L’Italicum s’è desto (per ora). E Renzi si gioca il power point con Frau Merkel

15 marzo 2014 ore 1:32, Lucia Bigozzi
L’Italicum s’è desto (per ora). E Renzi si gioca il power point con Frau Merkel
Tra un Italicum bombardato e una slide col pesce rosso, Renzi scavalca una settimana “bollente”. Che riparte alla stessa temperatura, lunedì nel faccia a faccia con Frau Merkel. Esordio da premier a Berlino: lista dei “compiti” da fare prima di rivendicare. E’ il motto renziano, declinato in versione Terza Camera (Porta a Porta di Vespa) per provare a #cambiareverso o se preferite, a innescare #laSvoltabuona.
ITALICUM. Le cannonate alla legge elettorale arrivano dall’esercito (un centinaio) di franchi tiratori  un pò bipartisan ma rigorosamente concentrati nel Pd, tra lunedì e mercoledì, e agitano i sonni di Renzi e Berlusconi. Tenuta del patto alla prova del fuoco incrociato degli alleati – partiti minori ostili a fare la fine del cappone a Natale – e quello dei malpancisti di corrente che al premier “spregiudicato” l’hanno in qualche modo giurata (a prescindere dai singoli provvedimenti). Il voto segreto è il tavolo da gioco: si comincia con la parità di genere, alias quote rosa. Doppio fronte: alla luce del sole nella ridda di dichiarazioni a tv, agenzie e giornaloni; nelle trattative serrate (Boschi-Verdini-Guerini-Alfano) e sotterranee al telefono, nei capannelli in Transatlantico. In molti sperano di riuscire ad affossare quel testo partorito nella “santa alleanza” del Nazareno, sancta sanctorum dem “violato” dal Caimano: il sì alle quote rosa sarebbe stato l’apripista per il sì alle preferenze e al conflitto di interessi. Battaglia serrata in Aula, per giorni e notti fonde. Alla fine le quote vengono respinte, come pure le famigerate preferenze anche se per pochi voti di scarto, una ventina in tutto. Cade pure il conflitto di interessi e il patto Renzi-Berlusconi tiene, ma la ‘terna’ rispunterà tale e quale al Senato, stando agli annunci dei piddì duri e puri (lettiani e bersaniani). L’altolà di Forza Italia non si fa attendere. Lo lancia Maurizio Gasparri che a Intelligonews la mette giù così: “Verificheremo molto presto la credibilità di Renzi. Martedì al Senato si vota una leggina sul parlamento europeo nella quale si discute di abbassare la soglia per ottenere seggi dal 4 al 3 per cento. Renzi nei suoi cartoni animati, ha proiettato una slide che conteneva la scritta ‘no al ricatto dei micro-partiti’. Se difenderà il principio sacrosanto di mantenere la soglia al 4 per cento e confermare quelle fissate nella nuova legge elettorale nazionale vuol dire che rispetta il patto con Berlusconi; se dovesse violarlo immagino che il percorso per lui si complicherà perché noi non staremo a guardare”. Et voilà. SCOSSA ECONOMICA. Il Renzi-style non si smentisce. Pulsante in mano, slide accanto: il premier prima fa il Cdm dove ‘informa’ sulle misure, poi il replay alla stampa in una conferenza-fiume. Snocciola i numeri dei provvedimenti; assicura che le coperture finanziarie ci sono e fissa date. 27 maggio: 80 euro netti al mese per le buste paga sotto i 1500 euro. Effetto taglio Irpef. Giù l’Irap per le imprese con una riduzione del 10 percento. Contratti a termine da 12 a 36 mesi senza causali, apprendistato ‘rivoluzionato’ per spingere i giovani al lavoro e gli imprenditori ad assumerli (anche se a tempo determinato). Rendite finanziarie: dal 20 al 26 per cento l’aliquota; manovra di sinistra gongolano a sinistra mentre a destra contestano perché chi ha una rendita finanziaria non è straricco e magari tiene i soldi da parte per aiutare il figlio a comprare una casa, è il refrain. E Renzi? Gioca su più tavoli cercando di dispensare a destra e a manca (la citazione non è casuale) quel poco che la coperta corta consente e la spending review di Cottarelli indica: boccata di ossigeno da tre miliardi per il 2014. Non molto, ma meglio di niente… Niente “trippa” per i pensionati “minimi” e i disoccupati: Renzi lo sa e non lo nasconde ma in questa fase la scelta politica è finalizzata, spiega, a far respirare il ceto medio-basso massacrato dai prelievi a monte di uno Stato-Dracula. E a far tirare il fiato alle aziende strozzate dalle tasse. Poi si vedrà. Renzi corre, vuole vedere le sue slide tradotte in leggi prima del semestre europeo: ultima chance per rimettere l’Italia sul binario del treno della ripresa. Che sta partendo e non aspetta nessuno.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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