Di Pietro (Idv): «Svuota-carceri? Lo Stato si arrende e aumenta la criminalità»

16 gennaio 2014 ore 13:14, intelligo
Di Pietro (Idv): «Svuota-carceri? Lo Stato si arrende e aumenta la criminalità»
di Claudia Farallo.   «Mettere fuori le persone è un atto di resa dello Stato, di offesa alla giustizia e di umiliazione delle vittime. La ragione stessa per cui è stato fatto questo provvedimento è in sé criminale, anzi criminogena». È un “no” secco al decreto svuota carceri quello di Antonio Di Pietro, fondatore e presidente onorario dell’Italia dei Valori, intervistato da IntelligoNews. «Stare dentro parametri finanziari vuol dire andare a risparmiare soldi o a prendere soldi dove conviene al Paese, non dove c’è un atto di resa», afferma Di Pietro, che lancia una provocazione: «Basterebbe eliminare tutti i tribunali e tutte le carceri, lasciare la legge della giungla. Risparmieremmo un sacco di soldi». E ci dice quali sono le sole due misure efficaci per contrastare la criminalità.   Decreto svuota-carceri. Criticato da opposizione, M5S e Lega Nord in primis, che hanno gridato all’indulto mascherato e al pericolo di far uscire condannati anche per reati di mafia, ma anche dal pm Ardita, che lo ha definito peggio di un indulto. Qual è la sua opinione? «Un tema come questo, della detenzione di coloro che sono stati condannati, dovrebbe essere valutato al di fuori degli schieramenti politici. La legalità non ha colore, non è né di destra né di sinistra. Ciò premesso, stiamo parlando di persone che sono state condannate e che quindi è stato stabilito che debbano rimanere in carcere per un certo periodo di tempo. L’idea che, siccome non c’è posto creo un meccanismo per cui ci debbano stare meno del previsto, è allo stesso tempo stupida e assurda. Pensiamo agli ospedali: non è che, siccome ci sono meno posti negli ospedali, metti in mezzo alla strada persone che devono essere curate. Devi intervenire sulle strutture. Mettere fuori le persone è un atto di resa dello Stato, di offesa alla giustizia e di umiliazione delle vittime. La ragione stessa per cui è stato fatto questo provvedimento è in sé criminale, anzi criminogena». Alcuni ipotizzano che il governo stia cercando di “fare giustizia a costo zero” anche in vista delle sanzioni europee previste a maggio. «L’Unione europea non ci chiede di mettere fuori detenuti condannati in via definitiva. Stare dentro parametri finanziari vuol dire andare a risparmiare soldi o a prendere soldi dove conviene al Paese, non dove c’è un atto di resa. Basterebbe eliminare tutti i tribunali e tutte le carceri, lasciare la legge della giungla. Risparmieremmo un sacco di soldi come Stato, ma come cittadini vivremmo in una giungla e non in uno stato di diritto. Ci sono mille modi per far quadrare i conti, ma farli quadrare andando a risparmiare sulla sicurezza è innanzitutto un atto di ingiustizia, e poi in realtà non risparmi, perché a quel punto si stabilisce un principio per cui conviene violare la legge. Perché mai dovrebbero pagare le tasse i cittadini?». Il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Venezia, Giovanni Maria Pavarin, ha parlato di un rischio paralisi degli uffici di sorveglianza, oberati dalle pratiche conseguenti al decreto svuota carceri. C’è questa possibilità? «Questo è un altro effetto che rasenta il ridicolo, oltre che il drammatico, perché il sistema politico si vuole anche lavare la coscienza. Tornando all’esempio dell’ospedale, è come se dicesse a un medico diagnostico di constatare lo stato delle malattie di 1000 persone in fila. In questo momento, l’idea stessa di fare un provvedimento che impone, dalla sera alla mattina, a tutta la magistratura di sorveglianza di prendere delle decisioni è impossibile da attuare e, di fatto, è un modo per scaricare la propria responsabilità sui magistrati». Attualmente ci sono diverse misure all’esame del Parlamento. Quali ritiene siano le più efficaci? «Lo dico da ex magistrato e da ex poliziotto: la certezza della pena e la misura cautelare detentiva in carcere nei confronti dei reati gravi rappresentano l’unico mezzo per indurre i criminali a pensarci due volte prima di continuare a fare i criminali. Al criminale recidivo, a colui che vive di delinquenza, non gliene può fregar di meno il fatto di poter stare presso i suoi genitori o strutture in cui comunque è libero di muoversi. Ogni momento è buono per continuare a commettere reati». Tentiamo di fare una previsione. L’Italia ce la farà a evitare le sanzioni previste a maggio? «Non c’azzecca niente la sanzione della Corte europea dei diritti dell’Uomo rispetto ai provvedimenti svuota carceri che vogliono fare attualmente. La Corte dice che bisogna avere delle strutture carcerarie adeguate per fare in modo che chi sta in carcere sia trattato da uomo e non da animale, quindi noi dobbiamo intervenire per fare in modo che quella della carcerazione sia una struttura di rieducazione, ma non mettendo fuori i detenuti. Anzi, a mio avviso, adottando questi provvedimenti incorreremo ancora di più nella sanzione della Corte europea».
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