, un passaggio deciso a Forza Italia?
«Le rispondo a nome del Movimento Giovane Italia: il nostro auspicio è l'unità del partito. Abbiamo lanciato una campagna su Twitter e su Facebook, assieme alla coordinatrice Annagrazia Calabria, per esprimere la nostra contrarietà ad una spaccatura e la necessità di finirla con le divisioni tra falchi e colombe. Non sono in discussione quindi  né il ritorno a Forza Italia, che è la nostra storia, né la leadership di Silvio Berlusconi, l'unico che in questi anni è riuscito a realizzare una sintesi del partito».
Gaias (Pdl-Giovane Italia): «Per i giovani la politica è fare militanza e sacrifici, non andare a cena con la Santanché»
Una volta decaduto però, l'ex premier dovrà necessariamente essere sostituito da un'altra figura. Chi vede idoneo per questo, magari un redento Alfano al quale Berlusconi potrebbe tirare da dietro le fila, oppure un'altra con il Cavaliere relegato ad un incarico di Presidente ad honorem?
«Il leader deve rimanere Silvio Berlusconi. Forza Italia senza la sua figura non avrebbe senso». Non c'è il rischio che poi gli avversari indichino Forza Italia come il partito guidato da un pregiudicato, ovvero da un cittadino condannato in terzo grado di giudizio? «Berlusconi è un perseguitato, di questo non ci preoccupiamo. Sono vent'anni che assistiamo a queste illazioni da parte della sinistra, che farebbe bene pensare alle tessere false e a tutti gli scandali che la riguardano...». All'estero come si spiegherebbe tutto questo? «Innanzitutto ricordo che il Presidente ha presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, quindi attendiamo la pronuncia».
Gaias (Pdl-Giovane Italia): «Per i giovani la politica è fare militanza e sacrifici, non andare a cena con la Santanché»
Tornando al quadro dei partiti, c'è la possibilità di essere visti come una forza dell'antipolitica? Con un centrosinistra guidato da Renzi e un possibile ritorno dei Popolari, che ruolo avrebbe Forza Italia?
«Quando Silvio Berlusconi scese in campo nel 1994 presentò un profilo antipolitico, non certo però come quello di Grillo. Pensiamo alla rivoluzione liberale e alla visione del mondo diversa da quella della sinistra. Non credo ci sia questo problema: la storia di Forza Italia è quella di un grande partito del centrodestra che quando è unito vince, ma se diventa diviso perde». Che idea si è fatto del MoVimento 5 Stelle? «Essendo sardo sono rimasto rabbrividito dalle parole dell'onorevole Corda eletta in Sardegna sulla commemorazione del kamikaze di Nassiriya. Non mi è mai piaciuto come MoVimento, ma attendevo comunque di vederli all'opera. Sinceramente oggi provo una delusione totale per un partito che secondo me non andrà avanti perché gli italiani hanno aperto gli occhi: il Paese ha bisogno di altro, ovvero di un centrodestra moderato e unito che faccia capire all'Europa che non possiamo stare alle condizioni della Merkel». Se dovesse spiegare ad un diciottenne che non sa nulla della politica italiana chi è Silvio Berlusconi, come lo definirebbe? «Colui che ha rappresentato la novità in politica, il portatore di un sogno, di un ideale, di una concezione nuova dell'Italia. Un uomo che ha fatto tanto, che è stato ostacolato, ma che nonostante tutto rimane in campo e dunque rappresenta ancora una speranza per il futuro del Paese». Cosa pensa invece dei cosiddetti "baby-falchi"? «Giovane Italia negli ultimi anni, e in particolare da quando alla guida c'è l'onorevole Calabria, ha prodotto tanto: consiglieri comunali, provinciali, regionali e soprattutto tanta militanza e tanto lavoro. In Sardegna stiamo lavorando per le prossime regionali, e credo che la politica giovanile è fatta sul territorio, richiede sacrificio e militanza, e non è fatta di cene con l'onorevole Santanché. Vengano i giovani, vengano le nuove leve, ma c'è sempre un limite». Non le sono piaciute le esternazioni degli ultimi giorni? «Lo spettacolo certamente non è stato bello, abbiamo visto in televisioni giovani mandati allo sbaraglio, strumentalizzati da qualcun altro. Non stanno facendo una bella figura e non la stanno facendo fare a Silvio Berlusconi ed al movimento giovanile».  
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