Quirinale, Fassina (Pd): "Intese oltre il Patto del Nazareno, no ai veti di Berlusconi. Vi svelo il mio candidato"

15 gennaio 2015 ore 11:42, Lucia Bigozzi
fassina 3“Dovremo esplorare con disponibilità vera la possibilità di andare oltre il Patto del Nazareno. Mi preoccupa, invece, un atteggiamento per il quale avendo acquisito il consenso di Berlusconi, si ignorano forze politiche importanti”. Tiene aperta la porta ai grillini Stefano Fassina, esponente della minoranza interna dem che nella conversazione con Intelligonews traccia l’identikit del candidato ideale, non senza stoccate al “metodo renziano”. E tra Prodi e Casini… Che bilancio traccia dei nove anni di Napolitano al Colle? E’ stato un presidente “politico”? «Napolitano si è trovato a supplire un deficit di politica da parte dei partiti e del Parlamento e si è impegnato fino alla fine per promuovere soluzioni finalizzate al bene del Paese ». Dunque, per lei è stato un buon presidente della Repubblica? «Ha cercato di promuovere fino alla fine le riforme nell’interesse del Paese». Domani la Direzione del Pd. Decide Renzi nel senso che vi proporrà una terna di nomi? Lei cosa si aspetta? «Domani non ci saranno nomi sul tavolo. Credo si avvierà la discussione sui criteri e noi ribadiremo criteri di buon senso per il profilo del candidato presidente che sono essenzialmente tre: autorevolezza, autonomia dall’esecutivo e massima capacità di unire. Noi ribadiremo questi criteri ma anche il fatto che bisogna sgomberare il percorso dell’elezione del presidente della Repubblica da condizionamenti impropri e inaccettabili, come il rinvio del decreto fiscale al 20 febbraio, decisione che considero molto grave. Credo che potenzialmente – non è necessaria alcuna effettività – vi sia in campo un condizionamento molto rilevante del capo dell’opposizione in un passaggio così delicato. Noi continueremo a chiedere al premier Renzi di varare il decreto nei prossimi giorni, prima della sessione di voto per l’elezione del capo dello Stato, anche perché il decreto fiscale condiziona in termini almeno potenziali, anche la riforma del Senato e quella della legge elettorale». Voi porterete avanti l’opzione Prodi, magari in chiave anti-Patto del Nazareno? Lei lo voterebbe? «Io l’ho votato nel 2013 e lo voterei. Noi vogliamo contribuire a soluzioni più larghe e più unitarie possibili intorno ai tre criteri che ho delineato». E Prodi li rappresenta? «Certamente Prodi li rappresenterebbe ma è necessario lavorare a trovare convergenze, quindi fare nomi ora non è decisamente opportuno». Sì, ma i “conti” con Berlusconi e Fi dovete farceli comunque in Parlamento. Quanto è condizionante politicamente il Patto del Nazareno nella partita per il Colle? «Forza Italia come le altre forze politiche che stanno all’opposizione devono essere protagoniste nell’elezione del presidente della Repubblica che è figura di garanzia. E’ evidente che nessuno ha poteri di veto e che la convergenza va trovata attorno a criteri condivisibili. Mi preoccupa il fatto che il premier consideri perse le prime tre votazioni già da adesso, perché vuol dire che non è interessato a costruire una convergenza ampia e questo è un problema. Credo che prima di dare per scontato i giri a vuoto delle tre votazioni, il premier debba impegnarsi affinchè vi possano essere risultati positivi perché significherebbe che abbiamo coinvolto una parte molto ampia delle forze politiche e quindi anche dei cittadini che sono rappresentati nell’elezione del presidente della Repubblica». Qual è secondo lei il punto di caduta di una potenziale convergenza con i parlamentari del M5S? «Sicuramente attorno ai tre criteri che ho indicato, poi bisogna essere disponibili a valutare tutte le soluzioni. E’ chiaro che noi siamo la forza politica di gran lunga più rilevante, ma credo sia interesse anche nostro avere una proposta in grado di trovare il riconoscimento del più ampio numero di forze politiche. Quindi credo che dovremo esplorare con disponibilità vera la possibilità di andare oltre il Patto del Nazareno. Mi preoccupa, invece, un atteggiamento per il quale avendo acquisito il consenso di Berlusconi, si ignorano forze politiche importanti». Il candidato al Colle deve essere Pd? Casini lo voterebbe? «Il candidato al Quirinale deve avere le caratteristiche che ricordavo; ovviamente preferirei un candidato che viene dal Pd ma non è una condizione necessaria».
autore / Lucia Bigozzi
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