Mostre da vedere per Natale: i consigli di Intelligo

16 dicembre 2013 ore 16:51, intelligo
di Mario Bernardi Guardi.
Mostre da vedere per Natale: i consigli di Intelligo
Dal momento che appartenete alla effervescente categoria degli “smoderati” di IntelligoNews e dunque siete persone intelligenti e curiose, siamo certi che durante le vacanze natalizie riserverete anche un po’ di tempo ai musei e alle mostre.
A proposito di queste ultime, ci permettiamo qualche suggerimento. Se siete “romani de Roma”, non potete perdervi gli splendori di “Augusto”. A duemila anni dalla morte di Ottaviano, le Scuderie del Quirinale propongono, fino all’8 febbraio, un itinerario nella sua gloriosa stagione. Sculture e oggetti provenienti da tutto il mondo ricostruiscono il profilo, contraddittorio quanto volete, ma indubbiamente affascinante, di quel “princeps” che Virgilio salutò come restauratore dell’Età dell’Oro e di cui Orazio celebrò i fasti nel “Carmen Saeculare”. Visitare la Mostra (Catalogo Electa), è anche un’occasione per fare dei confronti tra “quel” passato e “questo” presente? Inevitabile, ma tra uno sguardo complice alla memoria di “Roma divina” e una disdegnosa occhiata alle attuali rovine dell’Urbe, dove così pochi uomini si aggirano, ricordatevi che è, comunque, Natale. Festa, come ognun sa, dell’amore e del perdono. Armatevi dunque di Santa (Im)pazienza e regolatevi di conseguenza. “Romani de Roma”, dunque genuini “Italiani d’Italia”. “ Li Mejo Fiori”, giusto? E allora fate un viaggetto anche a Milano perché occhi e spirito con il “Seicento lombardo a Brera. Capolavori e riscoperte” (Catalogo Skira). Tra l’aura del Caput Mundi e quella della Capitale morale, la “corrispondenza di amorosi sensi” si spiega con la comune vocazione alla bellezza e alla devozione. E se la “religio” augustea è quella di una “paganitas” che, per citare di nuovo il Virgilio della quarta egloga, è aperta all’accoglienza del “Bambino” partorito da una “Vergine”, e qui invece è la Cristianità a dispiegare la sua fede, il Sacro è filo che non si spezza e insegna di “permanenza”, pur tra mille conflitti e rivendicazioni identitarie. A Brera (fino al 12 gennaio) il Sacro racconta l’età di Federico Borromeo (un’occasione per ritrovare la sua presenza, tutta ardore di carità, nei “Promessi sposi” manzoniani) e la successiva stagione barocca nel linguaggio delle pale d’altare (dal “Noli me tangere” di Fede Galizia al “San Francesco in estasi sorretto dagli angeli” di Giuseppe Nuvolone), dei ritratti e dipinti di soggetto sacro di piccolo e medio formato (ricordiamo la “Madonna del Rosario con San Domenico e due angioletti”), dei disegni provenienti dal Gabinetto della Pinacoteca. Ma se ad appagare il vostro spirito investigante non bastano paganesimo e cristianità, ecco un “oltre”, inquietante ed ammaliante, che, partorito dal fondo più profondo della storia, si arricchisce del loro conflittuale, eppur complice, intreccio. L’”oltre”- che, a vostro diletto, potrete chiamar magico, simbolico, demoniaco ecc. ecc.- lo trovate perfettamente illustrato al Castello del Buonconsiglio di Trento. Dove, sino al 6 gennaio, una Mostra dal suggestivo titolo “Sangue di drago. Squame di serpente” (Catalogo Skira), imbandisce orrifici piatti, a base di mostri e creature fantastiche dalle notti dei tempi all’età moderna. Uno straordinario repertorio iconografico, un vero e proprio scialo di sfingi, sirene, centauri, cavalli alati, draghi, unicorni, razze mostruose ai confini del mondo, gemelli siamesi, uomini-suini ecc., tra invenzioni e allucinazioni, miti e leggende, raffinatezze allegoriche e trasalimenti poetico-figurativi, vi porterà nelle contrade dell’Immaginario. Là dove il brivido della paura è anche fremito di piacere. Così parlava Ernesto Amedeo Teodoro Hoffmann, gran cercatore-creatore di mostri, soprattutto nelle notti di passaggio tra Vecchio e Nuovo Anno, quando si dan convegno tutte le creature del Cielo e dell’Inferno.
autore / intelligo
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