Chiesa batte Stato 1-0. Partiti i saggi-moschettieri del Papa, tra loro il nuovo segretario di Stato

15 aprile 2013 ore 11:32, Marta Moriconi
Chiesa batte Stato 1-0. Partiti i saggi-moschettieri del Papa, tra loro il nuovo segretario di Stato
Il Papa ha scelto: 8 consiglieri del “re” per cambiare la Chiesa. 
E mentre la Repubblica si è affidata ai saggi, più che altro saggisti, Papa Francesco si fa proteggere dai suoi “moschettieri”, tra cui il probabile nuovo segretario di Stato. Non perdete d’occhio, infatti, Francisco Javier Errazuriz Ossa (Santiago del Cile); Oswald Gracias (Bombay, India); Reinhard Marx (Monaco, Germania); Laurent Monswengo Pasinya (Kinshasa, Repubblica democratica del Congo); il francescano e già papabile Sean Patrick O'Malley (Boston, Usa); George Pell (Sidney, Australia); e il coordinatore, il salesiano Oscar Andrés Maradiaga Rodríguez (Tegucigalpa, Honduras). E soprattutto monitorate l’unico cardinale italiano, Giuseppe Bertello,  già nunzio nel nostro Paese e attualmente presidente del Governatorato. Quel Bertello che è in pole per la segreteria di Stato al posto di Bertone. Il Papa come un re, avrà i suoi consiglieri, che in questo caso rappresenteranno il mondo e non il regno. Con loro a fianco riuscirà, forse, ad affrontare anche il difficile tema dello Ior, tema che insieme a quello della riforma della Curia, lo esporrà a “pericoli” trasversali. La trasparenza nelle finanze vaticane, infatti, è un argomento talmente ‘caldo’  da aver acceso più di un sospetto  sulla morte di Papa Luciani. Un Papa che si sarebbe ritrovato contornato di persone che non godevano della sua piena stima e fiducia. Bergoglio, quindi, ha detto ‘basta’ ad una Chiesa romano-centrica.  La riforma storica non poteva che provenire da un Papa ritenuto di transizione per via dell’età, che poi di transizione non sarà. Come al solito: come fu per il Concilio Vaticano II, il ventunesimo e ultimo concilio ecumenico, la riunione di tutti i vescovi del mondo per discutere di argomenti riguardanti la vita della Chiesa cattolica, che si svolse in quattro sessioni, dal 1962 al 1965, sotto i pontificati di Giovanni XXIII (altamente sottovalutato) e Paolo VI. Così il rinnovamento verrà dall’insospettabile Papa della Terza Via. Un Papa misericordioso ma giusto, spirituale ma anche politico quanto basta. E che Chiesa vuole Papa Francesco è già abbastanza chiaro: un piccolo gruppo di fedelissimi lo sosterrà e proteggerà, sia all’interno della Chiesa che al di fuori, per uno stravolgimento della curia che si prospetta avvincente.
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