Gasparri: “Quando uno è alla canna del gas propone le Olimpiadi. Auspico un sindaco non politico. Meloni auto-rifletta"

15 dicembre 2014 ore 17:02, Lucia Bigozzi
Gasparri: “Quando uno è alla canna del gas propone le Olimpiadi. Auspico un sindaco non politico. Meloni auto-rifletta'
“Roma deve andare al voto, basta con lo stillicidio di dimissioni e liti. Meloni candidato sindaco? Serve discontinuità col passato”. Da Roma al caso Marò passando per il Quirinale: Maurizio Gasparri, senatore di Fi e vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Madama, a Intelligonews analizza i nodi sul tavolo e le opzioni possibili in caso di voto anticipato… Caso Marò: secondo l’anticipazione dell’Ansa Latorre avrebbe chiesto una proroga della convalescenza in Italia e Girone ha chiesto di poter rientrare dall'India per trascorrere le festività natalizie con la famiglia. Come va a finire? «Aspettiamo un esito positivo dall’udienza di domani. Noi finora abbiamo evitato polemiche per non ostacolare la soluzione e questo anche confrontandoci riservatamente con il governo. Speriamo sia la volta buona: il 13 gennaio scade il periodo di convalescenza per Latorre, Girone è ancora in India e non è accettabile. Diciamo così: non facciamo nulla per ostacolare l’esito favorevole di questa vicenda. In questa fase, commenti troppo roboanti o critici o di soddisfazione sarebbero sbagliati e intempestivi ».   Come commenta le dimissioni dell’assessore al Comune di Roma Cutini? «Roma deve andare al voto, anche per evitare questo stillicidio tra dimissioni e liti. Il presidente del consiglio comunale è indagato e si è dimesso, idem per l’assessore Ozzimo, c’è il coinvolgimento di alcuni funzionari dell’Ufficio Trasparenza. L’unica via è dimissioni ed elezioni». Cosa si aspetta dal lavoro del prefetto di verifica sugli atti amministrativi? «Mi aspetto dalla politica un atteggiamento serio e responsabile. Il prefetto fa il suo mestiere ma non possiamo scaricare su di lui una decisione che spetta alla politica. La politica eviti lo scioglimento per mafia che assegnerebbe a Roma un’immagine negativa in tutto il mondo. Mi aspetto che la politica capisca che si deve andare al voto e che è necessario dare una forte discontinuità rispetto al passato, anche se ad oggi non ci sono ancora le sentenze. Quello che è certo è che non bisogna lasciare al prefetto la patata bollente in mano». Renzi  incontra Prodi al Quirinale. Perché secondo lei? Ha a che fare con la stoccata renziana all’Ulivo prodiano? «Renzi deve dare segni di apertura a tutti. E’ lo schema di una vecchia politica, come nel caso delle Olimpiadi nel 2024, arma classica che un politico - a destra come a sinistra -  tira fuori quando è in difficoltà. La classica bufala…». Ma come ‘bufala’? Lei non è favorevole alla candidatura della Capitale? «Io dico che oggi non può essere un tema sul tavolo. A Roma si dice ‘lassamo perde….’ Quando un politico sta alla canna del gas, metaforicamente parlando, propone le Olimpiadi: è stato fatto a destra da Alemanno e a sinistra da Rutelli, ora è il turno di Renzi. Vorrei far notare che, oltretutto,  il premier si contraddice…». In che senso? «Lui ha dichiarato che fra otto anni si ritira dalla politica e che garantirà tutti i controlli per le immaginifiche Olimpiadi del 2024. Ma ricorrendo alla matematica, fra otto anni stiamo nel 2022 quindi Renzi ha detto una cosa ieri e il suo contrario oggi. Lo dico con ironia». Berlusconi sostiene che nel Patto del Nazareno c’è anche la mediazione sul Colle ma il Pd con Guerini e Serracchiani lo smentiscono. Dove sta la verità? «Io credo che l’accordo debba riguardare la riforma costituzionale, la legge elettorale e la presidenza della Repubblica perché tutto ciò appartiene alla sfera di condivisione e di responsabilità. Dopodichè, noi siamo opposizione al governo Renzi praticamente su tutto: dall’economia, alla sicurezza, all’immigrazione. Sulle questioni che, invece, appartengono alla sfera istituzionale di responsabilità comune, credo serva un confronto. E’ prevedibile che il Pd dia indicazioni avendo maggiori numeri in Parlamento ma se volesse imporre si accomodi pure perché questo tipo di atteggiamento metterebbe in crisi l’intero impianto. Della serie: o l’area di condivisione comprende anche chi è garante dei temi condivisi, oppure non funziona». Salvini apre alla candidatura a sindaco di Giorgia Meloni che da parte sua si è detta pronta. Fi sosterrà l'eventuale corsa al Campidoglio della leader di FdI? «Leggo di molti che si propongono, vedremo. Noi non abbiamo ancora discusso del tema e deciso. Ne parleremo e quando lo faremo io sosterrò che serve una fase di discontinuità: tutti coloro che in un modo o nell’altro – nei gruppi consiliari o fra i propri rappresentanti – hanno una vicinanza con la gestione precedente, forse è bene che lascino spazio alla discontinuità. Io l’ho già dichiarato: serve discontinuità anche rispetto ai partiti; Alemanno fa parte del partito della Meloni e quindi sarebbe necessaria una valutazione sull’opportunità politica. Ma soprattutto, adesso occorre fare una battaglia politica per portare il Comune al voto». Ma nel segno della discontinuità che lei invoca, vedrebbe bene anche la candidatura di una personalità lontana dalla politica? «Una personalità non politica andrebbe certamente nel segno della discontinuità, ma è un ragionamento ancora tutto da fare. A quelli che si autocandidano consiglierei di autoriflettere: ne parleremo più avanti, anche perché il rischio è che la battaglia per il Comune diventi una sorta di XFactor… ».
autore / Lucia Bigozzi
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