L. Ciocchetti: «Quelli come la Poli Bortone fermi agli anni ’70. Noi non rincorriamo nostalgie, ma…»

14 ottobre 2013 ore 13:34, Marta Moriconi
L. Ciocchetti: «Quelli come la Poli Bortone fermi agli anni ’70. Noi non rincorriamo nostalgie, ma…»
Luciano Ciocchetti
, leader del Movimento Idee più Popolari e presidente dell'Associazione Moderati per la Terza Fase, aderente alla piattaforma ‘Officina per l’Italia’ lanciata da Fratelli d’Italia, risponde ad Adriana Poli Bortone che non condivide la scelta di inserire alcuni nomi, tra cui il suo, tra le personalità di punta dell’evento di presentazione di questa nuova operazione politica che guarda a destra. Sebbene affermi di stimarla, «è fuori dal tempo» chiosa lapidario. Poi Ciocchetti, rispetto all’eventualità di separare il Pdl dal percorso di Forza Italia e quindi rispetto al possibile sovraffollamento nel centrodestra, svela la sua strategia: «Il nostro non è un progetto autoreferenziale. E’ il tentativo di mettere il seme, le basi, per la costruzione di un campo di destra o centrodestra, non mi interessa il termine chiamatelo come vi pare, ma alternativo alla sinistra in Italia. E’ il prodromo per costruire il centrodestra del post-Berlusconi». Aspettano, insomma, di vedere cosa succederà. La Poli Bortone, su IntelligoNews, critica la scelta di Officina per l’Italia, di aver indicato tra le personalità di punta (e comunque “legittimamente” sottolinea), Magdi Allam, Luciano Ciocchetti, Giuseppe Cossiga, prima degli ex An… E’ stato citato. Cosa risponde? «Non mi interessa. Il nostro progetto è diverso da quello della senatrice Poli Bortone, che stimo ma è fuori dal tempo». Proseguiamo. La piattaforma di Officina è di centrodestra. Anche su questo punto la Poli Bortone è critica: meglio un partito di destra, nel centrodestra c’è troppo affollamento… «Chi fa ragionamenti di questo genere è rimasto agli anni ’70, quando l’opinione pubblica era divisa  ideologicamente e in modo molto netto, quando i termini destra, centro e sinistra avevano un valore ricco di contenuti e di passioni. Oggi nella società civile tutto questo non c’è più. Né in Europa, né nel mondo, né in Italia. Sono, quindi, discorsi nostalgici. E chi rincorre le nostalgie prenderà il voto dei fedelissimi. Il nostro progetto è un altro». Qual è, allora, il vostro progetto? «Costruire un campo alternativo alla sinistra, che sia un ben delineato, chiaro, e in grado di poter dare risposte ai problemi dell’Italia e degli italiani». Se ci sarà lo spacchettamento tra Pdl e Forza Italia, che rimarranno uniti da un patto federativo come suggerisce Fabrizio Cicchitto, però, oggettivamente rischiererete di diventare il terzo centrodestra? «Intanto aspettiamo di vedere cosa succederà. Io non sono così convinto che ci sarà questo spacchettamento. E comunque bisognerà vedere come nascerà e si articolerà poi. Credo che i fatti degli ultimi anni abbiano dimostrato che tutte le diaspore hanno portato al fallimento di quel progetto politico. Il progetto Officina per l’Italia comunque non è un progetto chiuso. E’ il prodromo per costruire il centrodestra del post-Berlusconi, dipende da come si svilupperà la politica nei prossimi anni». Un tentativo ambizioso e aperto. Aperto proprio a tutti? «Il nostro non è un progetto autoreferenziale. E’ stato l’errore dei progetti politici degli ultimi anni. E’, piuttosto, il tentativo di mettere il seme, le basi, per la costruzione di un campo di destra o centrodestra, non mi interessa il termine chiamatelo come vi pare, ma alternativo alla sinistra in Italia». Comunque Alemanno, ieri, ha parlato di un congresso aperto “a tutti quelli che vengono da destra e fatto sulla base delle primarie”. «Lui viene da destra e fa l’appello alla destra. Io non vengo da destra e faccio l’appello a tutti». E’ di ora un comunicato di Cesa che parla della possibile data del prossimo congresso dell’Udc, il 29-30 novembre, e annuncia l’organizzazione di una serie di assemblee preparatorie sul territorio. Ripartono da dove hanno sbagliato? «Non mi interessa più parlare dell’Udc. Gli faccio i migliori auguri, perché possano ritrovare la strada che hanno perso».  
caricamento in corso...
caricamento in corso...