Becchi a Intelligo: «Con Rodotà mettiamo in crisi il Pd, e qualcuno di loro lo voterà»

16 aprile 2013 ore 14:00, Francesca Siciliano
Becchi a Intelligo: «Con Rodotà mettiamo in crisi il Pd, e qualcuno di loro lo voterà»
«Temo un accordo partitocratico tra Pd e Pdl». «Prodi e Bonino sono il simbolo di un’Italia che spero non torni mai più». «Bersani non conta più nemmeno dentro il suo partito».   Paolo Becchi intervistato da IntelligoNews a pochi minuti dalla notizia che vede la Gabanelli candidata al Quirinale per i 5 Stelle: «Fuori Prodi e la Bonino. Non immagina l'amarezza che ho provato nel leggere i loro nomi tra i candidati delle Quirinarie». Ma la Gabanelli è a un passo dalla rinuncia, così pure come Gino Strada: «Meglio – risponde il professore – si aprirebbe la strada per Rodotà: il Pd sarebbe in estrema difficoltà a quel punto». Milena Gabanelli candidata M5S al Quirinale, come commenta? «Sono felice: è stata la prima volta che i cittadini, anche se solo un campione di 50mila, hanno votato per il Presidente della Repubblica. Prendiamone atto: c'è una vera e propria trasformazione politica e istituzionale da quando il MoVimento è sceso nell'agone politico. È riuscito addirittura a far avvicinare moltissima gente alla politica». Ha scritto su twitter: «Ha vinto il cuore e non la testa». In che senso? «La Gabanelli è una giornalista, una donna molto impegnata, intelligente. I suoi programmi tv sono interessantissimi, le sue denunce concrete. Ma per una carica del genere ho paura non sia la personalità più adatta». Perché è una donna? «Ma no, assolutamente no. In più occasioni ho dichiarato di volere una donna al Colle. Poi, la mia grande preoccupazione erano Prodi e la Bonino: due candidature estremamente pericolose per il movimento». Perché? «È evidente: se il nuovo che rappresenta il MoVimento deve essere incarnato dal vecchio establishment politico (Prodi addirittura ex Presidente del Consiglio), è un controsenso. Prodi e Bonino sono due figure rappresentative di un'Italia che speriamo che non torni mai più». E allora perché sono stati candidati? «Una provocazione forse». Un voto «di testa» quale sarebbe stato? «Zagrebelsky o Rodotà: sarebbero state le figure più qualificate. E non perché sono uomini. Non condivido totalmente l'approccio giuridico di Rodotà, ma bisogna ammettere che è uno dei più grandi giuristi del nostro Paese». Se la Gabanelli e Gino Strada dovessero rifiutare entrerebbe in gioco Rodotà: sarebbe possibile un accordo con il Pd in questo senso? «Non credo: i nomi che propone il Pd sono altri. Loro parlano di Amato, Marini. Anzi, penso esattamente il contrario: la candidatura di Rodotà da parte del M5S vorrebbe dire mettere in estrema difficoltà il Pd». In che senso? «Mentre la Gabanelli e Strada rappresenterebbero due candidature interne al MoVimento, che non otterrebbero se non i voti dei cittadini-deputati, per Rodotà sarebbe tutto diverso: è una figura di altissimo profilo. E il Pd si troverebbe in difficoltà non votandolo e preferendo uno dei suoi “vecchi” come la Finocchiaro, Marini o Amato: tutte candidature politiche, di partitocrazia. Il MoVimento, comunque, con Rodotà o Zagrebelsky intascherebbe un'ulteriore vittoria d'immagine e dimostrerebbe di presentare figure super partes e di alto profilo». E cosa risponde a chi vi accusa di pseudo-democrazia: in fin dei conti quei nomi li hanno scelti Grillo e Casaleggio e sono stati votati solo da 50mila attivisti... «Preferisce Bersani e Berlusconi che si sono incontrati tra loro per decidere il nome? Anzi: il M5S inserendo Prodi ha comunque voluto dimostrare l'estrema libertà nelle scelte». Come andrà a finire? «Vincerà la partitocrazia, ancora una volta. Si metteranno d'accordo Pd e Pdl». Su quale nome? «Non saprei. Berlusconi ha chiesto a Bersani di dirgli un nome “accettabile” per il Pd. Bersani che ormai non conta più nulla neppure all'interno del suo partito non ha saputo che dire... quindi per il momento la situazione è cristallizzata, c'è il caos più totale. C'è da scommettere, però, che alcuni del Pd alla fin fine, nel segreto dell'urna, voteranno per Rodotà. Reputo sia Berlusconi che Bersani nemici molto in difficoltà. Mi auguro che il MoVimento 5 Stelle dia loro il colpo di grazia».
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