Riforme, Prestipino: "I professori i nuovi poveri, ma la scuola non ha prezzo. Il tocco magico di Renzi"

15 settembre 2014 ore 17:05, Marta Moriconi
Riforme, Prestipino: 'I professori i nuovi poveri, ma la scuola non ha prezzo. Il tocco magico di Renzi'
Il rinnovamento della scuola e il primo giorno di scuola riguardano da vicino Patrizia Prestipino, già candidata alle primarie per il Sindaco di Roma, oggi membro della Direzione Nazionale del Pd e della commissione che lavora alla riforma. IntelligoNews ha sentito la professoressa e la politica, che in lei coincidono, e ne è uscita una conversazione a tutto campo, da quello privato a quello pubblico che più pubblico non si può. Oggi primo giorno di scuola da professoressa, ma anche da “tecnica” del governo Renzi.  “L’anno scorso, dopo quasi 10 anni da amministratore, sono tornata a scuola per poterne parlare meglio. Perché occorre viverla per capirla. Renzi ha posto una grande attenzione a noi nel programma e, l'ultima volta in Direzione, ho voluto ringraziarlo dandogli anche alcuni dettagli di vita vissuta. Purtroppo oggi l'insegnante viene visto male, è mortificato ma viene visto come un privilegiato. Se è vero che uno di noi fa 18 ore settimanali, è anche vero che nessuno calcola una serie di lavori sommersi di cui non ci si rende conto. Correggere 120 compiti di 4 classi da 30 alunni non è cosa da poco.  E poi ci sono 120 famiglie da ricevere etc.. Ma il dipendente pubblico per definizione ruba i soldi qui in Italia. Deve essere riconosciuto invece anche quel lavoro morale, non formale ma sostanziale, che non appare, e l’ho detto a Renzi,  il professore vuole questo. I miei 1390 euro comprendono attività visibile e non visibile, mentre quelli di un bancario che fa 10 ore al giorno sono immensamente di più". Gli studenti hanno manifestato davanti al Ministero, mentre Renzi ha fatto sapere che l’assunzione dei precari è d’obbligo. Cosa ne pensa? "Renzi ha una visione molto particolare e privilegiata della scuola, cosa che non ha il ministro Giannini e lo dico senza polemiche. E’ che ritengo che bisogna parlare con gli insegnanti e da insegnanti. Il cambiamento a tutti i costi non va bene. Rovesciare la scuola dalle radici non è la strada giusta, ci vuole rispetto e conoscenza. Quanto al dibattito sul togliere i commissari esterni, ricordo che lo fece la Moratti, ma la commissione interna fu un fallimento, una presa in giro. Io, che ero molto amica di Beppe Fioroni, ne parlai ai tempi con lui come gliene parlò la moglie che la professione la svolgeva e tanti altri insegnanti, così si cambiò strada. Se l’università fa i quiz d’ingresso e ha un altro tipo di selezione ormai, o
Riforme, Prestipino: 'I professori i nuovi poveri, ma la scuola non ha prezzo. Il tocco magico di Renzi'
Riforme, Prestipino: 'I professori i nuovi poveri, ma la scuola non ha prezzo. Il tocco magico di Renzi'
ridimensioniamo il valore legale del diploma superiore oppure affidiamo ai professori e al preside la valutazione dei ragazzi dando quindi a loro la responsabilità del giudizio. Ma non si dica che è questione di soldi, perché un commissario esterno prende 400 euro! Prima del '69 fino agli anni '90 uno di Venezia poteva fare, invece, il commissario esterno a Roma. A loro in effetti venne pagata una trasferta fidandosi dell’onestà e ci fu qualcuno che ci marciò ". E cosa pensa della revisione dei cicli scolastici? “No, i ragazzi devono fare il ciclo completo di 5 anni, già le programmazioni sono abbastanza contratte, io ai miei ragazzi faccio anche educazione civica per dire… Neanche alcuni deputati sanno certe cose oggi. Quando sono stata convocata a Palazzo Chigi e il premier mi ha inserito nella Commissione ristretta che lavora sulla riforma della scuola, io l’unica senza ruolo, ho trovato tutto il gotha della riforma. Ora sono là a lavorare essendo consapevole di essere stata scelta perché la scuola la vivo tutti i giorni. E questa esperienza porto". E sul tavolo chi vince? Il ministro o la maggioranza? "Renzi ha voluto metterci il suo tocco magico, ci ha messo il cuore, non ha voluto svilire nessuno ma ha voluto che il Pd su un argomento fondamentale come questo, fosse presente dando un imprinting importante. Già a fine agosto abbiamo presentato le linee guida uscite fuori dal nostro lavoro, tra cui gli atti più importanti che sono quelli che riguardano aspetti politici ed economici, come l’assunzione dei 149.000 GaE, i precari storici. Io  temo che vengano penalizzati quelli del Tirocinio Formativo Attivo (Tfa) che hanno conquistato l’abilitazione con un corso molto importante che ha un costo pesante. Loro che hanno investito risorse personali, sono più giovani e considerati un po’ di serie B rispetto agli altri, sono quei famosi precari che vengono chiamati quando mancano le professoresse e voi sapete che c’è la volontà di esaurire questo sistema. Questi faranno sì il concorso del 2015 se intenderanno, ma noi stiamo tentando di capire come non togliergli la possibilità di fare supplenze. Non si può abbandonare gente di 30 anni con famiglia. La mia proposta è quella di provare a provincializzare le graduatorie di istituto di seconda fascia. Mentre oggi si fanno 20 domande per 20 istituti sperando che qualcuno s’ammali o se ne vada e come professore sei legato solo a quelle 20 domande, proviamo ad aumentare il ventaglio di possibilità fino ai 300 di Roma e provincia!". Come tutte le proposte ha un costo… "Sì ma la stiamo valutando. Poi c’è l’altra mia proposta che prevede il preside come figura fondamentale selezionatrice del nuovo organico. Alcuni professori ne sono spaventati, ma per me il criterio e il controllo saranno aspetti importanti per la riuscita di questa scelta. Ci sarà un parametro che andrà a contenere il sistema, questo è certo. Renzi è molto orientato a fare questa cosa, va privilegiata la flessibilità del contratto dei docenti, c’è chi si accontenta del contratto collettivo vecchio, oppure se si lavora su base scolastica il preside deciderà sul curriculum e altri parametri il da farsi. Quanto al merito…".Ecco il merito. Come si valuta? Chi glielo dà il voto al professore? Gli alunni anche... "Una come me, amatissima dagli alunni, ne uscirebbe valorizzata. Ma un professore che non è simpatico, non è detto che non sia bravo. Questo non potrà essere certo l’unico parametro dunque. Preferisco gli alunni però a una commissione di dotti e sapienti". Il futuro dei professori per Patrizia Prestipino. "Se un professore è bravo? Non può bastare lo stipendio di un deputato. Il lavoro dell’insegnante non ha prezzo, la scuola non ha prezzo. E invece i professori sono i nuovi poveri. Ho avuto modo di dirlo a Renzi e mi ha dato ragione. Io ho dato una stoccatina a tutta la Direzione sul punto ma per far capire che il professore che ha 120 alunni ha sulle spalle anche il loro cervello, a volte la salute, abbiamo un ragazzino malato e andiamo a casa sua a fargli lezione, e anche quella psichica. Un lavoro davvero grande".
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