Juncker, Moretti (Pd): “Bene. Ha aperto alla flessibilità e ai diritti”

15 luglio 2014 ore 16:46, Lucia Bigozzi
Juncker, Moretti (Pd): “Bene. Ha aperto alla flessibilità e ai diritti”
“Juncker ha accolto le richieste del governo italiano, partendo dalla flessibilità”. Giudizio positivo che non vuol dire posizione acritica, quello di Alessandra Moretti, europarlamentare dem, nel giorno “dell’incoronazione” dell’ex premier del Lussemburgo a presidente della Commissione europea. Nella conversazione con Intelligonews spiega in particolare dove l’Italia ha portato a casa il suo risultato. E sulla Mogherini-commissario…
Juncker neo presidente della Commissione. Quali sono gli effetti positivi per l’Italia?  «Juncker si è messo a disposizione del governo italiano e della presidenza italiana del semestre europeo recependo le richieste specifiche che Renzi gli ha posto. Noi a Juncker abbiamo elencato alcune priorità, prima fra tutte la flessibilità, nel senso che il governo italiano ha chiesto che anche nei confronti del nostro paese impegnato in riforme strutturali importanti per rendere l’Italia competitiva, sia garantita la flessibilità che negli anni è stata garantita a paesi quali, ad esempio, la Francia». Però il suo collega Pittella il capogruppo Pd-Pse a Bruxelles a Juncker dice: vigileremo sulla flessibilità. Significa che non vi fidate? «Noi ci fidiamo del fatto che uomini politici seri quando dicono una cosa la rispettano. Ciò che ha sorpreso positivamente nel suo discorso è stato l’impegno sul piano di investimenti pubblici da 300 miliardi in tre anni per ricerca, formazione, trasporti, digitale, energia. E’ sicuramente un punto importante; l’altro punto che rilevo riguarda l’apertura ai diritti fondamentali: noi come Italia abbiamo chiesto un monitoraggio serio sul tema dei diritti. Terzo punto: immigrazione e asilo. Juncker si è reso disponibile ha indicare un commissario ad hoc». Il neo presidente della Commissione dice che “serve un governo economico”. Tradotto, ci toccheranno nuovi sacrifici? «No. Credo che si riferisse oltrechè all’unione monetaria che è stata motivo e fondamento dell’Ue e con essa della pace tra i popoli, è necessaria una politica economica uniforme nella quale secondo me deve rientrare la politica fiscale, il patto di stabilità. Tutte questioni sulle quali l’Italia vigilerà». Mogherini commissario in pectore, ma non gradito da alcuni Stati membri. Il sottosegretario Gozi dice: insisteremo. Ma non era meglio puntare i piedi per il commissario economico? «Mi sembrano polemiche strumentali e molto pretestuose, intanto perché il ruolo del ministro Mogherini avrebbe all’interno della Commissione un peso strategico e un grandissimo potere: di fatto sarebbe la numero 2 di Juncker e dunque avrebbe accesso a tutti i più importanti dossier che il presidente della Commissione analizza, valuta e studia. Inoltre nella sua veste di commissario parteciperebbe al Consiglio europeo ed avrebbe poteri di coordinamento su temi delicati quali energia, immigrazione e dunque un considerevole impatto dentro la Commissione. Infine, da quella posizione garantirebbe all’Italia di conoscere tutti le questioni più strategiche e delicate di cui si occuperà la Commissione».
autore / Lucia Bigozzi
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