Catania (Sc): «Oggi scissione subito. I popolari vadano pure con Alfano e Berlusconi»

15 novembre 2013 ore 13:11, intelligo
Catania (Sc): «Oggi scissione subito. I popolari vadano pure con Alfano e Berlusconi»
di Claudia Farallo «La cosa più logica è separarsi in modo da portare, nitidamente, ciascuno la propria proposta politica all’attenzione dell’opinione pubblica». Invita ad una rapida e chiara scissione il deputato di Scelta civica Mario Catania, intervistato da IntelligoNews a poche ore dall’avvio dell’assemblea del partito. «Non sto certo dicendo che se uno è popolare, o ha una sensibilità riconducibile a quella storia, deve uscire», chiarisce l’ex ministro del governo Monti, ma «chi sta pensando di costruire una nuova formazione politica insieme all’Udc, e magari un domani confluire nel gruppo di Alfano, è chiaramente fuori dalle prospettive di Scelta civica». E su Berlusconi: «Lui non ha intenzione di fare un passo indietro e tutta la sua gente non ha nessuna intenzione di voltar pagina». Tra poche ore si apre l’assemblea di Scelta civica. Cosa si aspetta? «Mi aspetto uno scatto di reni da parte del partito, perché la crisi al suo interno è molto grave e c’è bisogno di una ripartenza forte, con un nuovo gruppo dirigente». Un nuovo gruppo dirigente che rispecchi quale anima del partito? «Che riprenda i contenuti originali, la forte volontà riformatrice e che possa condurre un’azione di stimolo del governo per le riforme di cui il Paese ha bisogno». Ci è giunta voce che, proprio oggi, i popolari potrebbero uscire allo scoperto presentando un manifesto. «L’ho sentito anche io. A mio avviso tutte le posizioni politiche sono legittime, ma la linea dei popolari è incompatibile con il dna e con i valori fondanti di Sc. Sarebbe quindi logico arrivare subito a una separazione consensuale, che consenta a tutti di fare politica in modo coerente». Sostiene che i popolari non facciano parte dello spirito originario di Sc? «Si sono posti, legittimamente, in una prospettiva totalmente diversa da quella che era l’azione originaria di Sc. Ipotizzano un percorso che è dentro il perimetro del centrodestra. Su tutto, sia in termini di alleanze, sia in termini di contenuti e di valori, sono al di fuori di quello che è Scelta civica». Quindi è favorevole a una scissione? «La cosa più logica è separarsi in modo da portare, nitidamente, ciascuno la propria proposta politica all’attenzione dell’opinione pubblica». Ieri Causin ci ha detto ‘sono popolare, ma resto con Scelta civica e con Monti’. «Ma certamente. Non sto certo dicendo che se uno è popolare, o ha una sensibilità riconducibile a quella storia, deve uscire. È il gruppo che si è organizzato per un’ipotesi politica diversa che lo deve fare. Chi sta pensando di costruire una nuova formazione politica insieme all’Udc, e magari un domani confluire nel gruppo di Alfano, è chiaramente fuori dalle prospettive di Scelta civica. Spero ci siano molti popolari che rimangono dentro Sc, ma chi ha già fatto la scelta di un percorso di quel tipo è bene che se ne vada subito». Si è registrato un calo di consensi per Berlusconi. Pensa si stia chiudendo l’era del berlusconismo? «Non credo che si chiuda un’era. La presenza di Berlusconi è più viva e più forte che mai e continua a caratterizzare tutto il perimetro del centrodestra italiano». Se dovesse fare una previsione sul Consiglio nazionale del Pdl? «Non ho previsioni da fare, ma prendo atto che anche il gruppo di Alfano continua a riconoscere la leadership di Berlusconi. Non esiste, oggi, uno scenario in cui Berlusconi scompare dal panorama politico. Berlusconi condiziona, nel bene e nel male, tutto il centrodestro italiano». Anche in caso di decadenza? «A mio avviso continuerà anche in quel caso, perché lui non ha intenzione di fare un passo indietro e tutta la sua gente non ha nessuna intenzione di voltar pagina». Se Berlusconi continuasse quindi ad avere un ruolo predominante in un Pdl unito, potrebbe rappresentare un problema per i popolari eventualmente usciti da Sc? «Sono loro che dovranno fare i conti con il proprio progetto politico. Alcuni di questi hanno fatto un lungo percorso con Berlusconi, quindi forse non trovano problemi a ritornare nel perimetro di quell’area politica».
autore / intelligo
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