Casaleggio, Cecconi (M5S): “Non prenderà la casa a Roma. Non cambia nulla. Dentro il Movimento solo opinioni diverse”

16 luglio 2014 ore 12:49, Lucia Bigozzi
Casaleggio, Cecconi (M5S): “Non prenderà la casa a Roma. Non cambia nulla. Dentro il Movimento solo opinioni diverse”
“Le provocazioni di Renzi sono irritanti ma non ci dobbiamo fermare, vogliamo cambiare l’Italicum che è una schifezza con i nostri punti, imprescindibili”. Andrea Cecconi va dritto al cuore del faccia a faccia di domani: le richieste dei 5Stelle e le risposte del Pd. A Intelligonews anticipa cosa succederà al tavolo con Renzi e sulla casa di Casaleggio a Roma è categorico…
Casaleggio prende casa a Roma; c’è chi ci vede una sorta di commissariamento del movimento. Cosa risponde? «Casaleggio non prenderà casa a Roma. Prima dei suoi problemi di salute veniva a Roma tutte le settimane per incontrarci e riprenderà a farlo da settembre-ottobre. Non cambia nulla, il rapporto del gruppo parlamentare con lo staff centrale è quello di sempre ed è giusto che sia così perché specialmente a livello comunicativo ci riferiamo molto al blog di Grillo». Renzi vi sta trattando con sufficienza, forte dei numeri che ha in parlamento? «Che Renzi ci stia trattando con sufficienza come se fossimo stupidi non è una novità in questo mese di percorso di condivisione sulla riforma elettorale. Del resto, è il suo metodo di lavoro nel senso che ha un rispetto dell’altro pari a zero e lo si è visto nei suoi interventi al Senato, alla Camera e al parlamento europeo. E non si rende conto che magari attorno a lui ci sono persone più competenti o che hanno proposte serie, concrete come le nostre». Un atteggiamento che però fa pensare a un probabile fallimento della mediazione o no? «Ciò che stiamo facendo adesso sulla legge elettorale lo abbiamo già fatto ad esempio col ministro Orlando sottoponendo le nostre proposte sulle norme anticorruzione, quindi non è vero che questo percorso di condivisione sia una novità. Certo, se vai a parlare col premier c’è clamore mediatico, se vai a parlare con un ministro non ne parla nessuno. Oggi l’interlocutore ha una rilevanza maggiore rispetto ai precedenti e il fatto che ci tratti con sufficienza, è forse perché lui non ci vuole dare troppa importanza, vuole mantenere forte il patto con Berlusconi fatto in una stanza e che tra l’altro i cittadini non conoscono. Noi abbiamo scelto una dinamica diversa di trasparenza e condivisione coi cittadini per poi portare il lavoro nelle commissioni e in parlamento. Certo, la continua provocazione da parte di Renzi, personalmente la trovo irritante ma non ci possiamo fermare alle provocazioni: consideriamo l’Italicum uscito dal patto del Nazareno una schifezza e non vero ciò che viene propagandato sulla governabilità, perché abbiamo visto sia col Porcellum che col Mattarellum che non è tanto una questione di numeri, bensì di solidità interna delle maggioranze: Berlusconi aveva una maggioranza parlamentare bulgara ma è caduto lo stesso». Grillo dice ‘domani staniamo il Pd’. Come? «E’ una risposta mediatica ai continui attacchi che ci arrivano dal Pd. Noi ci siamo resi disponibili ad aprire un tavolo sulla legge elettorale ma la cosa si sta dilatando nei tempi per colpa del Pd, alla faccia della velocità di Renzi. Certo è che domani il Pd deve darci una risposta definitiva e garanzie precise». Quali garanzie? E domani parlerete solo di legge elettorale? «Noi parliamo di legge elettorale perché tra tutte le riforme che si stanno facendo, riteniamo che il sistema di voto sia la riforma che consente di andare a votare in anticipo per poi fare le altre riforme che servono al paese e che Renzi non sta facendo. Le nostre richieste sono limpide e chiare. Per noi l’Italicum non va e comunque siamo disposti a modificarlo mediando su alcune cose che non ci piacciono e che magari limeremo nei passaggi in commissione e in aula, ma solo se vengono accolte i nostri punti: preferenze, il fatto che i condannati in primo grado non devono andare in parlamento, il fatto che ci si possa candidare in un solo collegio e il fatto che anche sulle coalizioni finora si è fatto molta demagogia perché abbiamo già visto che una coalizione in campagna elettorale è tale ma poi viene smontata il giorno stesso dell’insediamento». Dica la verità: c’è o non c’è dentro il movimento la contrapposizione tra l’ala dialogante incarnata da Di Maio e quella oltranzista di Grillo-Di Battista? «Non c’è alcuna contrapposizione: è normale che dentro un gruppo parlamentare ci siano opinioni diverse, specie quando si fanno scelte politiche così importanti. Di Maio è stato incaricato di portare avanti questo percorso di condivisione sulla legge elettorale, a qualcuno è piaciuto a qualcun altro meno, ma tutti sosteniamo ciò che Di Maio e Toninelli stanno facendo».
autore / Lucia Bigozzi
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