Attenzione alla mossa della Svizzera. Cosa succederà ora

16 gennaio 2015 ore 12:05, intelligo
borsa svizzeradi Luca Lippi Come abbiamo anticipato ieri, il Quantitative Easing europeo ci sarà e avrà nell’immediato effetti positivi. La conferma arriva dalla Svizzera con una settimana di anticipo, e la Svizzera è da osservare con attenzione giacché il suo “brand” è la politica monetaria. Che è successo in Svizzera? Perché la Borsa elvetica è “crollata”? Il fatto è che di colpo la Banca Nazionale Svizzera ha deciso che non difenderà più il cambio fisso di 1,20 rispetto all’Euro. Questo perché gli esperti di politica monetaria elvetica hanno la certezza (com’è ovvio) che l’Euro scenderà rispetto al Dollaro Usa, e scenderà ben al di sotto del cambio fisso ipotizzato dagli esperti svizzeri per fare muro alla crisi finanziaria dell’aerea che la circonda. Confermiamo, e la Banca centrale Svizzera ci conforta in questo, che il QE europeo aiuterà nell’immediato le aziende che hanno ancora liquidità da investire, il deprezzamento dell’Euro nei confronti del Dollaro è una boccata di ossigeno per avviare un recupero di competitività per le aziende dell’Eurozona, tuttavia questo non sarà sufficiente perché se non ha retto il cambio fisso svizzero, allo stesso modo non reggerà il cambio fisso che ha originato l’Euro. La Svizzera, dunque, anticipa la BCE e lo fa con un colpo secco, questa è la sua strategia, tutto in una volta senza inutili languori. Quello che sfugge a chi non conosce le dinamiche elvetiche, è che le aziende di casa siano rimaste spiazzate innescando un “tonfo” delle quotazioni dei marchi notissimi di casa (marchi che comunque si rivolgono a un Mercato che è quello del lusso e che non conosce crisi). Confermiamo che la Svizzera lavora principalmente con il denaro, che poi vi siano anche imprese e imprenditori sono il corollario di un’economia che vede come punta di diamante le banche, poi tutto il resto. Jordan (governatore della banca centrale elvetica) ieri ha dichiarato: “Era ormai inutile mantenere il tetto fissato al cambio del franco contro l’euro a 1,2 e abbiamo concluso che è meglio uscire ora che tra 6 o 12 mesi quando il quadro potrebbe essere più difficile ovunque. La decisione presa non è dovuta al panico ma è stata valutata con attenzione, non era più sostenibile mantenere il tetto”. La Svizzera quindi ha scelto di difendere l’esito delle speculazioni monetarie degli ultimi cinque anni e adesso speculerà sulla valanga di fondi di chi non è ancora scappato dall’Euro. Una scelta vincente sul lungo termine per le finanze pubbliche, non sono dello stesso parere le corporate elvetiche, come biasimarle, ma ripetiamo il concetto: il business svizzero sono le banche. Ora non resta che stare a vedere cosa succederà il 22 gennaio, Draghi giustamente lancerà il QE a condizione che ci sia unanimità d’intenti, e fa bene. L’unanimità ci sarà e non per scelta ma per convenzione (non si può mostrare dissidio all’interno dell’area monetaria). Poi ci sarà la reazione della FED a difesa del Dollaro, e questo sarà il campo strategico interessante da seguire. Del tutto inutile concentrare l’attenzione sul crollo “epocale” della Borsa Elvetica che non ha alcun peso se non per richiamare l’attenzione di ignari acquirenti abitudinari di quotidiani.
autore / intelligo
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