Moretti (Pd): “Oggi a scuola con i miei figli orgogliosa della riforma Pd. Contro l'Isis senza se e senza ma"

15 settembre 2014 ore 13:31, Lucia Bigozzi
Moretti (Pd): “Oggi a scuola con i miei figli orgogliosa della riforma Pd. Contro l'Isis senza se e senza ma'
Stamani, puntuale per la campanella del primo giorno di scuola, Alessandra Moretti europarlamentare del Pd, ha fatto la mamma. Ma con Intelligonews affronta i capitoli della riforma della scuola e delle risorse da trovare per tradurla in fatti. Con un passaggio non privo di preoccupazione sull’escalation di violenza innescata dall’Isis. E sul ruolo dell’Italia dice…
 Renzi in una scuola a Palermo, i ministri in altri istituti per inaugurare l’anno scolastico. Anche lei è tornata sui banchi per qualche ora? «Ho accompagnato a scuola i miei figli, Pietro che fa la terza elementare e Margherita che quest’anno fa la prima. Quando accompagno i miei figli a scuola sono una mamma ma sono orgogliosa di far parte di un partito che ha deciso che il futuro e la crescita di un paese si determinano soprattutto guardando alla formazione delle nuove generazioni”». L’anno scolastico parte in deficit? Da un lato i 150mila precari da stabilizzare, dall’altro gli interventi di edilizia scolastica da sostenere. Dove trovate i soldi? «Anzitutto va detto che finalmente dopo tanti anni in cui la scuola pubblica è stata oggetto di tagli indiscriminati, c’è un governo che rimette al centro la scuola con una riforma che afferma un principio fondamentale: non piò più esistere una scuola precaria. Mi riferisco al tema della stabilizzazione dei precari, al tema del superamento della “supplentite” costante, il tema della scuola aperta, della formazione attraverso le nuove tecnologie e lo studio delle lingue straniere. Credo che già questa sia una rivoluzione perché veniamo da anni in cui, invece, gli insegnanti sono stati pesantemente mortificati, così come il diritto allo studio oltre alla riduzione del tempo della scuola». Sì, ma i soldi dove sono? «Quando la coperta è corta e le risorse sono quelle che sono occorre fare delle scelte. Noi ci siamo impegnati ad assumerci la responsabilità di scelte necessarie per rimettere al centro la scuola. Intanto c’è la spending review di Cottarelli che determinerà un taglio alla spesa superflua nell’ambito di ciascun ministero con un impegno preciso a reperire 20 miliardi in tre anni. Già questo è indice che l’esecutivo sa dove andare a recuperare le risorse». Sulla riforma della scuola, però, i commenti non sono tutti al miele. Stamani gli studenti a Roma hanno manifestato davanti al ministero con lo slogan “la scuola siamo noi”. Vi aspettate un autunno caldo anche su questo fronte? «Gli studenti fanno la loro parte e chiedono di più dopo governi che non hanno dato spazio al dialogo. Si deve partire dal fatto che i ragazzi vanno ascoltati quando hanno idee e proposte concrete da presentare. Per troppo tempo si sono visti calare riforme dall’altro mentre oggi abbiamo un governo e un premier disponibili ad aprire un confronto. Credo che il mondo studentesco debba essere protagonista di questo dialogo». Isis, escalation di terrore. Il vertice di Parigi conferma la linea dura. L’Italia ha sei cittadini ostaggi dei terroristi. Qual è la sua valutazione? «L’escalation di violenza e terrore  è inaccettabile. E’ giusto chiedere agli Usa di prendere una posizione netta ed è altrettanto giusto che l’Europa faccia la sua parte perché ci sono decine di ostaggi europei. Noi dobbiamo essere determinati nel non dare alcun tipo di alibi ai terroristi perché con i terroristi non si dialoga. Qui c’è il dramma di centinaia di donne stuprate, bambini presi come ostaggi: è una situazione inaccettabile alla quale deve essere data una risposta durissima, esemplare. Lo abbiamo capito: non è questione di religione; la religione è solo un alibi dietro al quale i terroristi nascondono la volontà di sterminare la cultura occidentale, la cultura dei diritti civili e umani, la cultura della democrazia e della libertà». Per ora l’Italia conferma l’invio di armi ai combattenti iracheni che si oppongono allo Stato islamico ma c’è da aspettarsi una progressione di questo impegno nell’ambito della Nato? »Ho molta fiducia nel commissario europeo Federica Mogherini e nel premier Renzi e sono sicura che insieme sapranno trovare la soluzione migliore per far sì che il nostro Paese sia all’interno della cornice dei Paesi che decidono. Non bisogna aver paura né tirarsi indietro e la storia, purtroppo, ce lo ha insegnato durante gli anni di Piombo. Anche in questo caso, l’Italia deve essere dalla parte della giustizia, della libertà e della democrazia».
autore / Lucia Bigozzi
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