Poli Bortone (Mov. per An): «Sui Marò Europa tardiva. La class action Vs il governo. Europee? In campo e spero nel buon senso...»

15 gennaio 2014 ore 13:20, Marta Moriconi
Poli Bortone (Mov. per An): «Sui Marò Europa tardiva. La class action Vs il governo. Europee? In campo e spero nel buon senso...»
Adriana Poli Bortone,
storica e stimata esponente politica di An, già senatrice, parlamentare europea oltre che ministro nelle scorse legislature,  ha parlato a IntelligoNews del caso Marò, ma non solo. Un messaggio tra le righe lo ha mandato anche a chi sul simbolo della Fondazione An (di cui chiarirà il ruolo nell’intervista) ha sempre negato un interesse tranne poi... ma per lei è più importante sottolineare una carenza tutta italiana e aprire una riflessione: «In tanti Paesi stanno nascendo movimenti di destra democratica, e più inclusiva, in Italia abbiamo abbassato la guardia. Ma non per quanto ci riguarda». Poi si dice preoccupata dalla nuova legge elettorale: «Le notizie non sono rassicuranti per le forze minori, che diventerebbero ancora più piccole o inesistenti se non trovassero la via politica per rappresentare tutta quanta un’area». E per le Europee, ci dice, «continuo a sperare nel buon senso». Cominciamo dal caso Marò. L’Italia ha presentato ricorso alla Corte Suprema indiana e ha inviato una missione parlamentare a New Delhi per cercare di uscire dall’impasse. Che ne pensa, troppo tardi? «L’Italia ha fatto una figura penosa su questo caso. Ha aspettato che si parlasse di pena di morte in India, quello che tutti temevamo, per muoversi proprio sul filo del rasoio. E’ ovvio che andava coinvolta l’Europa, perché l’Italia non ha forza in Europa, figuriamoci se poteva averne una contrattuale con l’India. E’ anche evidente che situazioni così gravi come quella dei Marò, che già si trascina da tanto tempo nell’indifferenza dei ministri della Difesa e degli Esteri, si possono  affrontare solo con l’ausilio dell’Europa e andando al sodo: cioè mettendo sul piatto gli affari commerciali con l’India. E niente di più. Mi auguro che intervengano ora sotto quest’aspetto, che l’India comprenderebbe meglio di troppe parole». Ma perché l’Europa non ha agito prima? Ce lo può spiegare lei che è stata deputato al Parlamento Europeo? «Io non so proprio cosa pensare, occorre capire come la delegazione italiana e i commissari italiani hanno posto la questione a tempo debito. I rapporti che abbiamo con l’India sono i rapporti dell’Europa con questo Stato dell'Asia meridionale. Si doveva puntare su questo». Come Movimento, state promuovendo una Class Action nei riguardi del governo per istigazione al suicidio. In termini pratici… «Abbiamo preso atto che un messaggio lanciato i mesi scorsi è stato accolto da circa 13.000 italiani che stanno adoperandosi anche loro attraverso i propri avvocati. I nostri giuristi si sono messi a disposizione dei cittadini come Movimento per Alleanza Nazionale che è formato da partiti federati, e noi siamo presenti come Io Sud. Vogliamo venire incontro a professionisti, artigiani, vessati da un sistema fiscale che davvero spinge purtroppo ad azioni così forti, come il suicidio. Queste problematiche ci ha fatto registrare 200 casi del genere in Italia in un solo anno. Ora, non prenderne atto e non intervenire su questo è grave. C’è un governo che si preoccupa di discettare sul cognome del padre e della madre in un momento in cui il Paese sta affondando nella disperazione, per questo ci pare un governo assolutamente colpevole, perché istiga ad azioni disperate, contro la persona». Abbiamo descritto gli ex An alle prese con le carte bollate ed eterne discussioni che mettono in difficoltà qualunque partenza. E’ così? «Nel Movimento per Alleanza Nazionale, che è il risultato di otto soggetti federati, fin dall’inizio abbiamo voluto riunire la destra sotto il simbolo integro, dico integro e sottolineo integro, di Alleanza Nazionale. Questa nostra ipotesi è stata definita all’inizio una “minestra riscaldata” fatta da un gruppo di reduci stanchi. Abbiamo visto che così non era e qualcun altro si è affezionato all’idea di utilizzare il simbolo. Come Movimento per An, essendo nati per unire e non per dividere, non ci affidiamo alle carte bollate, ma al buon senso, alla ragionevolezza e al ruolo soprattutto che la Fondazione An (e non altri soggetti politici) può e deve avere per rimettere insieme quel filone di  cultura politica-italiana rappresentato da queste forze, che si sono messe insieme… ma anche da altre, come Fratelli D’Italia. Riconosciamo alla Fondazione An soltanto ed esclusivamente questo ruolo e non la distribuzione dei simboli che non gli compete». Per le Europee come vi state preparando? «Siamo in movimento. In ogni caso stiamo iniziando in questi giorni la raccolta firme e la disponibilità per le candidature che già ci sono. Non chiudiamo le porte a nessuno e continuiamo a sperare nel buon senso. Le notizie che leggo oggi sulla nuova legge elettorale non sono rassicuranti per le forze minori che diventerebbero ancora più piccole o inesistenti se non trovassero la via politica per rappresentare tutta quanta un’area. L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa che non ha una destra vera presente nel panorama politico. In tanti Paesi stanno nascendo movimenti di destra democratica, e più inclusiva, in Italia abbiamo abbassato la guardia. Ma non per quanto ci riguarda». Senatrice, qui a Roma alla Garbatella,  nelle scuole del municipio VIII (l’ex XI), si dovrà parlare di mamma e papà come di Genitore 1 e 2. Cosa ne pensa? «Si sta deviando l’attenzione sui fatti di costume, di cultura, appartenenza religiosa. Credo, poi, che non si possa modificare così la vita degli italiani. I problemi più urgenti, quelli da affrontare anche in sede locale,  riguardano la crisi economica, l’ordine delle città, i servizi non erogati e gli sprechi. Questo è solo un modo per distrarre i cittadini e per di più poco rispettoso della storia e della tradizione degli italiani».
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