Colle nella Rete: Gabanelli "on the Rodotà"

16 aprile 2013 ore 14:01, Domenico Naso
Colle nella Rete: Gabanelli 'on the Rodotà'
Il Movimento 5 Stelle ha scelto: il suo candidato al Quirinale è Milena Gabanelli. La giornalista di Report ha sbaragliato la concorrenza tra i militanti grillini, lasciando dietro, nell’ordine, Gino Strada, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato, Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Romano Prodi e Dario Fo (che di fatto si era chiamato fuori dalla contesa).
I primi due nomi, dunque, sono outsider, completamente estranei alla politica, e proprio questo non trascurabile dettaglio apre uno scenario molto liquido. Milena Gabanelli si è già affrettata a dichiarare che è “commossa, ma sopravvalutata”. Un primo passo verso una prevedibile rinuncia. Lo stesso succederà presumibilmente con Gino Strada, secondo per preferenze tra i militanti grillini. Il fondatore di Emergency già ieri aveva fatto capire che il suo mestiere è un altro e che a una cosa al Quirinale non pensa proprio. Se le due rinunce eccellenti dovessero arrivare, come tutti si attendono, si aprirebbe un’autostrada per l’elezione di Stefano Rodotà come prossimo Presidente della Repubblica. Gradito al Pd bersaniano, diventerebbe il primo nome del Movimento 5 Stelle, che lo voterebbe fin dal primo scrutinio, obbligando i democratici a compiere una scelta: votare un candidato a loro gradito o prendersi la responsabilità di dire no per cercare un accordo con il Pdl. Se Rodotà dovesse essere eletto, la rottura con Berlusconi sarebbe totale. Il Cavaliere non apprezza l’ex garante per la Privacy, che negli ultimi anni si è più volte espresso pubblicamente contro il berlusconismo politico e culturale. E il nome di Rodotà non sembra piacere neppure a Matteo Renzi. Per Bersani, dunque, sarebbe una scelta azzardata ma che gli aprirebbe nuove e insperate possibilità sul fronte governo. Il nuovo presidente, con tutta probabilità riconferirebbe il preincarico al segretario del Pd, e con un uomo scelto in prima battuta dai grillini, il Movimento 5 Stelle potrebbe riconsiderare un accordo di governo, anche se parziale e con paletti ben piantati. Paradossalmente, dopo quasi due mesi di umiliazioni e scherni a 5 stelle, il Partito democratico potrebbe raccogliere i frutti inattesi delle Quirinarie grilline. Rodotà al Quirinale, Grillo contento, Bersani che ci riprova. Una svolta sorprendente che rischia di mettere alle corde il pimpante revanchismo renziano e il potere di contrattazione di un ringalluzzito Berlusconi.
autore / Domenico Naso
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