Puppato (Pd): «Bene Renzi: basta ordini dall'alto. Via la Fini-Giovanardi e si usino le nuove carceri»

14 ottobre 2013 ore 12:38, intelligo
 
Puppato (Pd): «Bene Renzi: basta ordini dall'alto. Via la Fini-Giovanardi e si usino le nuove carceri»
di Andrea De Angelis «Ritengo gravissimo che la politica ottusa si chiuda offendendo chi non ci sta a far credere che il criterio sia quello di limitarsi a recepire le direttive che arrivano dall'alto». Così la democratica Laura Puppato rivela a IntelligoNews la sua irritazione per le parole dei ministri Zanonato e Bonino contro Renzi, reo di aver messo in discussione la possibile amnistia generalizzata. Per la senatrice è scorretto parlare di emergenza carceri facendo credere che il problema sia il numero dei detenuti: «Siamo sotto la media europea, la cosa incredibile è piuttosto avere delle strutture carcerarie nuove, ma inutilizzate». Quindi l'affondo sulla legge Fini-Giovanardi: «Causa attualmente 27.000 detenzioni, oltre un terzo del totale: si riduca la carcerazione, fino all'eliminazione, di chi usa droghe leggere». Come risponde a Quagliariello che ha dichiarato, riguardo all'amnistia, che dovrà, laddove diventasse legge, essere estesa necessariamente a Berlusconi? «La posizione mia e del Pd è limpida: nessun trucco e nessun inganno, non tolleriamo più leggi ad personam che possano in modo subdolo sistemare per l'ennesima volta la situazione del potente di turno che, da parecchio tempo, ha il nome di Berlusconi».
Puppato (Pd): «Bene Renzi: basta ordini dall'alto. Via la Fini-Giovanardi e si usino le nuove carceri»
Puppato (Pd): «Bene Renzi: basta ordini dall'alto. Via la Fini-Giovanardi e si usino le nuove carceri»
Veniamo all'invito di Napolitano ad intervenire sulla situazione carceraria italiana: come intervenire?
«Credo che ci siano due forme possibili: la prima riguarda la verifica puntuale delle carceri in Italia. Mi riferisco, e ho presentato una mozione su questo, in particolare ai nuovi edifici costruiti negli anni '90 che risultano essere inutilizzati: dalla Sicilia all'Emilia Romagna, dalla Lombardia alla Puglia. L'altra è la riduzione della pena per chi oggi è dietro le sbarre a causa della Fini-Giovanardi che, è bene ricordarlo, è attualmente responsabile di ben 27.000 carcerazioni, oltre un terzo del totale (66.000 ndr). Si riduca dunque la detenzione, fino all'eliminazione, di chi consuma droghe leggere» Possiamo parlare di emergenza carceri in Italia? «La situazione è tutt'altro che emergenziale. Basti pensare che questo Paese ha un indice di detenzione rispetto ai residenti pari a 112 e dunque inferiore a quello medio europeo che è di 127. Siamo cioè una nazione nella quale ci sono meno detenuti rispetto alla media europea». Dunque il problema non deriva dal numero dei detenuti, ma dal numero delle carceri inutilizzate? «Esattamente, e vorremo capire per quale motivo gli edifici costruiti, che normalmente costano almeno 10 milioni di euro, non hanno personale. Credo che ciò sia letteralmente incredibile». Come legge le dichiarazioni di Renzi che ha puntato il dito contro amnistia ed indulto, venendo a sua volta indicato come irresponsabile e appartenente alla vecchia politica dai ministri Zanonato e Bonino? «Ritengo gravissimo che la politica ottusa si chiuda offendendo chi non ci sta a far credere che il criterio sia quello di limitarsi a recepire le direttive che arrivano dall'alto. Renzi ha detto una cosa normale, già detta dalla sottoscritta e da Civati: se non c'è possibilità di garantire che le regole vengano applicate, si scordino che ci limiteremo a cancellare di volta in volta le regole stesse o a rinviare il problema». Con l'espressione "dall'alto" si riferisce al Quirinale? «Il Presidente della Repubblica dà le indicazioni, e noi le valuteremo. Quello che mi irrita profondamente è che qualcuno, che tra l'altro è ministro, si possa permettere di dire che chiunque obietta rispetto alla volontà di fare un'amnistia generalizzata, sia persona che lo fa per scopi propagandistici». Chiaro il suo riferimento al ministro Zanonato... «Trovo inutile fare nomi, si commentano da sole le dichiarazioni di chi accusa altri di fare propaganda. Ricordo che la propaganda si ha quando si dicono cose non vere, ma nel caso di Renzi si sta cercando di creare una cesura con un passato in larga parte da rigettare. Ora è il momento di analizzare, studiare, mettere sul tavolo i dati, procedendo come appena detto con la verifica delle strutture carcerarie e dei reati che creano meno timori pubblici, come quello sulle droghe leggere della Fini-Giovanardi» Ultima battuta sul voto di decadenza al Senato: voto segreto o palese? «Non è importante  la forma del voto, ma l'esito: si chiuda finalmente un'epoca ratificando una decadenza sulla quale si sono spese già troppe parole»  
autore / intelligo
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