Scotto (Sel): "Greta e Vanessa e la becera polemica sui costi. Oggi è la satira l'arma più rivoluzionaria"

16 gennaio 2015 ore 11:30, Marta Moriconi
scotto-arturo-sel-civatiArturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sel, intervistato da IntelligoNews parla della liberazione di Greta e Vanessa e di alcune polemiche che le vedono, loro malgrado, protagoniste. Poi analizza il caso Charlie Hebdo alla luce di alcuni analisi critiche sulla libertà di satira: fino a dove ci si può spingere? Per Scorro "il problema è che la libertà di espressione è sacra e la satira è l'arma più rivoluzionaria nelle mani di chi non ha potere...". Un suo commento sulla liberazione di Greta e Vanessa, atterrate in Italia e accolte dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.  "E' un successo della diplomazia italiana e delle strtture di intelligence, che sono riusciti a garantire l'incolumità delle due cooperanti e la loro liberazione. E' una bella pagina per il Paese".  La maggioranza degli italiani sui social è polemica però. Fa riferimento a padre Dall'Oglio e al cooperante Lo Porto che rimangono ancora nelle mani dei terroristi per esempio, e si indigna sul sospetto che sia stato pagato un riscatto. "La vita umana non ha prezzo. Non so se sia stato pagato un riscatto, ascolteremo oggi il ministro Gentiloni, ma francamente ritengo che sia una polemica senza senso. E' chiaro che mi auguro che ci sia un impegno altrettanto forte per la liberazione degli altri che sono imprigionati oggi in Siria e nelle zone di guerra. Il fatto che siano statie liberate queste due cooperanti non che può che essere considerato un fatto positivo. E la polemica sui costi è becera e per molti aspetti inaccettabile. Ovviamente tutto questo è stato alimentato da una campagna che nel corso delle ultime settimane è stata condotta da certa politica che, invece di parlare della nobiltà della cooperazione, si è concentrata sulla responsabilità delle due nell'essere state rapite. Un fatto insopportabile". Charlie Hebdo, la Francia sotto assedio: ora si parla di un attacco informatico. Cosa succede? 

"Primo: il problema è che la libertà di espressione è sacra e la satira è l'arma più rivoluzionaria nelle mani di chi non ha potere perché mette a nudo le contraddizioni dei regimi come di ogni forma di fondamentalismo, ideologico piuttosto che religioso. Non c'è da questo punto di vista una riflessione indulgente che possa essere fatta. Secondo: non siamo dentro a uno scontro di civiltà, siamo dentro a uno scontro che vive e vanessa-greta-afpattraversa anche il mondo musulmano e le cui prime vittime sono gli stessi musulmani che oggi sono in difficoltà per colpa di un pezzo di estremismo radicale che ha scelto la strada del terrorismo".

Come giudica le parole del Papa sul meritato pugno a chi offende sua madre? C'è chi ha strumentalizzato parlando di giustificazione della violenza, ma è così? "C'è differenza tra offesa e ironia. Quelli di Charlie Hebdo non volevano offendere nessuno, ma ironizzare perché è il loro mestiere. Poi non penso che il Papa volesse giustificare alcunché, ma rimane un capo religioso ed è normale che difenda quell'impianto". Perché allora l'ironia di Dieudonné è pericolosa e non è satira? "Le parole di Dieudonne nel corso degli ultimi mesi hanno aumentato l'impostazione antisemita per questo sono pericolose e sbagliate. Oggi l'antisemitismo è un virus iniettato nel cuore dell'Europa, talvolta alimentato da cattiva politica, cattivi mass-media e storici di quart'ordine. Questo tema è dentro la storia d'Europa e va combattuto, come tutte le forme di intolleranza verso chi è portatore di un impianto culturale diverso".
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