Orellana (ex M5S): “Su immigrazione scenari apocalittici. Estensione degli 80 euro? Strategia elettorale”

15 maggio 2014 ore 12:22, Andrea Barcariol
Luis Alberto Orellana, ex senatore del Movimento 5 Stelle, intervistato da Intelligonews s
Orellana (ex M5S): “Su immigrazione scenari apocalittici. Estensione degli 80 euro? Strategia elettorale”
ottolinea l’emergenza immigrazione e accusa Renzi di farsi propaganda elettorale con i famosi 80 euro in busta paga. Ieri si è formato in Senato, all’interno del Gruppo Misto, la componente “Lavori in corso”, formata da 8 senatori ex M5S. Come mai non ha aderito? «Non ho aderito alla componente perché spero di fare il prima possibile il nostro gruppo. E’ stato deciso questo passaggio proprio in vista della costituzione di un gruppo ex M5S. Il nome “Lavori in corso” è provvisorio, c’è un sito in cui si può votare il nome di questo nuovo soggetto politico». Anche disoccupati e cassaintegrati avranno gli 80 euro in busta paga. Non pensa che sia stato dimenticato chi è a partita iva? «Sugli 80 euro si possono avere mille opinioni divere sull’entità della cifra. L’estensione a disoccupati e cassaintegrati va bene, effettivamente rimane fuori una fetta importante che è quella delle partite iva che spesso sono quelli più precari di tutti. La partita iva aveva un senso per i liberi professionisti invece purtroppo ormai se ne abusa. Visto che però la situazione è questa, bisognava andare incontro a queste persone che sono le più precarie di tutte. Era uno sforzo che andava fatto. Anche dire le cose a rate getta un’ombra sull’iniziativa. Degli 80 euro se ne parla da mesi, a pochi giorni dalle elezioni vengono aggiunte altre categorie…». Una strategia elettorale? «Sembra proprio di sì». Anche le dure frasi di Renzi contro la Ue, accusata di “salvare le banche e non gli immigrati” sono una strategia per recuperare il voto degli anti-euro? «Non so se queste frasi siano in chiave elettorale. Un dato è certo: gli sbarchi si sono moltiplicati in maniera esponenziale. Un paio di settimane fa è venuto il direttore delle politiche di immigrazione e ci ha raccontato di scenari apocalittici. Si stima, infatti, che ci siano tra 600.000 e 800.000 persone, provenienti dall’Africa del Nord, che stanno per invadere l’Italia e l’Europa. L’Europa su questo argomento è un po’ ferma e l’Italia è sola. Credo si tratti veramente di un’emergenza. Anche i giornali esteri oggi davano grande spazio a questo problema». Dl lavoro: mandare le persone in pensione un anno prima può essere una soluzione? «Il problema occupazionale non si risolve così, ma sono piccoli interventi che possono avere la loro utilità. Ci auguriamo tutti di poter arrivare a 67 anni in piena forma per poter lavorare ma spesso non è così. Molti lavori sono usuranti e in Italia c’è un forte pendolarismo con tanta gente che si sveglia in orari impossibili. Quindi smettere un anno prima potrebbe incidere sulla qualità della vita. Non lo vedo come una soluzione al problema dell’occupazione è più un atto di umanità verso certe categorie».
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