Medio Oriente, il nazi-buonismo della sinistra filo-palestinese a prescindere

15 luglio 2014 ore 11:02, Americo Mascarucci
Medio Oriente, il nazi-buonismo della sinistra filo-palestinese a prescindere
Ogni volta che nel Medio Oriente si riaccendono i venti di guerra fra israeliani e palestinesi emerge il nazi-buonismo di certa sinistra italiana. Quella sinistra che ogni anno, in occasione del Giorno della Memoria si reca in processione presso il Portico d’Ottavia per gridare: “Mai più olocausto, mai più odio razziale”; quella sinistra pronta a solidarizzare con la comunità ebraica ogni volta che qualcuno si azzarda a fare paragoni fra la tragedia della Shoah e qualche altro genocidio che si consuma in qualsiasi angolo del mondo: “Come osate, di olocausto ce ne è stato uno e uno soltanto, nessuna tragedia è paragonabile a quella vissuta dagli ebrei ad opera dei nazisti”. 
Quella sinistra pronta a censurare indignata qualsiasi dichiarazione che possa risultare offensiva, anche se magari non lo è, nei confronti degli ebrei italiani. Quella stessa sinistra però ogni volta che il conflitto arabo israeliano sembra degenerare come negli ultimi giorni, guarda caso si schiera sempre, senza se e senza ma, dalla parte dei palestinesi o come in questo caso in difesa di Hamas. Una difesa che, come ha ben evidenziato Gian Micalessin, va contro gli interessi stessi del popolo palestinese. Nemmeno nel mondo arabo si assiste a difese tanto appassionanti ed accorate come quelle che si registrano in certa sinistra italiana e nei giornali di riferimento. Hamas infatti non gode delle simpatie dei sauditi, non piace agli egiziani che la considerano legata a doppio filo con la Fratellanza musulmana e non piace nemmeno ai palestinesi di Al Fatah che, al di là delle dichiarazioni di rito rese obbligatorie dall’esigenza di non dividere la causa palestinese, sanno perfettamente che il processo di pace non si è mai realizzato proprio a causa delle posizioni estremiste del movimento terrorista. Oggi addirittura si parla di divisioni anche all’interno di Hamas dove non tutti sarebbero d’accordo con questa politica di aggressione contro Israele portata avanti dai settori del movimento più legati alla Jihad islamica. In Italia invece certa sinistra non ha dubbi; Hamas è nel giusto, Israele è nel torto. Quella di Hamas è una “resistenza partigiana” contro l’oppressore “fascista”, in questo caso Israele. Le vittime del conflitto sono piante sempre e soltanto da una parte, la parte dei palestinesi e poco importa se quei morti sono la conseguenza della politica di aggressione messa in atto da Hamas. Muore un bambino palestinese ed è una tragedia, muore un bimbo israeliano magari colpito da un razzo di Hamas? Colpa sua che è nato dalla parte sbagliata, se stava dall’altra avrebbe avuto anche lui il diritto di essere pianto. Hamas attacca la popolazione israeliana compiendo attentati? Israele alza un muro di difesa ai confini con la Cisgiordania per controllare chi entra nel suo territorio e la comunità internazionale, con in testa la sinistra italiana, gridano all’apartheid. I paesi arabi sono divisi sul riconoscimento di legittimità tanto di Hamas che di Hezbollah, movimenti che da sempre propugnano la distruzione “dell’entità sionista” e praticano il terrorismo come forma di lotta? Tranquilli ci pensa la sinistra italiana a farsi una bella passeggiata con i capi di Hamas ed Hezbollah alla faccia di quell’antisemitismo così tenacemente condannato in Italia. Ariel Sharon che ha smantellato gli insediamenti a Gaza per cedere l’intera area ai palestinesi e favorire il processo di pace è un boia; Arafat, che per non andare contro Hamas non firmò i trattati di Camp David nonostante fossero estremamente convenienti per il popolo palestinese è un eroe, un meritato premio nobel per la pace. Ecco che da giorni non si vedono altro che le macerie dei palazzi colpiti dalle bombe israeliane (qualcuno ha pure ipotizzato che possano essere immagini di repertorio) le donne arabe che piangono disperate, le mamme con i bambini in fuga, tanto per mostrare al mondo l’orrore di Israele. E l’altra faccia della situazione? Gli israeliani che fuggono nei rifugi per sfuggire ai razzi di Hamas? I danni da questi provocati nelle città israeliane? Un evidente esempio di nazi-buonismo, l’ennesimo. Riuscirà il premier Renzi a far superare anche questa anomalia tutta italiana, lui che fortunatamente nel conflitto medio orientale sta dimostrando di sapersi mantenere in equilibrio?
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