Quello che i cani (e altri animali) non dicono... ma pensano

15 luglio 2014 ore 10:45, Orietta Giorgio
Quello che i cani (e altri animali) non dicono... ma pensano
“Gli manca solo la parola”… ma siamo davvero sicuri che i nostri amici a quattro zampe ne abbiano bisogno? Victor Hugo diceva "fissa lo sguardo del tuo cane e tenta ancora di affermare che la bestia non ha un'anima". Quello che è certo è che sono esseri senzienti, senza alcun dubbio. Il loro modo di comunicare, diretto e sincero, è inequivocabile. Non hanno voce eppure dicono molto, con la loro semplice presenza, con l’amore, la dedizione e la fedeltà. Ma cosa "non dicono ma pensano i cani"? Bisognerebbe imparare a capirli, interagendo con loro dolcemente e senza prevaricazioni. Nel libro “Con gli Occhi dei Cani -Diventa il migliore amico del tuo cane guardando il mondo dal suo punto di vista” (Sperling & Kupfer), Jennifer Arnold, che si dedica da anni all'addestramento di cani d'assistenza per persone con handicap fisici o bisogni speciali, racconta storie speciali di cani speciali che hanno saputo insegnarle un nuovo modo di vedere le cose. La Arnold insegna ai cani a operare delle scelte, servendosi della dolcezza e del rinforzo positivo anziché della paura creata dalla sottomissione. “I cani non sono né lupi in cerca di un capobranco né bambini da viziare, bensì creature straordinariamente affidabili e sintonizzate sui bisogni del loro padrone, animate sempre dalla voglia di compiacerlo”. Perché ciò che pensano i cani, ma non lo dicono, è che tutto può essere semplice se ci si rapporta con rispetto e amore. Che nella semplicità delle piccole cose quotidiane, come una passeggiata al parco, una ciotola piena di cibo buono e un po’ di coccole, c’è il segreto della serenità. Che l'amore è il mattone che costruisce ogni legame. Perché non possono dirlo (eppure lo dimostrano) ma ti amano così come sei, senza se e senza ma. Nella pet therapy (terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale) praticata in molte strutture ospedaliere, il “dialogo” silenzioso tra paziente e animale è un valido aiuto nella cura di diverse patologie,  il miglioramento di disturbi della sfera fisica, motoria, psichica, cognitiva o emotiva, sono accertati ed evidenti. I cani, insomma, pensano a starci accanto, per loro è il modo più naturale per parlarci. Di loro e di noi. Loro pensano che non sia possibile abbandonare un amico e allora non abbandoniamoli, portiamoli in vacanza con noi, sarebbe un atto vile e meschino tradirli. E poi… gli animali sono capaci di farci ridere, e “chi ride è padrone del mondo”(G.Leopardi).
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