Airaudo (Sel): “Da Renzi vogliamo fatti. E' ancora convinto che Marchionne avesse ragione?"

16 dicembre 2013 ore 17:56, Lucia Bigozzi
Airaudo (Sel): “Da Renzi vogliamo fatti. E' ancora convinto che Marchionne avesse ragione?'
“Renzi passi dalle parole ai fatti. Bene su Bossi-Fini e unioni civili ma sul lavoro non ha detto granchè. Ora non basta più dirlo, lo faccia fare al governo che sostiene insieme ad Alfano”. Giorgio Airaudo, ex sindacalista Fiom e parlamentare di Sel non ci gira intorno. A Intelligonews spiega dalla prospettiva della sinistra-sinistra, se dopo Milano il segretario del Pd sarà più di sinistra. Giudizio sospeso…
Onorevole Airaudo, lei è un uomo della sinistra radicale. Le chiedo: a Milano Renzi ha fatto un discorso di sinistra? «Direi che ci ha provato, poi però dalle parole bisogna passare ai fatti. Servono fatti di sinistra in questo paese». Quali? «Penso che la priorità sia il lavoro. Renzi ne ha parlato ma credo che sia molto impegnativo per lui, dal momento che questo governo ha fatto poco per il lavoro: giusto un po’ di assistenza per impedire lo scivolamento di una larga fetta di lavoratori verso le povertà assolute. Da Renzi mi aspetto che se si parla di lavoro non si parli più di diritti da cedere, di privilegi: oggi il lavoro non ha privilegi e non è neanche più un diritto. Molti italiani lo hanno perso, molti non lo ritrovano e molti non lo hanno mai trovato e non lo cercano più». Cosa non l’ha convinta del primo intervento di Renzi da segretario del Pd? «Non ha detto granchè. Non mi convinceva quando diceva che Marchionne aveva ragione, poi ha fatto autocritica e siccome noi di sinistra siamo generosi perché impariamo dagli errori, gliene diamo atto. Non mi è piaciuto quando ha detto che occorreva che il lavoro cedesse la sua quota di privilegi per creare occupazione: il problema semmai è aiutare gli italiani a trovare occupazione e le imprese a ritrovare il mercato». Ma Renzi ha detto pure che la Cgil deve cambiare e che pensa a un nuovo rapporto coi sindacati. «Lo dico da ex sindacalista: i sindacati facciano il loro lavoro che è diverso da quello di un partito. Ogni volta che il sindacato cerca di sostituire un partito e un partito di sostituirsi al sindacato, si producono danni per cittadini e lavoratori. I sindacati trovino la loro strada da soli e Renzi pensi alla politica, dica cosa vuole fare e lo faccia. Quando dice che i lavoratori devono poter votare accordi e contratti e scegliere i rappresentanti dice una cosa giusta. Speriamo che il Pd lo segua…». Ius soli e unioni civili. Ci vede contenuti o solo buoni intenti magari per convincere l’elettorato più di sinistra? «Renzi sta con l’esecutivo. Apprezzo le parole sulla Bossi-Fini ma sostenendo il governo deve farle fare, perché adesso ne ha la possibilità. Se le proporrà e ci convincerà noi lo sosterremo, il problema semmai è tutto dentro la sua maggioranza di governo». Non negherà però che a Milano il segretario del Pd ha mostrato un passo diverso, più calibrato nel recinto della sinistra sui temi ‘sensibili'. Poi c’è l’attacco frontale a Grillo. E’ tutta questione di consensi che il Pd ha perso per strada tra Sel e M5S? «I partiti devono misurarsi coi consensi. Penso che Renzi abbia preso sul serio il suo nuovo incarico che non è più quello di sindaco che fischia i falli ma è il ruolo di chi deve fare il regista della squadra. Lui adesso è il capitano del più grande partito del centrosinistra e dovrà difendersi lui dai fischi e dai falli». Sel con Renzi che intenzioni ha? «Sel deve fare la sua strada. E’ un progetto politico che può proporsi di andare oltre se stessa e organizzare un campo a sinistra un po’ più vasto. Sel ha già fatto molto: ci siamo candidati col Pd per cambiare il paese, poi siamo stati sedotti e abbandonati dal Pd che ha preferito il governo di larghe intese oggi ridotto a piccola intesa con Alfano. Noi siamo pronti per governi di cambiamento ma ci interessano le politiche, a partire dal lavoro e per due motivi: far finire il prima possibile questo esecutivo e sostituirlo con un governo che risolva i problemi del paese. Noi facciamo la nostra parte, sono gli altri che devono spiegare dove hanno sbagliato. Aspettiamo Renzi alla prova dei fatti, a quando farà ‘cambiare verso’ al governo Letta oppure andremo oltre il governo Letta. Loro sostengono un’ipotesi per la quale non abbiamo preso voti: governare con un pezzo del centrodestra. Questa frattura nel rapporto con l’elettorato tocca a Renzi risolverla. Noi siamo piccoli ma coerenti».
autore / Lucia Bigozzi
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